Usa e Iran avrebbero trovato un accordo per la cessazione delle ostilità. Il prossimo 5 giugno le delegazioni dei due Paesi dovrebbero incontrarsi per siglare la Dichiarazione di Islamabad. Il presidente americano Trump: “Negoziati costruttivi”
Le delegazioni di Stati Uniti e Iran potrebbero incontrarsi il prossimo 5 giugno per discutere della cosiddetta “Dichiarazione di Islamabad”, il memorandum che dovrebbe sancire la fine della guerra tra i due Paesi. A dare l’annuncio dovrebbe essere il Pakistan che sta mediando tra Stati Uniti e Iran.
Le parole di Trump
Secondo il presidente americano Donald Trump, “i negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo. Ho incaricato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione di un accordo, poiché il tempo gioca a nostro favore”. Il leader della Casa Bianca, in compenso, fa sapere che “il blocco rimarrà pienamente in vigore ed efficace finché non sarà raggiunto, certificato e firmato un accordo”.
La posizione di Pezeshkian
Da parte sua, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ci tiene a “rassicurare il mondo sul fatto che la Repubblica islamica non sta cercando armi nucleari”. Allo stesso tempo Pezeshkian sostiene che i negoziatori iraniani, nell’ambito delle trattative con gli Stati Uniti, “non metteranno a repentaglio l’onore e la dignità” del loro Paese. In ogni caso, il memorandum dovrà essere approvato dalla Guida suprema Mojtaba Khamenei.
La bozza dell’accordo
Nel memorandum ci sarebbe una tregua di 60 giorni anche in Libano. Lo stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Le truppe americane si ritirerebbero, ma solo ad accordo concluso e sottoscritto. I Pasdaran, tuttavia, frenano: “Hormuz rimane sotto la gestione dell’Iran, l’annuncio di Trump è incompleto e incoerente con la realtà. E sul nucleare non c’è alcun impegno”. Eppure, secondo due fonti americane citate dal Nyt, nell’accordo l’Iran si impegnerebbe a rinunciare alle proprie scorte di uranio secondo modalità da definire in un secondo momento.
Ankara e Londra in campo
Le diplomazie mondiali restano in campo per far sì che la guerra tra Stati Uniti e Iran si concluda. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, fa sapere di essere pronto “a fornire ogni tipo di supporto durante la fase di attuazione di un potenziale accordo” tra Usa e Iran. Secondo Erdogan “un accordo per garantire il passaggio sicuro attraverso Hormuz assicurerebbe un supporto alla stabilità nella regione e una fonte di sollievo all’economia globale”. Nel frattempo centinaia di marinai britannici attendono il possibile inizio di una missione di sminamento di Hormuz, in caso di pace tra Stati Uniti e Iran.






























