16 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

28 Feb, 2026

Usa e Israele attaccano l'Iran. "Durerà giorni". Teheran colpisce basi Usa. Trump conferma: Khamenei è morto

Iran sotto attacco

Usa e Israele attaccano l’Iran: è l’operazione “Roar of the lion” (“Ruggito del leone”). Nel mirino i siti nucleari del regime islamico che annuncia: “La nostra risposta sarà schiacciante”. Il presidente statunitense Trump: “L’obiettivo è difendere gli americani”


Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran: è l’operazione “Roar of the lion” (“Ruggito del leone”). Il primo a dare la notizia dell’“attacco preventivo” è stato Israel Katz. Il ministro della Difesa israeliano ha chiarito che l’attacco punta a “rimuovere le minacce allo Stato”. Di conseguenza, ha aggiunto Katz, “si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell’immediato futuro”.  Le prime esplosioni hanno scosso Teheran intorno alle 9 del mattino, ora locale, mentre il presidente Donald Trump ha promesso di “devastare” le capacità militari iraniane, smantellare il programma nucleare e colpire l’industria missilistica e la marina di Teheran.

L’annuncio del presidente americano Donald Trump in un video su Truth: “Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano. Oggi popolo iraniano avete la possibilità di riprendervi Paese”.

L’annuncio di Trump

“Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria” ha dichiarato Trump. Grande e orgoglioso popolo iraniano. L’ora della vostra libertà è vicina. Non uscite di casa, bombarderemo ovunque. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Questa è probabilmente la vostra unica possibilità per le generazioni a venire”, ha aggiunto. “È il momento di agire. Non lasciatevelo sfuggire. Ai membri dei Guardiani della Rivoluzione islamica, alle forze armate e alla polizia, dico che dovete deporre le armi. Se lo farete, avrete completa immunità. Altrimenti affronterete una morte certa. Per molti anni avete chiesto l’aiuto dell’America, senza mai ottenerlo. Vediamo ora come reagirete. L’America vi sostiene con una forza schiacciante e una potenza devastante”.

Nel mirino degli attacchi americani c’è l’apparato militare iraniano: al di là dei siti nucleari, si ritine che Teheran abbia 2.000 missili balistici sparsi in tutto il Paese. L’operazione potrebbe essere più estesa di quella lanciata a giugno scorso e dovrebbe durare almeno quattro giorni.

Obiettivi dei raid tra Teheran e l’ovest dell’Iran

Gli attacchi sono iniziati nel primo giorno della settimana iraniana, con esplosioni segnalate in diverse città tra cui Qom, Kermanshah, Isfahan e Karaj, secondo l’agenzia semiofficiale Fars. A Teheran, dove risiede la Guida suprema Ali Khamenei, immagini diffuse sui media hanno mostrato dense colonne di fumo levarsi sopra la capitale.

Raid in un’area di Teheran che ospita il palazzo presidenziale e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale sono documentati, oltre ad altri edifici governativi strategici. Un altro attacco avrebbe colpito una zona vicina al Ministero dell’Intelligence. Secondo tre funzionari della sicurezza israeliana, l’obiettivo della prima ondata congiunta di raid era colpire il maggior numero possibile di figure di vertice. L’esercito israeliano ha inoltre dichiarato di aver condotto una vasta serie di attacchi contro obiettivi militari nell’Iran occidentale.

La risposta di Teheran: missili contro Israele e basi Usa nel Golfo

L’Iran ha reagito lanciando una raffica di missili e droni contro Israele, come annunciato dai Guardiani della Rivoluzione in un comunicato diffuso su Telegram. Teheran ha inoltre preso di mira basi militari statunitensi nella regione, tra cui Al Udeid in Qatar, Ali Al Salem in Kuwait, Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e il quartier generale della Quinta Flotta americana in Bahrain.

Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver intercettato con successo diversi attacchi diretti contro il proprio territorio. L’azione richiama quanto avvenuto lo scorso giugno, quando l’Iran lanciò oltre una dozzina di missili contro una base americana nei pressi di Doha in risposta a un attacco statunitense contro impianti nucleari iraniani. Nei Paesi del Golfo sono presenti numerose basi e sedi diplomatiche americane, considerate da tempo possibili obiettivi in caso di escalation. Gli Stati Uniti hanno rafforzato la presenza militare nell’area, con un dispiegamento che l’ex presidente Donald Trump aveva definito una “armada”.

Panico e fuga a Teheran sotto i raid

I raid congiunti di Stati Uniti e Israele hanno seminato caos nella capitale iraniana. Le esplosioni hanno scosso diversi quartieri densamente popolati mentre jet da combattimento sorvolavano la città, spingendo centinaia di persone in strada. Genitori sono tornati di corsa nelle scuole per riprendere i figli, alcuni bambini si sono rifugiati sotto le scale, mentre ambulanze e sirene rompevano il silenzio del mattino.

