28 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

28 Mag, 2026

L’Idf attacca Beirut e rompe la tregua. Khamenei: «Uniti contro Usa e Israele»

Hormuz

L’Iran annuncia di avere colpito una base Usa dopo i raid americani nel sud del Paese. Spari contro alcune navi a Hormuz, Kuwait in allerta e petrolio in rialzo


Gli Stati Uniti hanno ricominciato a colpire. Lo hanno fatto nella notte, attaccando ancora nel sud dell’Iran. Teheran ha risposto fermando quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare Hormuz senza autorizzazione. Secondo i media iraniani, le forze navali hanno aperto il fuoco dopo che gli equipaggi avevano ignorato gli avvertimenti. I pasdaran rilanciano e annunciano rappresaglie contro una base americana.

Intanto Israele rompe di nuovo la tregua in Libano. L’Idf ha colpito Beirut per la prima volta dopo tre settimane con un “attacco mirato” contro un comandante missilistico di Hezbollah.

L’accordo su Hormuz si allontana

I nuovi raid e le rappresaglie reciproche stanno facendo crollare le speranze di un accordo rapido tra Washington e Teheran per riaprire lo Stretto di Hormuz. Negli ultimi giorni entrambe le parti avevano lasciato intendere di essere vicine a un’intesa limitata sul traffico commerciale nel Golfo.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Raid israeliano su Beirut

Israele ha lanciato un nuovo attacco contro Beirut prendendo di mira, secondo i media israeliani, Ali al-Husni, comandante delle unità missilistiche di Hezbollah. Il raid ha colpito Shuwayfat, nella periferia sud della capitale libanese, centrando un edificio residenziale dove vivevano diverse famiglie. I media libanesi parlano di vittime, ma il bilancio non è ancora chiaro. È il primo bombardamento israeliano su Beirut da tre settimane.

Hezbollah colpisce Israele

Nel frattempo si allarga anche il fronte nord di Israele. Secondo l’esercito israeliano, un attacco con droni di Hezbollah vicino al confine libanese ha ucciso la soldatessa Rotem Yanai, 20 anni, e ferito due riservisti. Uno dei droni sarebbe esploso mentre la militare correva verso un rifugio.

Secondo l’agenzia nazionale libanese Nna, almeno 12 persone sono morte tra Sidone, Zahrani e Tiro, compresi bambini. A Zahrani un drone israeliano ha colpito una famiglia in fuga dai villaggi evacuati. Altri raid hanno colpito un appartamento a Sidone e una motocicletta a Tiro.

Nei giorni scorsi l’amministrazione di Trump aveva espresso contrarietà a nuovi attacchi sulla capitale libanese, ma fonti israeliane avevano precisato che gli “attacchi mirati” non rientrerebbero nel veto americano.

Khamenei: “Vogliono mettere in ginocchio Iran

La guida suprema Mojtaba Khamenei ha accusato Stati Uniti e Israele di voler destabilizzare la Repubblica islamica. In un messaggio scritto ai parlamentari iraniani, il leader iraniano ha chiesto «unità nazionale» e ricostruzione accusando i nemici dell’Iran di voler creare «divisioni e frammentazione sociale».

Khamenei ha evitato riferimenti diretti sia ai raid americani sia ai negoziati con Washington, cercando però di trasmettere un’immagine di stabilità dopo mesi di guerra.

Missile iraniano verso il Kuwait

Secondo il Centcom, nella notte l’Iran ha lanciato un missile balistico verso il Kuwait. Le difese kuwaitiane lo avrebbero intercettato prima dell’impatto. Il Kuwait ha accusato apertamente Teheran di avere colpito il proprio territorio. Gli Stati Uniti mantengono cinque basi militari nel Paese.

Nuovi raid Usa nel sud dell’Iran

Nella notte le forze americane hanno abbattuto quattro droni iraniani e colpito una stazione di controllo a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. Secondo un funzionario statunitense citato dall’Afp, i droni rappresentavano «una minaccia» nell’area dello Stretto di Hormuz. Washington definisce l’operazione «puramente difensiva» e sostiene che serva a mantenere il fragile cessate il fuoco.

È il secondo scontro diretto nel giro di pochi giorni dopo gli attacchi americani contro navi posamine e siti missilistici iraniani.

La rappresaglia dei Pasdaran

La risposta iraniana è arrivata quasi subito. I pasdaran hanno annunciato di avere colpito una base militare americana come rappresaglia per gli attacchi Usa nel sud dell’Iran. La notizia è stata diffusa dalla televisione di Stato Irib. Per ora non ci sono conferme indipendenti sui danni o sulle eventuali vittime.

Trump: “Non mi importa delle elezioni”

Durante la riunione del governo americano, Donald Trump ha lasciato intendere di prepararsi a negoziati lunghi con Teheran. «Pensavano di potermi resistere più a lungo. Non mi importa delle elezioni di metà mandato», ha dichiarato il presidente americano, mostrando di non voler subire pressioni interne sulla guerra. Trump ha avvertito l’Oman di non stringere accordi con Teheran per una gestione condivisa dello Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha minacciato bombardamenti contro chiunque aiuti l’Iran a consolidare il controllo sul passaggio strategico.

Washington ha inoltre inserito nelle sanzioni la Persian Gulf Strait Authority, l’organismo creato da Teheran per supervisionare il traffico navale nello stretto. Per il Tesoro americano si tratta di un tentativo di «estorsione».

Petrolio in rialzo dopo gli scontri

Le nuove ostilità hanno fatto salire i prezzi dell’energia. Il Brent, riferimento globale del petrolio, è balzato di quasi il 4% arrivando intorno ai 96 dollari al barile.

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L’Europa teme il collasso della tregua

L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito Hormuz una situazione «ambigua, sospesa tra guerra e pace». Secondo Kallas, l’obiettivo immediato resta ottenere un primo accordo per riaprire lo stretto e fermare il conflitto, rinviando a dopo i dossier più esplosivi, a partire dal nucleare iraniano. Ma il problema è che sul terreno tutti continuano a prepararsi alla guerra mentre parlano di tregua.

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