Quarto giorno di guerra Iran: attacchi contro basi e ambasciate Usa nel Golfo, Israele entra in Libano, Trump annuncia una campagna militare senza limiti di tempo mentre cresce il bilancio delle vittime e si teme un’escalation regionale
Nel quarto giorno di guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, Teheran attacca. Amplia le operazioni di rappresaglia contro obiettivi americani nel Golfo. Esplosioni sono state segnalate in Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Paesi che ospitano basi militari statunitensi.
L’ambasciata Usa a Riad è stata colpita da due droni che hanno provocato un incendio e danni. Washington ha annunciato la chiusura temporanea delle sedi diplomatiche in Kuwait e ha ordinato al personale non essenziale di lasciare Bahrein, Giordania e Iraq.
Il Dipartimento di Stato americano ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare immediatamente 14 Paesi del Medio Oriente per un imminente attacco nell’Arabia Saudita orientale..
L’ambasciata Usa a Riad, capitale saudita, ha riportato danni lievi in seguito a un attacco che, secondo il ministero della Difesa saudita. Il giorno precedente un altro attacco con drone aveva provocato un incendio nel complesso dell’ambasciata americana in Kuwait. A riferirlo sono stati due funzionari statunitensi. In entrambi i casi non è ancora chiara la provenienza dei droni.
Il ministero degli Esteri saudita ha definito l’attacco «codardo e ingiustificato» e annunciato che il Regno adotterà «tutte le misure necessarie» per difendere sicurezza e integrità territoriale, compresa la possibilità di rispondere militarmente.
L’Iran all’Europa: “Non unitevi alla guerra di Usa”
Teheran avverte l’Europa dopo le dichiarazioni di Germania, Francia e Regno Unito su possibili azioni difensive contro missili iraniani nelle basi del Golfo. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei parla di «atto di guerra e complicità con gli aggressori».
Iran International, “Ahmadinejad è vivo”
Il canale iraniano di opposizione con sede a Londra ‘Iran International’ ha affermato che l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è sopravvissuto a un tentativo di uccisione nei giorni scorsi. Secondo quanto hanno riferito da fonti, Ahmadinejad non ha subito danni a causa dell’attacco, è vivo ed è stato trasferito in un luogo sicuro.

Israele colpisce Iran e Libano
Nella notte le truppe israeliane sono entrate via terra nel Libano meridionale. Il ministro della Difesa Israel Katz ha spiegato che l’obiettivo è impedire “fuoco diretto contro le comunità israeliane”. L’Idf ha dichiarato di aver distrutto centri operativi dei Pasdaran. L’esercito israeliano afferma anche di aver colpito nella notte a Teheran il quartier generale degli ayatollah, definito «il più importante complesso del regime».
Dopo l’incursione via terra in Libano, Israele ha lanciato nuovi attacchi «su larga scala» contro obiettivi a Teheran. Il premier Benjamin Netanyahu sostiene che l’azione in Iran sarà rapida e potrebbe aprire la strada a nuovi accordi di pace con Paesi arabi.
Media iraniani riferiscono che sarebbe stata colpita la sede dell’organismo incaricato di eleggere la nuova Guida suprema.
Israel struck a building used by Iran’s Assembly of Experts, the body responsible for choosing the next supreme leader. pic.twitter.com/Z79l8WiKqD
— Open Source Intel (@Osint613) March 3, 2026

