1 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Lug, 2026

Lefebvriani irriducibili: «Salveremo la Chiesa». Pronta la scomunica

I lefebvriani non arretrano e sfidano il Vaticano dicendo di voler salvare la Chiesa: scatta in automatico la scomunica del Papa


Alla fine, è stato scisma. La Fraternità sacerdotale San Pio X – che, nonostante il nome, rappresenta un ordine religioso illegittimo in quanto privo dell’autorizzazione ecclesiale necessaria alla sua istituzione – ha deciso di proseguire nella sua disubbidienza contro la Chiesa e, nella giornata di ieri, ha ordinato quattro vescovi senza il necessario mandato papale. Decisione che comporterà ora la scomunica late sententia (cioè “con sentenza già emessa”, vale a dire in maniera automatica) tanto per i falsi ordinati quanto per gli ordinatori. «Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa», ha ammonito don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità, nell’omelia della Messa ad Econe, in Svizzera, dove – di fronte a circa 17.000 fedeli tradizionalisti accorsi da tutto il mondo – ha compiuto le sue ordinazioni.

«Il sacrificio che Dio ci chiede oggi è essere trattati da ribelli ma noi vogliamo servire la Chiesa come una madre in difficoltà, che soffre, una madre a volte tradita, una madre che ha bisogno e merita di essere amata», ha proseguito il religioso respingendo così l’appello che lo scorso 29 giugno Papa Leone aveva rivolto ai lefebvriani. «Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione», aveva detto il Pontefice in un ultimo, disperato tentativo di dialogo.

Il nodo dottrinale

Tentativo fallito, ufficialmente perché i seguaci della Fraternità – detti anche lefebvriani, dal nome dell’arcivescovo (poi privato della sua funzione sacerdotale da Papa Paolo VI) Marcel Lefebvre, che ha fondato l’associazione nel 1970 – non accettano la deriva modernista che, a loro dire, la Chiesa ha adottato a seguito del Concilio Vaticano II. Nel concreto, la disputa attorno al concilio – che introdusse per la prima volta la Messa non in latino assieme ad alcune semplificazioni del rito e a un aggiornamento delle traduzioni bibliche – rappresenta più una foglia di fico di un braccio di ferro con la Chiesa cattolica, dal momento che la cosiddetta Messa tridentina (cioè preconciliare) non è vietata e resta praticata da milioni di fedeli in tutto il mondo.

La questione pertiene principalmente l’ordinazione dei vescovi e dei religiosi: nel 1988 l’ormai anziano Lefebvre diede origine al primo scisma lefebvriano quando ordinò quattro vescovi senza il mandato papale. Il suo timore allora era che la sua prossima morte (avvenuta nel 1991) avrebbe lasciato il suo (non) ordine religioso privo di una autorità religiosa. La Chiesa cattolica, rappresentata dall’allora cardinale Josef Ratzinger (futuro Papa Benedetto XVI), sottoscrisse la nomina di un vescovo in cambio di una serie di impegni che garantissero la permanenza della Fraternità in una condizione di fedeltà alla Chiesa, ma Lefebvre scelse di infrangere poco dopo la parola data con le ordinazioni non autorizzate.

Il precedente

Nel 2009 Papa Ratzinger optò per ritirare la scomunica ai lefebvriani in cambio della loro professione di fedeltà a Roma, lasciando la Fraternità in un limbo – disubbidiente delle istruzioni ecclesiastiche ma non scismatica. Lo scisma odierno rappresenta per molti versi una copia di quello del 1988: secondo Pagliarani, infatti, la morte di due dei quattro “vescovi” ordinati dal Lefebvre, avvenuta tra il 2024 e il 2025, renderebbe necessarie nuove ordinazioni episcopali per garantire la continuità dell’associazione (solo i vescovi infatti possono ordinare sacerdoti, col mandato papale).

I lefebvriani scommettono probabilmente che, non essendoci serie questioni teologiche dietro allo scisma (in altre parole, non contestando loro i sacramenti cattolici come fecero, per esempio, i protestanti, cosa che non li qualificherebbe soltanto come scismatici ma anche come eretici), la Chiesa prima o poi tornerà su suoi passi e riaprirà il dialogo nell’ottica di una ricomposizione che sarebbe nell’interesse di tutti. Ma è pur sempre vero che la “madre Chiesa” potrebbe essere meno disposta a considerare una riconciliazione, almeno nel prossimo futuro, alla luce delle costanti e aperte disubbidienze del gruppo tradizionalista.

La posizione di Leone

Papa Leone ha già dimostrato di essere mite ma non stupido e, data anche la sua giovane (relativamente) età, è destinato a restare a lungo sul Soglio di Pietro. Del resto – e questo è probabilmente il paradosso più grande di tutti – i lefebvriani non hanno fatto altro che violare un tabù storico del Cattolicesimo, ovvero sia la possibilità di ordinare sacerdoti in maniera extra-ordinaria rispetto alla normale gerarchia ecclesiastica. Aprendo la porta, con il loro comportamento, all’ordinazione di sacerdoti unicamente sulla base della propria soggettiva concezione della volontà divina, vale a dire in pratica come è stato applicato (in maniera non a caso eretica) dai protestanti tanto vituperati dai tradizionalisti stessi per il loro lassismo morale fai-da-te. Ma, come diceva qualcuno, a guardare le pagliuzze altrui anche i migliori finiscono per inciampare nelle proprie travi.

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