24 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

24 Apr, 2026

Il NYT: guerra in Iran svuota gli arsenali Usa, bruciati 1.100 missili stealth

Missile Tomahawk

Il NYT racconta come la guerra in Iran abbia ridotto le scorte Usa di missili, con oltre 1.100 stealth e più di 1.000 Tomahawk già impiegati



La guerra con l’Iran ha prosciugato parte dell’arsenale americano. Secondo il New York Times, gli Stati Uniti hanno consumato in poche settimane migliaia di missili e munizioni strategiche, riducendo le scorte globali e costringendo il Pentagono a spostare armi da Europa e Asia. Un impatto che mette sotto pressione la capacità militare americana anche in altri scenari, da Russia alla Cina.

Missili consumati in poche settimane

Dall’inizio del conflitto, gli Stati Uniti hanno utilizzato circa 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per uno scontro con la Cina. A questi si aggiungono oltre 1.000 Tomahawk, circa dieci volte gli acquisti annuali. Il Pentagono ha inoltre impiegato più di 1.200 missili intercettori Patriot, dal costo superiore ai 4 milioni di dollari ciascuno, e oltre 1.000 missili di precisione e sistemi terrestri ATACMS.

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Scorte in calo e produzione in affanno

Il ritmo delle operazioni ha ridotto sensibilmente le scorte. Il Pentagono ha dovuto trasferire armi e munizioni dai comandi in Europa e Asia verso il Medio Oriente, indebolendo la prontezza operativa in altri teatri. Secondo fonti militari e del Congresso, ricostituire gli arsenali richiederà anni ai ritmi produttivi attuali.

Costi miliardari

Il prezzo della guerra cresce rapidamente. Due centri indipendenti stimano una spesa tra 28 e 35 miliardi di dollari, quasi un miliardo al giorno. Nei primi due giorni di operazioni, le forze armate hanno consumato munizioni per oltre 5 miliardi. La Casa Bianca non ha fornito cifre ufficiali.

Difesa sotto stress globale

Il conflitto ha inciso anche sulla capacità militare globale degli Stati Uniti. In Europa, la riduzione di alcune scorte limita la risposta a possibili minacce russe. In Asia, Washington ha spostato sistemi avanzati di difesa, compresi missili Patriot e intercettori THAAD, per rafforzare il fronte mediorientale. Scelta che riduce temporaneamente la copertura in aree sensibili come il Pacifico.

Dipendenza da armi costose

La guerra ha evidenziato un altro limite: la forte dipendenza americana da sistemi d’arma molto costosi. Missili e intercettori ad alta tecnologia risultano efficaci ma difficili da sostituire rapidamente, soprattutto rispetto a strumenti più economici come i droni.

La replica della Casa Bianca

L’amministrazione di Donald Trump respinge le preoccupazioni. La portavoce Karoline Leavitt sostiene che gli Stati Uniti restano «la forza militare più potente al mondo» e dispongono di scorte sufficienti per qualsiasi operazione. Ma tra Pentagono e Congresso cresce il pressing per aumentare la produzione e finanziare il riarmo.

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