16 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

2 Feb, 2026

Iran convoca ambasciatori Ue sui Pasdaran: «Insulto ed errore»

Guardie Rivoluzionarie

Teheran convoca gli ambasciatori Ue dopo la designazione dei Pasdaran come terroristi e parla di insulto ed errore strategico


Gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione Europea sono stati convocati dal ministero degli Esteri iraniano in risposta alla designazione delle Guardie Rivoluzionarie come organizzazione terroristica. Lo ha annunciato il portavoce del dicastero, Esmaeil Baghaei, precisando che le convocazioni sono iniziate ieri.

«Questa è la minima azione dell’Iran», ha dichiarato Baghaei, aggiungendo che altre opzioni sono allo studio per reagire alla decisione europea. «Le rispettive organizzazioni decideranno sulle prossime mosse nei prossimi giorni», ha aggiunto.

Teheran: “Insulto ed errore strategico”

Secondo il portavoce, la designazione dei Pasdaran come terroristi rappresenta «un insulto e un errore strategico».
Baghaei ha inoltre respinto l’ipotesi che la mossa europea possa essere letta come un segnale politico verso Washington e Israele.

«Se l’Unione Europea pensa che questa decisione sia un atto di adulazione nei confronti degli Stati Uniti e del regime sionista, si sbaglia di grosso», ha affermato.

Negoziati con gli Stati Uniti

Il governo iraniano ha annunciato che nei prossimi giorni definirà un “quadro” per i negoziati con gli Stati Uniti. A riferirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, durante la conferenza stampa settimanale.

Baghaei ha spiegato che Teheran sta studiando la struttura dei colloqui e che alcuni Paesi della regione hanno già trasmesso messaggi a Washington in questo contesto. La rimozione delle sanzioni, ha sottolineato, resta «una priorità essenziale», insieme al rafforzamento della fiducia nel programma nucleare iraniano.

Secondo il portavoce, i Paesi coinvolti nella mediazione sono consapevoli che le conseguenze delle tensioni tra Iran e Stati Uniti non si limiterebbero a Teheran, ma si estenderebbero all’intera regione. Baghaei ha infine ribadito che «le minacce degli Stati Uniti non sono compatibili con la diplomazia» e che la coercizione non può costituire un principio delle relazioni internazionali.

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