25 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Mar, 2026

Giornalisti in sciopero venerdì 27 e il 16 aprile

Sciopero dei giornalisti

Sciopero nazionale dei giornalisti il 27 marzo e il 16 aprile: protesta per il contratto fermo da due anni e per il futuro dell’informazione. Il comunicato del Cdr de L’Altravoce


Il Quotidiano aderisce alle due giornate di sciopero nazionale proclamato dalla Federazione nazionale della Stampa italiana per venerdì 27 marzo 2026 e giovedì 16 aprile 2026 (questa seconda data potrebbe subire spostamenti per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta), nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni.

Il 27 marzo 2026 e il 16 aprile 2026 tutte le giornaliste e i giornalisti dipendenti ai quali viene applicato il CNLG FIEG_FNSI possono scioperare e astenersi alle due giornate di lavoro.

Comunicato FNSI

Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato altre due giornate di sciopero unitario: venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile 2026 (questa seconda data potrebbe subire spostamenti per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta).

Il primo aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate del Gruppo Gedi La Stampa e Repubblica (oltre alle radio e all’online), per le quali sono in corso svendite, più che cessioni, da parte dell’editore Elkann.

Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale.

Gli editori continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione.

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