Un drone ha colpito anche il ponte Re Fahd che collega Bahrein e Arabia Saudita. Gli Emirati hanno dichiarato che le proprie difese aeree stanno fronteggiando una “raffica di missili balistici” provenienti dall’Iran.
Raid iraniani su infrastrutture civili ed economiche
Gli attacchi iraniani hanno interessato anche infrastrutture civili. Segnalati raid contro l’aeroporto internazionale di Dubai, hotel e centri economici. Amazon ha riferito che due strutture cloud negli Emirati sono state colpite da droni e risultano gravemente danneggiate.
LEGGI Missili, droni e sottomarini: l’arsenale militare dell’Iran. Punto debole, l’aviazione
“Non passerà una goccia di petrolio”
Un alto ufficiale dei Pasdaran ha minacciato il blocco totale dello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Il traffico navale risulta già fortemente rallentato.
Netanyahu: “Ora o mai più”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che l’Iran stava costruendo nuovi siti nucleari sotterranei che nel giro di pochi mesi sarebbero diventati “immuni” agli attacchi.
“Se non si interviene ora non si potrà farlo in futuro”, ha dichiarato, definendo il regime iraniano “fanatico e irriformabile”. Netanyahu ha assicurato che non sarà una guerra infinita ma un’azione “rapida e decisiva”.
A massive crater in southern Israel shows the impact of an Iranian missile strike. pic.twitter.com/pfH30C4VrL
— Open Source Intel (@Osint613) March 3, 2026
Hezbollah ha rivendicato attacchi con droni contro tre basi israeliane, tra cui Ramat David e Meron, oltre a un bombardamento sulle alture del Golan. Nel video il cratere lasciato da un missile nel Sud di Israele
Trump: “Sleepy Joe Biden e P.T. Barnum (Zelenskyy)”
Da Washington il presidente Donald Trump ha lasciato intendere che la campagna militare potrebbe durare settimane. Su Truth oggi, prima di postare il video del giorno del suo fidanzamento con Melania, scrive:
“Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o di qualità così alta. Come mi è stato detto oggi, abbiamo una disponibilità praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute “per sempre”, e con grande successo, utilizzando solo queste scorte, che sono migliori delle armi più sofisticate di altri Paesi. Al livello più alto abbiamo una buona dotazione, ma non siamo ancora dove vorremmo essere. Molte altre armi di altissima qualità sono immagazzinate per noi in Paesi periferici. Sleepy Joe Biden ha trascorso tutto il suo tempo, e il denaro del nostro Paese, a DARE tutto a P.T. Barnum (Zelenskyy!) dell’Ucraina – centinaia di miliardi di dollari – e mentre regalava così tante armi di fascia altissima (GRATIS!), non si è preoccupato di sostituirle. Fortunatamente, durante il mio primo mandato ho ricostruito le forze armate e continuo a farlo. Gli Stati Uniti sono riforniti e pronti a VINCERE, alla grande!!! Grazie per l’attenzione su questa questione”.

Netanyahu: "We're the good guys!" pic.twitter.com/QWa4J7LGWb
— Open Source Intel (@Osint613) March 3, 2026
We discussed the key aspects of the situation in the Middle East and the Gulf region with the President of the United Arab Emirates, Mohamed bin Zayed Al Nahyan @MohamedBinZayed. I expressed my condolences over the lives lost as a result of Iran’s insane strikes.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) March 3, 2026
The President… pic.twitter.com/VCSJl1TDJ8
Zelensky offre aiuto al presidente degli Emirati
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver offerto agli Emirati Arabi Uniti aiuto per far fronte agli attacchi iraniani e «sostenere la protezione delle vite». L’Ucraina ha anni di esperienza nel contrastare droni di progettazione iraniana, utilizzati dalla Russia nel conflitto. In un post sui social media, Zelensky ha scritto di aver parlato con il presidente degli Emirati, lo sceicco Mohammed bin Zayed, e che «abbiamo concordato che le nostre squadre lavoreranno su questo».
Il coinvolgimento del Qatar
Un ulteriore segnale dell’allargamento del conflitto arriva dal Qatar. Il ministero della Difesa di Doha ha reso noto che la propria aeronautica ha abbattuto due bombardieri Su-24 provenienti dall’Iran. È la prima notizia che conferma l’impiego, oltre a missili e droni, anche di aerei da guerra iraniani diretti verso i Paesi del Golfo.
Le vittime
Il Pentagono ha confermato che i militari americani uccisi sono saliti a sei. Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana il bilancio delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran è salito a 787. In Libano si contano almeno 31 vittime, in Israele almeno 10, mentre nei Paesi del Golfo si registrano sei morti.
Mercati in picchiata, corrono petrolio e gas
Le Borse europee affondano mentre la guerra in Medio Oriente agita i mercati globali. L’indice Stoxx 500 cede il 3,1% e torna ai livelli di gennaio, con Madrid a -3,7%, Milano a -3,6%, Francoforte a -3,2%, Parigi a -2,6% e Londra a -2,5%. Pesa la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito di petrolio e gas. Le materie prime volano: il petrolio a New York balza oltre il 7% a 76 dollari al barile, mentre il gas schizza di oltre il 32% a 58,9 euro al megawattora. In tensione i titoli di Stato con lo spread Btp-Bund a 69 punti e il decennale italiano al 3,47%. Crollano invece oro e argento dopo la fiammata dei giorni scorsi, mentre le criptovalute arretrano. Seduta pesante anche in Asia: Tokyo -3%, Seul oltre -7%, con il Kospi che registra il peggior ribasso.





