In alcune zone del nord della città residenti hanno riferito di aver visto decine di caccia in volo e automobilisti abbandonare le vetture nel traffico paralizzato. Con le comunicazioni intermittenti e la rete telefonica instabile, molti hanno lasciato le proprie case senza riuscire ad avvisare familiari e amici. La priorità, raccontano testimoni, non era la politica ma mettersi al riparo mentre colonne di fumo si alzavano sopra la città.

Analisti internazionali avvertono che l’escalation potrebbe trasformarsi in un conflitto prolungato senza una chiara via d’uscita, mentre la comunità internazionale chiede moderazione. Sullo sfondo restano le tensioni sul programma nucleare iraniano e il fallimento degli ultimi negoziati, in un quadro già segnato dalla dura repressione delle proteste interne nei mesi scorsi.

Immagini satellitari hanno mostrato danni e una vasta colonna di fumo nell’area del complesso ad alta sicurezza legato alla Guida suprema Ali Khamenei, anche se il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian sarebbero vivi.

Iran chiede l’intervento dell’Onu, appelli da Ue, Londra e Pechino

In una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto un intervento immediato, accusando Stati Uniti e Israele di aver violato il diritto internazionale con l’attacco contro l’Iran. Teheran ritiene Washington e il governo israeliano “pienamente e direttamente responsabili” delle conseguenze e di ogni eventuale ulteriore escalation. Nella lettera si afferma inoltre che basi e assetti militari delle forze considerate ostili nella regione potranno essere trattati come obiettivi legittimi nell’ambito del diritto all’autodifesa rivendicato dall’Iran.

Sul piano internazionale si moltiplicano gli appelli alla moderazione. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato la convocazione di una riunione straordinaria di aggiornamento sulla sicurezza per valutare la situazione, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che velivoli del Regno Unito sono impegnati nei cieli del Medio Oriente in operazioni difensive coordinate per proteggere cittadini e interessi britannici, invitando Teheran a fermare gli attacchi, rinunciare al programma militare e tornare al tavolo negoziale. Anche la Cina ha espresso “forte preoccupazione” per i raid, chiedendo la fine immediata dell’escalation e il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale iraniana.

Crosetto bloccato a Dubai

Il ministro della Difesa Guido Crosetto si trova a Dubai con la propria famiglia in attesa che riaprano i voli, momentaneamente sospesi per l’attacco in Iran, per tornare in Italia. Crosetto era partito ieri da Roma con un volo civile per andare a prendere la propria famiglia e poi con loro fare rientro. Il ministro ha partecipato questa mattina in videoconferenza al vertice di palazzo Chigi convocato subito dopo l’attacco all’Iran.

“Sto seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente”, ha fatto sapere Guido Crosetto in un post. Il ministro della Difesa italiano ha poi aggiunto: “Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del Covi, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali”.

Infine la rassicurazione: “Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto – ha concluso Crosetto – Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area”.

La trattativa fallita

L’attacco di Israele e Stati Uniti certifica il fallimento delle trattative tra Washington e Teheran sullo smantellamento del programma nucleare iraniano. Nei giorni scorsi, il Ministero degli Esteri iraniano si era mostrato ottimista circa la conclusione della trattativa e la possibilità di trovare con gli americani un’intesa che scongiurasse la guerra. La situazione è precipitata nelle scorse ore, fino all’attacco israelo-americano lanciato alle 7.23 italiane di oggi.

Il raid israeliano sulla scuola, 85 morti

In tarda mattinata un attacco israeliano ha colpito una scuola elementare femminila nella provincia iraniana Hormozgan, nel sud del Paese. Il sito web della magistratura iraniana Mizan, citando la procura locale, afferma che “è salito a 85” il bilancio delle vittime di “un attacco a una scuola femminile a Minab”.

La reazione del Cremlino

Arriva la reazione di Mosca. Il ministero degli Esteri ha condannato gli attacchi, definendoli “un atto di aggressione armata pianificato e immotivato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale”. Mosca ha sospeso tutti i voli diretti in Israele e Iran fino a nuovo avviso.

Khamenei è morto

Secondo i media iraniani, Ali Khamenei è stato ucciso in uno dei raid condotti nell’arco della giornata. In particolare, un funzionario israeliano – citato sia da Channel 12 che da Sky News Arabia – conferma l’uccisione di Khamenei. Il suo corpo sarebbe stato recuperato da sotto le macerie del suo compound a Teheran. Il presidente Usa Trump è già stato informato, mentre al numero uno israeliano Netanyahu sarebbe stata mostrata la foto del corpo della Guida Suprema .

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