Il presidente americano ha rivendicato un’operazione clandestina che avrebbe permesso il passaggio di milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma secondo il New York Times si tratta di un’attività già nota e raccontata alla fine di maggio
Doveva essere una rivelazione clamorosa. Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale, ha raccontato di aver autorizzato una missione segreta della Marina americana per consentire il passaggio di petroliere e navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei punti più caldi dello scontro tra Stati Uniti e Iran.
«Posso dirlo adesso. È una cosa che non sapevate. Sapete chi non lo sapeva? L’Iran, fino a questo momento», ha dichiarato il presidente, sostenendo che l’operazione avrebbe permesso il transito di milioni di barili di petrolio senza che Teheran se ne accorgesse.
Trump ha parlato di 22 navi fatte passare di notte e senza luci, aggiungendo successivamente sui social che la missione avrebbe consentito a oltre 100 milioni di barili di petrolio di raggiungere il mercato internazionale.
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Il post di Trump su Truth
«Il mese scorso ho ordinato alle nostre grandi Forze Armate degli Stati Uniti di eseguire una missione segreta per sostenere le petroliere e le altre navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Oggi sono lieto di annunciare che questo sforzo ha permesso a oltre 100 MILIONI di barili di petrolio di attraversare lo Stretto e raggiungere il mercato aperto. Più di 200 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto in sicurezza»

«Questo sforzo straordinariamente riuscito è stato possibile perché gli STATI UNITI D’AMERICA controllano lo Stretto di Hormuz, non l’Iran. Le loro forze armate sono sconfitte e la loro economia è perduta. Per l’Iran è finita! Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione»
La versione del New York Times
Il racconto, però, appare molto meno spettacolare di quanto descritto dalla Casa Bianca. Secondo il New York Times, che cita un alto funzionario militare americano, Trump si riferiva a un’operazione già conosciuta e già raccontata pubblicamente nelle scorse settimane. Alla fine di maggio il quotidiano aveva infatti rivelato che il Comando Centrale americano stava accompagnando decine di navi commerciali attraverso Hormuz per ridurre il rischio di attacchi iraniani e garantire la continuità del traffico marittimo.
Le navi guidate dagli Stati Uniti
L’operazione prevedeva effettivamente alcune misure di sicurezza particolari.
Le imbarcazioni assistite dagli Stati Uniti spegnevano temporaneamente i transponder durante l’attraversamento dello stretto per rendere più difficile l’individuazione da parte delle forze iraniane. Tuttavia, secondo il quotidiano americano, è difficile immaginare che Teheran non fosse a conoscenza di un’attività di queste dimensioni.
Un funzionario militare ha spiegato che le navi accompagnate dagli Stati Uniti sono ormai più di 200 in poco più di un mese. Prima dell’inizio della guerra, attraverso Hormuz transitavano mediamente circa 3.000 imbarcazioni al mese.
I dubbi sui 100 milioni di barili
Resta invece senza conferma indipendente l’affermazione di Trump secondo cui l’operazione avrebbe consentito il passaggio di oltre 100 milioni di barili di petrolio. Né il Pentagono né altre agenzie governative americane hanno fornito dati verificabili a sostegno della cifra indicata dal presidente. Il risultato è l’ennesimo episodio in cui la narrazione della Casa Bianca appare più enfatica della realtà descritta dagli stessi funzionari militari americani.






























