Nel dodicesimo giorno di guerra in Medio Oriente l’Iran lancia droni e missili contro Emirati, basi Usa e Tel Aviv. Fonti iraniane riferiscono che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è rimasto ferito nei raid ma sarebbe salvo
Mojtaba Khamenei è rimasto ferito nei raid Usa-Israele. Secondo fonti vicine al governo di Teheran, il nuovo leader iraniano sarebbe rimasto ferito negli attacchi delle settimane scorse ma sarebbe comunque salvo. Il conflitto in Medio Oriente entra nel dodicesimo giorno di guerra. Nella notte l’Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi con droni e missili contro obiettivi nel Golfo e in Israele, colpendo anche rotte marittime strategiche.
Almeno tre navi sono state colpite oggi nei pressi dello Stretto di Hormuz, diventato il principale punto strategico della guerra in Medio Oriente. Una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse sono state colpite in successione da “proiettili sconosciuti”, secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto, che ha dichiarato di aver registrato 14 incidenti che hanno preso di mira navi dall’inizio della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio.
Mojtaba Khamenei ferito ma salvo
Intanto emergono nuove informazioni sulle condizioni del figlio di Ali Khamenei, Mojtaba. Secondo quanto riferito da Yousef Pezeshkian, figlio del presidente Masoud Pezeshkian, il leader è stato ferito durante i raid americani e israeliani ma è fuori pericolo.
Minacce iraniane sul petrolio e su Hormuz
«Da Hormuz non passerà neanche un litro di greggio, qualsiasi nave di Usa e Israele sarà un obiettivo legittimo delle forze armate iraniane». Nel giorno del contrattacco più pesante dall’inizio della guerra Teheran alza il tono e promette «un colpo dopo l’altro» anche sul fronte della guerra del petrolio.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’Iran avrebbe piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, una mossa che potrebbe complicare la riapertura del passaggio marittimo. Alcune fonti hanno riferito che la posizione della maggior parte delle mine è nota, ma non è chiaro come gli Stati Uniti intendano intervenire. Altre fonti citate dalla Cnn spiegano che l’attività di posizionamento non è ancora estesa e che Teheran dispone ancora della maggior parte delle sue piccole imbarcazioni e dei posamine, il che consentirebbe di piazzarne molte altre.
Trump ha smentito queste ricostruzioni: «Non ci credo». Il presidente americano ha aggiunto che «ci sarà un’enorme sicurezza nello stretto» e ha sostenuto che gli Stati Uniti avrebbero distrutto gran parte delle navi posamine iraniane. «Abbiamo messo fuori uso la loro marina, la loro aeronautica e tutti i loro sistemi di difesa aerea», ha dichiarato.
L’allarme Usa sui porti iraniani
Il Comando centrale americano ha avvertito del rischio di possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo lo Stretto di Hormuz. In una nota pubblicata sui social media, il Centcom ha invitato i civili a evitare immediatamente tutte le strutture portuali dove operano le forze navali iraniane.
Secondo il comando americano, il regime iraniano starebbe utilizzando porti civili per operazioni militari che minacciano il traffico marittimo internazionale. In questi casi, ha spiegato il Centcom, i porti civili utilizzati per scopi militari perdono lo status di protezione e diventano potenziali obiettivi militari secondo il diritto internazionale.
La fregata Martinengo nell’area di Cipro
La fregata italiana Martinengo è intanto giunta nell’area di Cipro per un’operazione condotta in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda.
Missili iraniani intercettati nel Golfo
Le forze di difesa aerea dell’Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan. Lo ha comunicato il ministero della Difesa emiratino, aggiungendo che un altro missile è stato intercettato nella regione orientale del Paese. Gli Emirati stanno rispondendo all’attacco iraniano e le autorità hanno esortato la popolazione a restare nelle proprie abitazioni.
Tra i bersagli presi di mira ci sono la base statunitense di Erbil in Iraq, la base della Quinta Flotta della Marina americana in Bahrein e le vicinanze di Tel Aviv.
Forti esplosioni sono state avvertite nel cielo di Tel Aviv. L’allarme è risuonato in gran parte del Paese e milioni di persone sono state costrette a correre nei rifugi.
Raid israeliani su Beirut
Nel frattempo raid israeliani hanno colpito la periferia sud di Beirut, mentre un attacco mirato ha centrato un edificio residenziale nel cuore della città. La polizia iraniana ha inoltre avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità verrà trattato come un «nemico».
