16 Ott, 2026

Giallo della ricina, furto di pc nella quarta scuola perquisita

La perquisizione all'interno del liceo di Scienze Umane a Casacalenda (Campobasso)

Nel giallo della ricina emerge anche il furto a marzo di alcuni pc nel liceo di Scienze umane. La scuola dove insegna la cugina di Gianni, Laura Di Vita


Dal liceo delle Scienze Umane di Casacalenda (Campobasso) dove si è conclusa l’ultima delle quattro perquisizioni disposte dalla Procura di Larino per l’inchiesta sul ‘giallo di Pietracatella’, nel marzo scorso sono stati rubati alcuni computer. Quattro o cinque in tutto. Questa ispezione informatica, dunque, non ha potuto riguardare tutti i pc che sono stati attivi nella scuola nell’ultimo anno. Ciò proprio perché alcuni di questi sono stati sottratti da ignoti. Sul furto hanno indagato nei mesi scorsi i carabinieri.

La circostanza è stata confermata dalla sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto, che precisa: “Sul punto è stata presentata una regolare denuncia, non c’è alcun giallo”. Non risultano elementi che colleghino il furto dei computer all’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. Il precedente, inoltre, secondo il consulente informatico Giovanni Alfonso, non compromette il lavoro degli investigatori.

Prelevati anche i dati di un notebook

Anche per il plesso scolastico di Casacalenda, gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno ispezionato i computer della scuola per verificare l’eventuale presenza di tracce della ricerca di ricina sul web. Si tratta dell’istituto dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, molto vicina all’ex sindaco di Pietracatella. A sua volta padre e marito di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, morte a dicembre 2025 per avvelenamento. Anche in questo caso non è stato necessario acquisire i dati dei singoli pc, ma solo quelli del server al quale sono tutti collegati. A differenza delle perquisizioni eseguite nelle altre scuole negli ultimi tre giorni, in questo ultimo istituto sono stati prelevati anche i dati di un singolo notebook. Non è noto, tuttavia, da chi sia stato utilizzato.

Con l’attività di Casacalenda termina il ciclo di perquisizioni iniziato all’Istituto Agrario di Riccia. E proseguito al liceo Scientifico della stessa cittadina e al liceo classico Mario Pagano di Campobasso. Adesso comincia l’analisi del materiale informatico acquisito nelle quattro scuole. Si cercano eventuali tracce delle navigazioni e delle ricerche sul web indicate nel decreto della Procura.

Di Vita: “Non ho mai creduto volessero uccidere me, mia moglie e mia figlia”

“Non ho mai creduto che volessero uccidermi”. Lo ha detto Gianni Di Vita. “Così come – aggiunge – non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie”. Infine, rispondendo sull’inchiesta in corso: “Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo”.

Gli accertamenti sui reperti

Non sono ancora arrivati gli esiti degli accertamenti affidati agli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino. Lo si apprende da fonti vicine agli investigatori, che restano in attesa dell’esito degli accertamenti. Gli esperti tedeschi sono chiamati a rispondere a quattro quesiti formulati dalla Procura di Larino. E non è escluso che possa rendersi necessaria una proroga di almeno un mese per completare le analisi. Finora non sono arrivate risposte dagli esperti tedeschi, che hanno avviato le analisi su reperti presi in casa durante il sopralluogo del 30 luglio. Così come sugli alimenti sequestrati in casa il 28 dicembre, giorno della morte di Antonella Di Ielsi. Al centro degli accertamenti ci sono proprio i 131 campioni e reperti raccolti il 30 luglio durante il sopralluogo effettuato nell’abitazione della famiglia Di Vita e negli altri locali interessati dalle operazioni.

Le analisi sul cibo

Le analisi sono finalizzate alla ricerca di eventuali tracce di ricina su matrici ambientali e materiali prelevati durante l’accertamento. Gli specialisti tedeschi stanno lavorando anche sul fronte degli alimenti. Nel corso dell’inchiesta erano stati acquisiti complessivamente 70 campioni di cibo presenti nell’abitazione della famiglia e nell’appartamento di Giuseppina Cinquino, madre di Gianni Di Vita. Gli alimenti erano già stati sottoposti ad accertamenti in Italia e sono stati successivamente portati all’attenzione dei laboratori tedeschi per ulteriori verifiche con metodiche e strumentazioni complementari. Mancano all’appello tuttavia alcuni cibi consumati nei giorni tra il 23 e il 27 dicembre in casa di Vita dei quali non sono rimasti avanzi, perché finiti nell’umido raccolto dal servizio porta-a-porta.

Tracce nei rifiuti

A Pietracatella la raccolta della frazione organica viene effettuata il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Venerdì 26 dicembre, essendo un giorno festivo, il servizio venne posticipato alla mattina successiva, sabato 27 dicembre” riferisce a LaPresse il sindaco di Pietracatella Antonio Tommasone, ricostruendo un particolare già riferito agli inquirenti nell’ambito delle indagini sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita.

“Ho spiegato questa circostanza agli inquirenti”, aggiunge Tommasone, ricordando che il passaggio per la raccolta dell’umido avvenne nella mattinata del 27 dicembre, quando Antonella e Sara stavano già entrambe male, mentre il sequestro degli alimenti presenti nell’abitazione venne effettuato soltanto nel pomeriggio di domenica 28 dicembre, dopo la morte di Antonella. Tra i rifiuti conferiti potrebbero quindi essere finiti anche avanzi dei pasti consumati nei giorni di Natale, compresi quelli del periodo tra il 23 e il 26 dicembre sul quale si sono concentrati gli accertamenti per ricostruire il momento e le modalità dell’intossicazione.

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