15 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Lug, 2026

Ucraina verso l’Ue: il percorso che può cambiare il futuro dell’Europa

Von der Leyen e Zelensky

L’ingresso dell’Ucraina nell’Ue non sarà soltanto una risposta geopolitica alla guerra contro la Russia, ma un progetto destinato a cambiare Kiev e lo stesso equilibrio dell’Europa


La guerra ha ridisegnato i confini dell’Europa prima ancora che venissero ridisegnate le mappe. Oggi, a Bruxelles, l’Ucraina compie un passo che fino a pochi anni fa sembrava impensabile: entra nel cuore del percorso che può portarla dentro l’Unione europea. Non è ancora l’adesione, non è il traguardo finale, ma è il momento in cui una scelta politica diventa un percorso concreto. L’apertura del nuovo cluster dedicato alle “relazioni esterne” segna una fase decisiva dei negoziati. Sul tavolo non ci sono soltanto norme e procedure: ci sono la futura collocazione internazionale di Kiev, il suo rapporto con la politica estera europea, la sicurezza comune, la difesa, il commercio e il ruolo che l’Ucraina potrà assumere nel nuovo equilibrio continentale.

Bruxelles apre la strada all’Ucraina europea

L’Europa manda così un messaggio preciso: l’Ucraina appartiene alla prospettiva europea. Ma Bruxelles manda anche un altro segnale, altrettanto importante: il percorso sarà rigoroso, fondato sul merito e sulla capacità di Kiev di completare quelle riforme necessarie per diventare pienamente parte dell’Unione.

Il vice primo ministro ucraino per l’Integrazione europea ed euro-atlantica, Taras Kachka, ha definito l’apertura del cluster una nuova «pietra miliare», sottolineando come il rapporto tra Kiev e Bruxelles sia già oggi molto più profondo di una semplice candidatura. Ucraina e Ue collaborano sulla sicurezza, sulla difesa, sul commercio e sull’assistenza internazionale. Il negoziato fotografa una realtà che, in parte, esiste già.

Ma la sfida europea dell’Ucraina passa anche da Kiev. Mentre il Paese combatte sul fronte militare e accelera il percorso verso Bruxelles, il presidente Volodymyr Zelensky ha avviato un drastico rimpasto di governo: via la premier Yulia Svyrydenko (che, secondo la stampa ucraina, non l’avrebbe presa per nulla bene al punto da rifiutare l’incarico di ambasciatrice negli Stati Uniti), dentro Sergii Koretskyi, attuale amministratore delegato di Naftogaz, l’Eni ucraina.

Scelta non ancora ufficiale: un altro nome in pole è quello dell’attuale ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, inviso alle forze armate per la sua gestione del ministero. I cambi di vertice devono essere letti proprio in questa chiave: maggiore attenzione alla gestione economica e alla capacità di trasformare gli impegni politici in risultati concreti.

Le tensioni interne all’Unione europea

La strada verso l’Europa, però, non sarà priva di ostacoli. Dentro l’Unione convivono entusiasmo e prudenza. La Polonia, tra i principali sostenitori di Kiev dall’inizio dell’invasione russa, ha già chiarito che difenderà i propri interessi nei settori più delicati, a partire dall’agricoltura.

È il primo esempio delle tensioni che accompagneranno un processo destinato a cambiare gli equilibri comunitari. Un altro elemento decisivo sarà il rapporto tra la scelta politica e la capacità concreta dell’Unione di sostenere un allargamento così ambizioso. L’ingresso dell’Ucraina non potrà essere soltanto una risposta simbolica all’invasione russa: dovrà diventare un progetto sostenibile, con risorse adeguate, regole condivise e una visione comune sulla sicurezza del continente.

Per Kiev, il percorso europeo rappresenta anche una trasformazione interna profonda. L’avvicinamento all’Ue significa cambiare il funzionamento dello Stato, rafforzare la trasparenza, rendere più solide le istituzioni e garantire ai cittadini che il sacrificio affrontato in questi anni possa tradursi in un futuro diverso.

Una nuova Europa nascerà dal futuro dell’Ucraina

La prospettiva europea diventa così non solo un obiettivo diplomatico, ma una promessa politica. Anche Mosca osserva questo processo come una sfida strategica. L’avanzamento dell’Ucraina verso l’Unione europea dimostra che la guerra non ha bloccato la traiettoria occidentale di Kiev, ma in molti aspetti l’ha accelerata.

La partita aperta a Bruxelles riguarda quindi il futuro di un Paese, ma anche l’equilibrio di potere nel continente. L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea non riguarda soltanto Kiev: cambierà anche l’Unione europea, i suoi bilanci, le sue priorità, la sua politica di sicurezza.

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Un Paese grande, strategico e segnato da una guerra devastante diventerebbe uno dei protagonisti del progetto europeo. Bruxelles ha aperto la porta. Ora inizia la parte più difficile: dimostrare che quella porta può essere attraversata costruendo istituzioni solide, fiducia reciproca e una nuova idea di Europa. Perché la domanda non è più soltanto quale sarà il futuro dell’Ucraina. La vera domanda è quale Europa nascerà dal futuro dell’Ucraina.

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