Trump minaccia la Spagna sui rapporti commerciali
Donald Trump è tornato a minacciare la Spagna per la sua posizione sulla guerra in Iran. «Potrei tagliare i rapporti commerciali con Madrid», ha dichiarato parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. «Gli spagnoli sono un grande popolo, la leadership non molto», ha aggiunto.
Macron: le capacità militari dell’Iran non sono azzerate
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che le capacità militari dell’Iran «non sono ridotte a zero». Parlando dopo una videoconferenza con i leader del G7, Macron ha sottolineato la necessità di ripristinare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Aprendo la riunione con i leader del G7, tra cui Donald Trump, Macron ha spiegato che il conflitto dura ormai da undici giorni e sta producendo conseguenze economiche globali. Ha quindi proposto di concentrare la discussione su tre punti principali: aggiornamento sulla situazione militare, ripristino della libertà di navigazione nelle rotte strategiche e coordinamento economico tra i Paesi.
Il messaggio è stato diffuso tramite il suo canale Telegram, dove Pezeshkian ha spiegato di aver contattato persone vicine al leader ricevendo rassicurazioni sul suo stato di salute.
Negli ultimi giorni sui social media erano circolate voci secondo cui Khamenei sarebbe stato ricoverato all’ospedale Sina di Teheran con ferite alla gamba e all’addome, dopo essere stato colpito negli attacchi del 28 febbraio che avrebbero provocato anche la morte del padre, l’ex guida suprema Ali Khamenei.
Attacco iraniano contro Emirati e basi Usa
La notte è stata segnata da una nuova ondata di attacchi iraniani. Secondo quanto riferito dalle autorità della regione, droni e missili sono stati lanciati verso obiettivi militari nel Golfo. Le difese aeree dell’Arabia Saudita hanno intercettato sei missili diretti verso la base aerea di Prince Sultan, mentre un altro è stato distrutto nella regione orientale degli Emirati.
Le autorità emiratine hanno invitato la popolazione a restare nelle proprie abitazioni mentre le difese antimissile sono entrate in funzione in diverse aree del Paese.
Nel mirino anche la base statunitense di Erbil in Iraq e il quartier generale della Quinta Flotta americana in Bahrein, uno dei principali avamposti militari degli Stati Uniti nel Golfo.
Allarme a Tel Aviv e raid su Beirut
L’escalation ha coinvolto anche Israele. Sirene di allarme hanno risuonato in gran parte del Paese e milioni di persone sono corse nei rifugi dopo il lancio di missili verso Tel Aviv. Nel cielo della città sono state udite forti esplosioni, segno dell’attivazione del sistema di difesa israeliano.
L’esercito israeliano ha condotto nuovi raid sulla periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Un attacco mirato ha colpito anche un edificio residenziale nel centro della capitale libanese, sul fronte nord.
Iran, tensione interna e minacce ai manifestanti
A Teheran cresce anche la tensione interna. La polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestazione contro il governo sarà considerata un atto ostile. Le autorità hanno dichiarato che chi sfiderà le restrizioni verrà trattato come un “nemico”, segnale della crescente pressione politica e sociale nel Paese mentre la guerra prosegue.
Nave cargo colpita nello Stretto di Hormuz
La guerra sta ormai coinvolgendo anche le rotte marittime. Secondo la United Kingdom Maritime Trade Operations, un proiettile di origine non identificata ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più strategici per il traffico petrolifero mondiale.
L’impatto ha provocato un incendio a bordo costringendo l’equipaggio ad abbandonare la nave. L’episodio conferma il rischio che il conflitto possa estendersi al commercio internazionale e alla sicurezza energetica globale.
La guerra giorno per giorno
- Sabato, l’attacco 28 febbraio: primo giorno
- Domenica 1 marzo – Secondo giorno
- Lunedì 2 marzo – Terzo giorno
- Martedì 3 marzo – Quarto giorno
- Mercoledì 4 marzo – Quinto giorno
- Giovedì 5 marzo – Sesto giorno
- Venerdi 6 marzo- Settimo giorno
- Sabato 7 marzo – 2° settimana – 8° giorno
- Domenica 8 marzo – 9° giorno
- Lunedì 9 marzo – 10° giorno
- Martedì 10 marzo – 11° giorno





















