17 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Giu, 2026

Venezuela, trovato morto Enzo Cuomo: interrotti i soccorsi per la madre e i figli a Macuto

La famiglia Enzo Cuomo

Dopo la nuova scossa a La Guaira i vigili del fuoco italiani hanno interrotto i soccorsi a Macuto: nessun segnale dalla madre e dai figli di Enzo Cuomo, l’uomo originario di Lavianosotto le macerie. Il Paese entra nella seconda emergenza: acqua, rifugi, medicine e ospedali allo stremo


È stato recuperato il corpo di Enzo Cuomo, 58enne originario di Laviano, in provincia di Salerno, e disperso nel terremoto in Venezuela dopo il crollo dell’edificio Petunia, nel quartiere Los Palos Grandes. La salma è stata trasferita alla Morgue di Bello Monte per le procedure di identificazione e gli accertamenti. Ma le ricerche della moglie Trini Adrian, 53 anni, e della figlia Isabella, 22, sono state interrotte. Non arrivano più segnali, non c’è più speranza.

Soccorsi interrotti a Macuto

I vigili del fuoco italiani hanno fermato le operazioni di soccorso nel condominio di Macuto, dove era stata segnalata la presenza di una donna ancora viva con due dei suoi figli. La decisione è arrivata dopo ore di lavoro, per l’assenza di segnali di vita. La situazione è peggiorata dopo una nuova forte scossa nell’area di La Guaira, che ha provocato un ulteriore spostamento della struttura già instabile.

I vigili del fuoco italiani lavoravano da quasi 20 ore nell’edificio. In un primo momento la donna avrebbe comunicato attraverso WhatsApp e poi risposto ai segnali inviati dai soccorritori con il geofono. Nelle ultime ore, però, i segnali si sono interrotti. La struttura, già compromessa dal sisma, è diventata troppo pericolosa.

«Sapevamo di lavorare su una struttura instabile, ma adesso le condizioni sono troppo negative», ha spiegato Chiara Iacovino, ingegnere strutturista dei vigili del fuoco. Secondo i tecnici, nel palazzo ci sono stati un collasso, un trascinamento e il distacco della parte posteriore. La nuova scossa ha reso impossibile proseguire in sicurezza.

La nuova scossa a La Guaira

La scossa di assestamento è stata registrata nell’area di La Guaira, tra le zone più colpite dal terremoto del 24 giugno. Il sisma è stato avvertito anche a Macuto, proprio mentre i soccorritori erano al lavoro nel condominio. Nessuno dei team di ricerca è rimasto ferito. Le squadre hanno lasciato l’edificio e si sono messe al sicuro.

Nessuno si arrende

È impossibile farlo, e poi per fare cos’altro dopo. La città è spezzata, non funzionano gli ospedali, non c’è luce. Ci sono polvere e palazzi sbriciolati. Ci sono foto che ricordano la guerra. Nel Paese la speranza continua a sopravvivere ma manca quasi tutto. Ogni salvataggio, ormai, assume il valore di un miracol

Caracas sotto le macerie

Nelle ultime ore sono stati estratti vivi una madre con il figlio di appena diciotto giorni e una donna rimasta intrappolata per oltre tre giorni. Caracas emerge come il volto più drammatico dell’emergenza. Nel quartiere di San Bernardino, davanti ai resti del palazzo Residencia Rita, centinaia di volontari lavorano fianco a fianco con vigili del fuoco e Protezione civile.

Le grandi ruspe sono pochissime. Molti scavano con trapani, picconi e martelli. Lunghe catene umane si passano secchi pieni di un più nulla. Un soccorritore alza la mano chiedendo silenzio, tutti si fermano nella speranza di sentire una voce. Per alcuni minuti sembra che ci sia un sopravvissuto. Due volontarie si abbracciano. Un uomo si mette a pregare. Poi arriva la delusione: sotto il cemento c’è soltanto un corp

La seconda emergenza

Mentre i soccorritori continuano a cercare superstiti, il Venezuela entra in una seconda fase dell’emergenza. Le organizzazioni umanitarie spiegano che, accanto alle operazioni di salvataggio, diventa ormai prioritario assistere le migliaia di persone rimaste senza casa. Secondo il Norwegian Refugee Council servono rifugi sicuri, acqua potabile, cibo, materassi, medicinali e prodotti per l’igiene.

«Dobbiamo concentrarci anche su chi ha perso la propria abitazione e vive nei centri di accoglienza», spiega Beatriz Ochoa, responsabile regionale dell’organizzazione. «Le persone hanno bisogno di poter vivere in condizioni dignitose».

Le scuole vengono utilizzate come rifugi temporanei, ma le organizzazioni chiedono che i bambini possano tornare il prima possibile nelle aule per recuperare una parvenza di normalità. Secondo l’Unicef sono circa 680 mila i minori che hanno bisogno di assistenza umanitaria, mentre gli ospedali continuano a lavorare sotto una pressione enorme.

Gli aiuti e la politica

La portata del terremoto ha abbattuto anche molte barriere politiche. Dopo anni di tensioni e isolamento internazionale, Caracas sta accettando aiuti da Paesi alleati ma anche da governi con cui i rapporti erano stati difficili. Squadre di soccorso e materiali sono arrivati dagli Stati Uniti, da diversi Paesi latinoamericani e dall’Europa, mentre anche nazioni tradizionalmente distanti dal governo venezuelano hanno offerto uomini e mezzi.

Delcy Rodriguez è la presidente, per la prima volta da quando Maduro è stato preso dagli americani. E per la prima volta mostra il suo volto. Gli aiuti Usa sono arrivati presto.

Secondo gli analisti, il Venezuela non può più permettersi di scegliere da chi farsi aiutare. Il sistema sanitario era già profondamente indebolito da anni di crisi economica e politica e il doppio terremoto ha aggravato una situazione già fragile. Per le organizzazioni umanitarie, l’assistenza internazionale sarà decisiva non solo nelle operazioni di soccorso, ma anche nella lunga fase della ricostruzione.

La voce dall’esilio

E mentre il Venezuela continua a tremare, dall’esilio arriva la voce di María Corina Machado . Ha annunciato di voler rientrare presto in Venezuela. «È arrivato il momento. È mio dovere stare accanto al mio popolo», ha dichiarato la leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace 2025, spiegando di voler condividere il dolore del Paese e partecipare alla ricostruzione.

È una voce che non serve, ora serve silenzio. Qualcuno, ancora, sotto ai palazzi respira. I morti accertati sono sempre 1.450. I feriti oltre 3.100, decine di migliaia di persone risultano ancora disperse nelle aree più colpite di La Guaira e Caracas. Il bilancio è provvisorio.

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