È morta Emma Bonino, storica leader radicale. Aveva 78 anni. Ricoverata il 7 settembre per un problema respiratorio, aveva lasciato soltanto ieri la terapia intensiva del Santo Spirito per essere trasferita in una struttura privata
È morta Emma Bonino. Le sue condizioni di salute avevano destato forte preoccupazione negli ultimi giorni. La storica leader radicale, 78 anni, era stata ricoverata il 7 settembre in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma per un problema respiratorio.
Soltanto ieri Bonino aveva lasciato la terapia intensiva per essere trasferita in una struttura privata, dopo un consulto tra il suo medico curante e gli specialisti del Santo Spirito. Le sue condizioni erano state definite ancora delicate.
Il ricovero al Santo Spirito
Bonino era arrivata al Santo Spirito in codice rosso a causa di un peggioramento della funzionalità respiratoria. Nonostante il quadro clinico preoccupante, era rimasta vigile e lucida.
La leader di +Europa era già stata ricoverata nello stesso ospedale alla fine del 2025 dopo un malore. In quell’occasione i medici avevano escluso una recidiva del tumore diagnosticato dieci anni prima e avevano individuato la causa del malore in un problema di natura metabolica. Dopo circa una settimana era stata dimessa.


Una vita per i diritti
Emma Bonino è stata molto più di una leader politica. Per mezzo secolo ha legato il suo nome alle battaglie per i diritti civili, spesso scegliendo quelle che all’inizio sembravano impossibili o impopolari. Aborto, divorzio, libertà individuali, lotta alla fame, abolizione della pena di morte, diritti delle donne, giustizia internazionale: sono stati il filo di una vita politica vissuta sempre in prima linea.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, cresce in una famiglia piccolo-borghese e trascorre i primi anni in una fattoria. Dopo il liceo si trasferisce a Milano, studia Lingue e letterature straniere alla Bocconi e si laurea nel 1972 con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X.
La politica arriva poco dopo e arriva nel modo che diventerà tipico di Bonino: non da una segreteria di partito, ma da una battaglia.
Nel 1975, dopo aver contribuito alla nascita del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, si autoaccusa di aver procurato aborti, quando in Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è ancora un reato.
L’anno successivo entra alla Camera a 28 anni con il Partito Radicale, insieme a Marco Pannella, Mauro Mellini e Adele Faccio.

Con Pannella, le battaglie radicali
Il sodalizio con Marco Pannella attraversa gran parte della sua vita pubblica. I referendum, la disobbedienza civile, le campagne antiproibizioniste, la difesa dei diritti individuali diventano il terreno sul quale Bonino costruisce un modo di fare politica che non coincide quasi mai con la ricerca del consenso immediato.
Negli anni Ottanta porta le sue battaglie fuori dall’Italia. Si mobilita contro lo sterminio per fame, promuove campagne per i diritti civili nell’Europa dell’Est e comincia a lavorare all’idea di una Corte penale internazionale. Nel 1987 manifesta a Varsavia contro il regime comunista e a sostegno di Solidarność: viene arrestata ed espulsa dalla Polonia.
È una costante della sua storia: andare fisicamente nei luoghi di cui parla.
Da Sarajevo a Kabul
Quando nel 1995 diventa commissaria europea, con la responsabilità anche degli aiuti umanitari, aspetta appena 48 ore prima di partire per Sarajevo e Mostar. È il primo membro della Commissione europea a entrare in Bosnia dall’inizio della guerra.
Negli anni successivi attraversa alcune delle crisi più drammatiche del mondo: il Ruanda dopo il genocidio, la Somalia dei signori della guerra, il Sudan, il Kosovo. Nel 1997 arriva nell’Afghanistan dei talebani per denunciare le condizioni delle donne. A Kabul viene arrestata insieme alla sua delegazione dalla milizia per la «repressione del vizio e la promozione della virtù». Quando torna, lancia la campagna «Un fiore per le donne di Kabul».
In Afghanistan tornerà ancora nel 2005, questa volta alla guida della missione degli osservatori elettorali dell’Unione europea.
Le donne, la pena di morte, la giustizia
Le donne restano una delle grandi costanti della sua vita politica. Bonino porta avanti per anni la campagna internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, fino a farne una battaglia politica europea e internazionale.
È tra le promotrici della Corte penale internazionale, rappresenta l’Italia all’Onu nella battaglia per la moratoria sulla pena di morte e fonda Non c’è pace senza giustizia.
Poi ci sono le istituzioni. Il Parlamento italiano e quello europeo, la Commissione europea, la vicepresidenza del Senato. Nel governo Prodi è ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee; nel 2013 Enrico Letta le affida la Farnesina. Per anni il suo nome circola anche per il Quirinale.
Ma Bonino rimane soprattutto una radicale.
Anche quando entra nei palazzi, conserva il linguaggio e i metodi di chi in quei palazzi ha trascorso una vita a incalzare.
La malattia e quella scelta di non fermarsi
Nel gennaio del 2015 è lei stessa ad annunciare a Radio Radicale di avere un tumore al polmone sinistro e di dover affrontare la chemioterapia. E insieme alla diagnosi comunica immediatamente anche un’altra cosa: non lascerà la politica.
È forse uno dei tratti che raccontano meglio Emma Bonino. La malattia entra nella sua vita, ma non diventa la sua identità. Continua a intervenire, candidarsi, discutere, combattere per l’Europa. Nel 2024 viene eletta presidente di +Europa con l’80 per cento dei voti dell’assemblea nazionale.
Della vita privata ha parlato pochissimo. Negli anni Settanta ha avuto in affidamento due bambine, Aurora e Rugiada, e per trent’anni ha vissuto a Roma, a Trastevere.
Ed è forse proprio questa sproporzione tra una vita privata custodita gelosamente e una vita pubblica esposta fino in fondo a raccontarla meglio di un elenco di incarichi. Emma Bonino ha passato mezzo secolo a scegliere battaglie che riguardavano la libertà degli altri. È questo, più delle cariche ricoperte, il pezzo di storia italiana che lascia.






























