Il soldato ha aperto il fuoco prima contro i propri commilitoni e poi contro alcuni civili nel villaggio di Khmelnitsky, vicino Sebastopoli. Quattro i morti e quattro i feriti. In un altro episodio, un attacco di droni ha colpito un’area industriale nel distretto di Chekhov, alle porte di Mosca
A Sebastopoli, in Crimea, un militare russo sparato prima contro i propri commilitoni e poi contro alcuni civili. Il bilancio è di quattro morti e quattro feriti.
«Secondo le informazioni preliminari, un militare ha aperto il fuoco contro i propri commilitoni. Una persona è morta e un’altra è rimasta ferita», ha scritto su Telegram il governatore Mikhail Razvojaev.
«Successivamente, nel villaggio di Khmelnitsky, l’aggressore ha ferito altre tre persone e ha ucciso tre civili: due uomini di 71 e 59 anni e una donna di 64 anni. L’aggressore è stato arrestato. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire tutte le circostanze e le cause dell’accaduto. Invito tutti a mantenere la calma e ad affidarsi esclusivamente alle informazioni ufficiali. Non diffondete voci o informazioni non verificate».

L’aggressore arrestato
Il soldato è stato arrestato poco dopo la sparatoria. Al momento non sono stati chiariti i motivi del gesto.
Sul posto sono intervenuti i servizi di emergenza, gli investigatori e gli esperti forensi. I feriti sono stati affidati alle cure dei medici, mentre le autorità stanno cercando di ricostruire la dinamica della strage e le circostanze che hanno portato il militare ad aprire il fuoco.
Droni sulla regione di Mosca
Poche ore prima un attacco di droni aveva colpito la zona industriale di Novoselki, nel distretto di Chekhov, alla periferia di Mosca. Secondo il governatore della regione, Andrey Vorobyov, cinque persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite.
I droni hanno provocato diversi incendi all’interno dell’area industriale. I vigili del fuoco sono intervenuti per contenere le fiamme e, secondo le autorità locali, sono riusciti a spegnere la maggior parte dei roghi.
Non sono state diffuse informazioni sull’identità delle vittime né sulla natura degli impianti colpiti. Restano da chiarire anche l’entità complessiva dei danni e la provenienza dei velivoli impiegati nell’attacco.
































