Il giovane, di origine subsahariana, era partito dalle montagne del Marocco per raggiungere Ceuta. È precipitato in mare poco prima dell’atterraggio. Intanto a Ceuta prosegue l’emergenza migratoria con oltre 1.300 minori censiti
È morto mentre tentava di raggiungere Ceuta con un parapendio, precipitando in mare poco prima dell’atterraggio. È il primo decesso registrato di un migrante che ha cercato di entrare nell’enclave spagnola in Marocco per via aerea. Modalità insolita e rischiosa che si aggiunge alle rotte già utilizzate per raggiungere la città autonoma.
Secondo quanto riferito dalla Guardia Civil, il ragazzo, di origine subsahariana, era decollato questa mattina dalla zona di Benzù, sulle montagne che dominano la costa marocchina di fronte alla baia settentrionale di Ceuta.
Per cause ancora in corso di accertamento ha perso il controllo del parapendio ed è precipitato in mare. Quando i soccorritori della Guardia Civil lo hanno recuperato, intorno alle 8 del mattino, era già morto.
Il primo tentativo via aerea finito in tragedia
Le autorità spagnole sottolineano che si tratta del primo caso mortale di un migrante che tenta di raggiungere Ceuta utilizzando un parapendio. Negli ultimi anni l’enclave è stata teatro soprattutto di ingressi via mare o attraverso le barriere di confine, ma l’intensificarsi dei controlli ha spinto alcuni migranti a cercare percorsi sempre più pericolosi.
La tragedia arriva a pochi giorni dalla crisi migratoria che ha investito Ceuta, dove il 30 luglio sono entrati dal Marocco oltre 72 mila migranti. Secondo il ministero dell’Interno spagnolo, circa 70 mila sono stati successivamente riaccompagnati oltre confine.
Oltre 1.300 minori ancora a Ceuta
La ministra spagnola della Gioventù e dell’Infanzia, Sira Rego, ha reso noto che al momento nel sistema di accoglienza di Ceuta sono censiti 1.342 minori stranieri non accompagnati.
«Il processo di identificazione e registrazione continua», ha spiegato la ministra, sottolineando come la gestione sia resa particolarmente complessa dall’elevato numero di arrivi.
Il governo Sánchez riferirà al Parlamento
La crisi migratoria approderà anche al Congresso dei deputati. Quattro ministri del governo di Pedro Sánchez compariranno in seduta straordinaria davanti alle commissioni parlamentari per riferire sulla gestione dell’emergenza.
Saranno ascoltati la ministra della Difesa Margarita Robles, il ministro della Presidenza Félix Bolaños, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e il ministro degli Esteri José Manuel Albares.
Intanto il premier Pedro Sánchez ha presieduto in videocollegamento una riunione di coordinamento con i principali ministri coinvolti nella gestione della crisi, mentre proseguono le operazioni per l’accoglienza dei minori rimasti nell’enclave spagnola.






























