28 Set, 2026

David Rossi, la perizia: «Aggredito da più persone, la caduta fu causata da terzi»

La simulazione della morte di David Rossi

Le prime valutazioni dopo le simulazioni dei Ris: Rossi sarebbe stato aggredito da almeno due persone, avrebbe tentato di difendersi e di aggrapparsi alla finestra


David Rossi non si è ucciso, fu aggredito e la caduta fu causata da altre persone, almeno due: questo “è un dato certo”, lo dicono i tecnici che hanno allestito l’ultima perizia, quella di ieri. La simulazione è stata disposta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del dirigente del Monte dei Paschi avvenuta a Siena, la sera del 6 marzo 2013.

La simulazione al Foro Italico

In una palestra del Foro Italico di Roma è stata ricostruita con precisione la finestra dalla quale era precipitato Rossi e simulata l’aggressione da parte di una, poi due, poi tre persone. Un lavoro simile, sempre su disposizione della Commissione parlamentare, era già stato fatto nel marzo scorso. Stavolta però non c’era un manichino al posto della vittima, ma un vigile del fuoco, una sorta di “stunt man”, che ha la stessa corporatura, stesso peso e altezza di Rossi. Con l’ausilio dei Ris sono state simulate diverse aggressioni, in cui la vittima era cosciente, incosciente e anche semi cosciente.

Le lesioni incompatibili con la caduta

In attesa di una relazione dettagliata, prevista per oggi, i consulenti nominati dalla Commissione hanno già espresso alcune valutazioni: «La perizia conferma che gran parte delle lesioni di David Rossi sono state procurate da un meccanismo di aggressione che lui ha subito – afferma Marco Nigrisoli, ortopedico e consulente – Al netto delle lesioni dell’impatto del corpo al suolo, altre sono incompatibili con la precipitazione».

«Un evento procurato da terzi»

Anche secondo il medico Robbi Manghi, a sua volta consulente per la perizia, la precipitazione sarebbe un «evento procurato da terzi dopo un’aggressione: questo è un dato certo». Quella sera David Rossi avrebbe subito lesioni addominali anch’esse procurate da altri, «da un pugno o una ginocchiata o comunque un colpo assestato», aggiunge Manghi, che rammenta poi «tracce ematiche sulla camicia e macchie di unto tipiche dei pomelli alla base delle finestre, forse dovute ad azioni di trascinamento sulla parte inferiore dell’addome. Non mortali ma compatibili con l’aggressione».

Anche il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta ha voluto assistere alla perizia: «Per tanti anni si era parlato di suicidio mentre la nostra Commissione è riuscita ad appurare che si è trattato di omicidio», asserisce il deputato di Forza Italia Gianluca Vinci, secondo il quale non si può parlare di un vero e proprio killer: «Dalle ricostruzioni precedenti, e in parte anche da questa, si è visto come vi sia stata una precedente colluttazione, non immediatamente omicidiaria, e un tentativo di rientro».

Tredici anni di dubbi sulla morte di Rossi

David Rossi era il responsabile per le comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena. Il 6 marzo 2013, precipitò per oltre dieci metri dalla finestra del suo ufficio, per l’appunto a Siena, schiantandosi al suolo e perdendo la vita poco più tardi. La procura aprì due inchieste, in successione, archiviando entrambe le volte il fascicolo come suicidio, ipotesi avvalorata anche da tre biglietti giudicati autografi dello stesso Rossi e ritrovati nella stanza da cui era precipitato. Poi sono state istituite due commissioni parlamentari, la prima nel 2021, e la seconda a marzo 2023, quella che ha disposto la perizia di ieri. Nel 2023 il caso è stato riaperto anche dalla procura di Siena.

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