Il presidente Trump annuncia un discorso su elezioni e voto: «Una notizia davvero enorme» sulla sicurezza elettorale. Intanto una task force della Casa Bianca esamina documenti riservati sui sistemi di voto e sulle elezioni del 2020
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che giovedì sera terrà un discorso alla nazione dedicato alla sicurezza delle elezioni e alle macchine per il voto, alimentando ulteriormente i dubbi sull’affidabilità del sistema elettorale americano.
Il presidente ha parlato di una «notizia davvero, davvero enorme», senza fornire dettagli. «Il nostro Paese deve rimettersi in carreggiata», ha dichiarato, definendo quello di giovedì «un grande annuncio».
«Non c’è nulla di più importante», ha aggiunto, «perché senza elezioni libere e corrette non esiste un Paese».
L’intervento, per il quale la Casa Bianca ha già chiesto spazio alle principali reti televisive americane, dovrebbe affrontare anche altri temi, che Trump non ha precisato. Non è chiaro se la «grande notizia» anticipata riguardi le elezioni del 2020, che il presidente continua a sostenere, senza prove, siano state falsificate.
La task force che desecreta i documenti
Il discorso arriva mentre un gruppo di lavoro dell’amministrazione sta esaminando una grande quantità di documenti governativi riservati con l’obiettivo di desecretarli e renderli pubblici, secondo fonti a conoscenza dell’operazione citate dal New York Times.
Tra i dossier al centro dell’attività della task force figurano anche quelli sui sistemi elettorali, oltre ai documenti sull’inchiesta sul Russiagate che ha segnato il primo mandato di Trump. Secondo il quotidiano americano, l’obiettivo sarebbe individuare materiale in grado di sostenere le accuse avanzate negli anni dal presidente e dai suoi alleati.
Il ruolo di John Solomon
L’operazione sarebbe coordinata da John Solomon, giornalista vicino a Trump e recentemente nominato dipendente speciale della Casa Bianca.
Solomon starebbe raccogliendo documenti provenienti da diverse agenzie d’intelligence, mentre parte del materiale sarebbe stato fornito nelle ultime settimane dall’Office of the Director of National Intelligence, guidato ad interim da Bill Pulte.
Le macchine elettorali sotto esame
Secondo il New York Times, la precedente direttrice dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, aveva fatto trasferire nel proprio ufficio alcune macchine per il voto provenienti da Porto Rico per analizzarle insieme ai suoi collaboratori.
Il suo team aveva inoltre riesaminato anni di rapporti dell’intelligence sulle possibili vulnerabilità del sistema elettorale e predisposto una relazione che, a causa di contrasti interni all’amministrazione, non è mai stata resa pubblica.
Trump ha lasciato intendere di aver scelto Bill Pulte proprio perché portasse avanti le verifiche sul sistema elettorale. Annunciandone la nomina, aveva affermato che gli americani avrebbero potuto «scoprire qualcosa sulle elezioni truccate».
Le accuse di brogli tornano al centro
Nonostante abbia vinto due elezioni presidenziali, Trump continua a sostenere che il sistema di voto americano sia vulnerabile e corrotto. Negli ultimi mesi ha ribadito, senza fornire prove, che il voto per corrispondenza sarebbe insicuro e che il voto di cittadini non americani sarebbe diffuso.
Il ritorno di questi temi arriva a circa quattro mesi dalle elezioni di metà mandato, mentre l’amministrazione sta intervenendo sulle norme e sulle procedure elettorali.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha invitato ad attendere il discorso di giovedì. «Come sempre, fonti anonime stanno speculando su ciò che dirà il presidente Trump», ha dichiarato.
«La verità è che nessuno lo sa ancora. Per questo tutti dovrebbero seguirlo».































