6 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Lug, 2026

Accoltellato a Milano, l'aggressore non risponde al gip. Il legale: «Non ricorda»

Lamin Saidilly, 22enne accusato di tentato omicidio per aver accoltellato un uomo davanti a un bar di San Siro a Milano, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli investigatori verificano il suo passato in Inghilterra


Si è avvalso della facoltà di non rispondere Lamin Saidilly, il 22enne accusato di aver accoltellato sabato mattina un uomo di 55 anni davanti a un bar di via Capecelatro, nella zona di San Siro a Milano. Davanti al gip Luigi Iannelli, nel carcere di San Vittore, il giovane è rimasto in silenzio.

Il suo avvocato, Simona Brambilla, lo ha descritto come «molto scosso», «smarrito e confuso». Secondo la difesa, Saidilly «non ricorda nulla dell’accaduto», nemmeno la frase che gli viene attribuita dagli investigatori:

«Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

Il passato in Inghilterra

Gli investigatori stanno ricostruendo il passato del 22enne. Prima di tornare in Italia, Saidilly sarebbe stato detenuto in Inghilterra. Non è ancora chiaro per quanto tempo, né per quale reato. Il pm Elio Ramondini ha già attivato i canali investigativi internazionali per verificare se si sia trattato di una condanna definitiva e se l’episodio riguardasse una rapina o un fatto simile all’aggressione di Milano. Alla fine del 2025 sarebbe rientrato in Italia, raggiungendo il padre a Conegliano Veneto. Nel Trevigiano avrebbe lavorato per alcuni mesi come magazziniere in una nota azienda alimentare della zona.

L’arrivo a Milano

La convivenza con il padre, in una casa con altre persone, sarebbe poi diventata difficile. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, pur lavorando, Saidilly non contribuiva alle spese. Dopo una lite, il padre lo aveva mandato via. Il 22enne è arrivato a Milano il 23 giugno. Da allora, diversi alberghi, pagati sempre senza creare problemi. Di lui, però, si perdono le tracce il 30 giugno.

L’interrogatorio a San Vittore

Durante l’interrogatorio di garanzia, Saidilly non ha chiesto misure alternative al carcere. Secondo il suo legale, avrebbe scelto di restare detenuto anche «per non mettere in difficoltà il padre» che vive a Conegliano Veneto.

Il gip dovrà ora decidere sulla convalida dell’arresto e sulla richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere. Per l’avvocato, la misura appare «scontata».

La difesa: «Non era alterato»

Secondo quanto riferito dal legale, non era in cura per problemi psichici. Né in uno stato di alterazione da alcol o droghe al momento dell’aggressione. Quanto al precedente in Inghilterra, dove sarebbe avvenuto un accoltellamento attribuito a un omonimo, l’avvocato ha spiegato di non poter dire nulla per ragioni deontologiche e di riservatezza. Sarà la rogatoria già avviata a chiarire se quel fatto riguardi davvero Saidilly.

La frase dopo l’arresto

Resta al centro dell’indagine la frase che il 22enne avrebbe pronunciato dopo il fermo: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Parole che, secondo gli atti, sono considerate rilevanti anche per valutare l’aggravante dei futili motivi. Il legale sostiene però che Saidilly non ricordi nulla fino al momento in cui si sarebbe ritrovato nell’auto della polizia.

La vittima resta grave

Il 55enne ferito è ricoverato all’ospedale Niguarda in prognosi riservata. Le sue condizioni sono in lento miglioramento, ma restano gravi. L’aggressione, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe avvenuta senza un apparente motivo. Il giovane avrebbe colpito la vittima con numerose coltellate davanti al bar, prima di essere bloccato da alcuni presenti in attesa dell’arrivo della polizia.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA