18 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Apr, 2026

Pete Hegseth e la gaffe ‘biblica’: cita il versetto di Ezechiele ma è Pulp Fiction

Pete Hegseth durante la cerimonia al Pentagono

Il segretario alla Guerra Usa recita un versetto che non è della Bibbia ma del film di Tarantino: scoppia il caso a Washington e il video della preghiera fa il giro del mondo


Il ministro della Guerra. Se non fosse vero, sarebbe comico. Ma è vero, e pericoloso. In una cerimonia al Pentagono, come fa spesso, Pete Hegseth ha citato la Bibbia. Mentre Trump e Vance attaccano il Papa e il mondo si schiera al fianco del Leone, Hegseth continua sulla stessa linea dei suoi. Discorsi epici, retorici, pregate per i nostri soldati, la guerra in nome Cristo. E sul pulpito del Pentagono ha recitato un versetto ispirato a Ezechiele 25:17.

Però era un monologo di Pulp Fiction.

La preghiera “militare” e il riferimento a Sandy 1

Hegseth ha pronunciato la preghiera piegandola alla missione di soccorso aereo in Iran, la “Sandy 1” Combat Search and Rescue. Nel testo, il “giusto” diventa l’aviatore abbattuto e il Signore viene sostituito dal nominativo operativo della missione.

“Il cammino dell’aviatore abbattuto è assediato da ogni parte dalle iniquità degli egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi… Colpirò con grande vendetta e furiosa ira coloro che tentano di catturare e distruggere mio fratello io mi abbatterò su di voi con grande vendetta e furia cieca… Saprete che il mio nominativo è Sandy 1 quando riverserò la mia vendetta su di voi. Amen”. 

Nella versione recitata da Samuel L. Jakcson in Pulp Fiction, il film di Quentin Tarantino del 1994, nei panni del sicario Jules Winnfield, l’attore pronunciava quelle parole prima di giustiziare la sua vittima.

La differenza con il testo biblico

Nella versione originale, il versetto richiama il tema della giustizia divina e della protezione dei deboli. Nel film, invece, il testo viene rielaborato e trasformato in una dichiarazione violenta, pronunciata da un sicario prima di eseguire un omicidio. La versione recitata da Hegseth riprende proprio questa reinterpretazione, modificandola ulteriormente in chiave militare.

Il testo originale (Ezechiele 25:17) dice: “Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te”.

Attacchi ai media e retorica religiosa

Nel corso del briefing, Hegseth ha attaccato anche i giornalisti, paragonandoli ai farisei che criticavano Gesù. Ha definito “miracoli” alcune operazioni militari recenti, tra cui il salvataggio di due piloti di F-15 in Iran, aggiungendo un elemento retorico e ideologico alla comunicazione del Pentagono.

Polemiche e imbarazzo a Washington

L’episodio ha acceso il dibattito negli ambienti politici e militari americani. Da un lato chi parla di semplice citazione culturale, dall’altro chi sottolinea l’inopportunità di confondere un testo sacro con un monologo cinematografico, per di più in un contesto istituzionale come il Pentagono.

Le minacce all’Iran

Hegsteh è sempre stato il più propenso alla guerra in Iran. Il più convinto e uno di quelli che ha spinto Trump all’attacco. Ora, mentre si discute di tregua, è tornato a minacciare apertamente l’Iran, parlando di possibili attacchi contro la rete elettrica e le infrastrutture energetiche del Paese. Durante un briefing al Pentagono giovedì, ha chiarito che le forze americane sono “pronte a riprendere le operazioni di combattimento” se Teheran non accetterà un accordo. “Siamo pronti a colpire le vostre infrastrutture critiche, la produzione di energia e il settore energetico”, ha detto, aggiungendo: “Preferiremmo non farlo, ma siamo pronti su ordine del presidente e con un semplice comando”.

Un eventuale attacco deliberato alle infrastrutture energetiche civili potrebbe configurarsi come crimine di guerra secondo il diritto internazionale.

Accanto a Hegseth, il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, ha confermato che le forze statunitensi sono “pronte a riprendere operazioni militari su larga scala in qualsiasi momento”.

Operazioni militari nel Golfo

Il generale Caine ha fornito dettagli sulla presenza militare: una dozzina di cacciatorpediniere Usa sono schierati nel Golfo dell’Oman, supportati da aerei, elicotteri e sistemi di intelligence. Le forze navali pattugliano sia acque internazionali sia zone vicine alle acque territoriali iraniane.

Le unità americane hanno già intimato l’alt a diverse imbarcazioni dirette verso l’Iran. “Non tentate di violare il blocco”, è il messaggio trasmesso: le navi possono essere fermate, ispezionate e sequestrate. In caso di mancata collaborazione, è previsto anche l’uso della forza.

Nonostante il cessate il fuoco, le forze statunitensi stanno continuando a rafforzarsi nella regione. Il comandante del Centcom, ammiraglio Brad Cooper, ha spiegato che le truppe sono impegnate a “riarmarsi e riorganizzarsi” in vista di possibili sviluppi del conflitto.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA