1 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Giu, 2026

Dubai riparte, ma la fiducia no: la guerra svuota hotel e ristoranti

Traffico, voli e locali sono tornati a riempirsi, ma il turismo a Dubai continua a pagare il prezzo del conflitto regionale. Le strutture ricettive lanciano sconti senza precedenti per attirare visitatori e rilanciare il settore


Il traffico è tornato sulle autostrade, i voli sono ripresi quasi completamente e i ristoranti più frequentati della città hanno ricominciato a riempirsi. A prima vista Dubai sembra essere tornata alla normalità. Ma sotto la superficie la situazione è diversa: la guerra che negli ultimi mesi ha coinvolto l’Iran e sconvolto il Golfo continua a pesare sull’economia dell’emirato e soprattutto sul turismo, uno dei pilastri della sua crescita.

Per decenni Dubai ha costruito la propria immagine internazionale sulla stabilità. Anche nei momenti più difficili del Medio Oriente, la città è riuscita a presentarsi come un’oasi sicura per turisti, investitori e viaggiatori in transito. Gli attacchi con droni che hanno colpito gli Emirati durante il conflitto e le chiusure dello spazio aereo hanno però incrinato questa percezione, creando un problema che oggi appare più difficile da risolvere dei danni materiali: la perdita di fiducia.

La città è tornata a funzionare

La vita quotidiana per molti residenti è ripresa. I grandi centri commerciali sono di nuovo affollati, l’aeroporto internazionale di Dubai continua a essere uno degli hub più trafficati del mondo e oltre quaranta compagnie aeree operano regolarmente. Anche Abu Dhabi registra una ripresa dei flussi di passeggeri. Tuttavia il numero dei visitatori resta inferiore ai livelli precedenti al conflitto e molti operatori del settore parlano di una domanda ancora debole.

Hotel e ristoranti costretti agli sconti

Per riconquistare i clienti, alberghi e locali stanno lanciando offerte che ricordano il periodo della pandemia. Resort di lusso, hotel a cinque stelle e ristoranti esclusivi propongono sconti consistenti, pacchetti promozionali e formule speciali per attirare visitatori.

Alcune strutture offrono crediti da spendere all’interno dei resort pari al costo della camera, mentre altre hanno introdotto tariffe fortemente ribassate per soggiorni lunghi. Anche i ristoranti della fascia alta registrano un afflusso più contenuto e sono costretti a promozioni raramente viste durante gli anni del boom turistico dell’emirato.

Il peso degli avvisi di viaggio

Uno dei problemi principali resta la percezione internazionale della sicurezza. Diversi governi occidentali continuano a mantenere avvisi di viaggio o raccomandazioni di prudenza per chi si reca negli Emirati Arabi Uniti. Secondo gli operatori del settore, molti turisti stranieri tendono inoltre a considerare il Medio Oriente come un’unica area geografica, senza distinguere tra i singoli Paesi. Così anche se Dubai è tornata operativa, le immagini della guerra continuano a scoraggiare una parte dei potenziali visitatori.

Una sfida più difficile della ricostruzione

Secondo gli analisti, la vera sfida non riguarda più infrastrutture o trasporti, ma il recupero della fiducia. Dubai ha già superato crisi profonde, dal crollo finanziario globale alla pandemia di Covid-19, grazie alla rapidità delle risposte economiche e alla solidità degli investimenti pubblici. Questa volta, però, il danno colpisce direttamente l’immagine di sicurezza che per anni ha rappresentato il principale punto di forza dell’emirato.

Le autorità hanno introdotto misure di sostegno al settore turistico e alberghiero, sospendendo alcune tasse e alleggerendo i costi per le imprese. Ma per molti operatori la ripresa completa dipenderà soprattutto dal ritorno della fiducia internazionale. Una fiducia che, a differenza di un hotel o di un aeroporto, non può essere ricostruita dall’oggi al domani.

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