1 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Lug, 2026

Lefebvriani consacrano quattro nuovi vescovi, è scisma

La cerimonia dei Lefebvriani

Dopo l’appello di Leone a «tornare indietro», la Fraternità San Pio X tira dritto. La cerimonia si svolge in rito antico e in latino, con oltre 17mila fedeli


La Fraternità San Pio X tira dritto. Dopo l’appello di papa Leone a «tornare indietro», a Ecône, in Svizzera, è iniziata la celebrazione per la consacrazione di quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio. Per il Vaticano è un atto compiuto contro il Papa e contro la comunione con Roma. La cerimonia si svolge in rito antico e in latino, preceduta da una processione. Secondo gli organizzatori, sono presenti oltre 17mila fedeli.

Questo atto comporta la scomunica automatica e conseguentemente lo scisma dalla Chiesa cattolica. La comunicazione formale del Vaticano potrebbe esserci già in giornata o comunque nel giro di qualche giorno.

La consacrazione a Ecône

A presiedere la celebrazione è monsignor Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante, coadiuvato da monsignor Bernard Fellay come co-consacrante. Il primo atto della consacrazione vera e propria è l’imposizione delle mani sul capo dei nuovi vescovi. 

I quattro sacerdoti ora vescovi sono don Pascal Schreiber, svizzero; don Michael Goldade, statunitense; don Michel Poinsinet de Sivry, francese; e don Marc Hanappier, anche lui francese.

La sfida al Papa

La decisione arriva dopo la lettera con cui Leone aveva chiesto alla Fraternità San Pio X di fermarsi. «Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi», aveva scritto il Papa, avvertendo che le consacrazioni senza mandato pontificio avrebbero costituito un atto scismatico. I lefebvriani non hanno accolto l’appello e hanno scelto di procedere comunque.

Il precedente del 1988

Il luogo non è casuale. Ecône è lo stesso seminario svizzero in cui, 38 anni fa, Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’autorizzazione di Giovanni Paolo II. Quell’atto portò alla scomunica del fondatore della Fraternità e dei vescovi consacrati.

La cerimonia di oggi ripete quel gesto e riapre una ferita mai davvero chiusa tra Roma e il mondo tradizionalista lefebvriano.

La diretta mondiale

Rispetto al 1988, questa volta lo strappo avviene anche in diretta. La Fraternità San Pio X trasmette la celebrazione sui propri canali social, con commenti in varie lingue, rendendo visibile in tutto il mondo il momento della rottura. È il segno di una sfida non solo liturgica e dottrinale, ma anche pubblica.

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