L’ombrello nucleare francese entra nell’agenda del vertice tra Meloni e Macron del 25 giugno. Il governo italiano sta valutando la proposta francese di estendere la propria deterrenza atomica ai partner europei. Mentre gli Stati Uniti riducono il loro impegno militare nel continente
Il G7, senza dubbio. Ma è il bilaterale Italia-Francia del 25 giugno in Costa Azzurra l’appuntamento diplomatico che potrebbe fare la differenza nel medio periodo.
Nel menu di quel vertice infatti c’è anche l’adesione dell’Italia alla copertura difensiva dell’ombrello nucleare francese.
Dal punto di vista simbolico il bilaterale sarà il primo atto di quel Trattato del Quirinale siglato da Mario Draghi nel 2021 che lega con un patto di mutua assistenza reciproca Italia e Francia, due Paesi cugini e fondatori della Ue divisi però negli ultimi anni da una sincera e reciproca diffidenza per cui il presidente Macron si fida poco o nulla della premier “sovranista” Meloni e Meloni legge e soffre ogni mossa dell’inquilino dell’Eliseo come prova della solita grandeur francese.
Le intese
Giovedì 25 invece Meloni e mezzo governo italiano (9 ministri per parte) si incontreranno per parlare di affari e firmare intese di lungo periodo in vari settori strategici come difesa, spazio, energia e infrastrutture.
Sul piano geopolitico la stretta di mano Meloni-Macron cadrà in un momento veramente speciale in cui l’asse Roma-Parigi può essere cruciale, dall’Ucraina al Libano, da Gaza all’Iran passando per i vari dossier dell’Unione europea.
Tra G7, Consiglio europeo e accordo sull’Iran
Il bilaterale era in calendario in aprile ma fu rinviato per una delle tante tensioni improvvise tra Roma e Parigi in questi ultimi quattro anni.
Il nuovo incontro in Costa Azzurra arriva in un momento in cui Meloni e Macron non sono d’accordo sulla gestione dei format dei vari negoziati (E3, E5, Volenterosi) e andrà in scena dopo tre appuntamenti delicati come il G7 (in corso a Evian), il Consiglio europeo di giovedì e venerdì e la firma, a Ginevra, dell’accordo quadro per la tregua in Iran e Libano.
È fondamentale che tutto vada come deve da qui ad allora.
Il dossier dell’ombrello nucleare
Nello scambio vorticoso di dossier di questi giorni, quello più delicato e di cui si parla poco volentieri in pubblico riguarda l’ombrello atomico francese.
La notizia, confermata da fonti di governo, è che il governo Meloni «sta valutando di accettare la proposta di Macron» risalente a marzo 2025, ovvero «di mettere anche l’Italia sotto la protezione della potenza nucleare francese (unico Paese dell’Unione dotato di un programma nucleare autonomo, ndr)».
La proposta di Macron era arrivata oltre un anno fa in un momento cruciale per la Difesa europea, mentre Trump ufficializzava e dava seguito al progressivo disimpegno Usa in Europa e Bruxelles aveva compreso la necessità non più rinviabile di dover fare da sola o quasi.
Svezia, Paesi baltici, Danimarca e la Germania di Merz accolsero con estremo interesse la proposta di Macron in quanto «unica alternativa valida e possibile per fronteggiare il disimpegno militare di Washington» che da oltre settanta anni ha garantito la protezione e il cosiddetto “ombrello” a tutti gli alleati Nato.
Ci sono oltre cento ordigni nucleari tattici americani (i B61) tra Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Turchia custoditi nelle basi Usa. Non è cosa che può succedere tra l’oggi e il domani, ma Washington ha in animo di spostare e utilizzare queste sue risorse diversamente, in teatri che ritiene più utili alla causa Usa.
La difesa europea che prende forma
«L’alternativa francese al deterrente nucleare statunitense potrebbe rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa», spiega una fonte tecnica, ma perché questo accada è necessario «superare resistenze e adottare una visione comune».
Serve insomma «un ampio consenso politico-militare finalizzato al potenziamento della difesa europea però senza escludere i legami transatlantici». I dettagli sono ancora tutti da definire, il dossier però è sul tavolo. Il via libera all’ombrello atomico francese da parte di Italia e Germania disegnerebbe un nucleo di difesa europea, un gruppo di testa dove è importante che l’Italia sia presente.
Energia, nucleare e contropartite
Nella partita “ombrello nucleare” sono comprese varie contropartite da una parte e dall’altra. A Parigi interessa che l’Italia acquisti più energia (già oggi circa l’80% dei 50 miliardi di kWh necessari all’Italia “arrivano” dalle centrali francesi), entrare nel pool di sperimentazione dei nuovi reattori oltre che la joint venture sperimentale-commerciale sui small reactor di nuova generazione.
Nel frattempo la Francia ci ha fatto la cortesia di estendere fino al 2040 l’accordo per lo stoccaggio e il riprocessamento delle scorie nucleari.
L’Italia infatti è tuttora sprovvista di un Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi. Una settimana fa il ministro della Difesa Guido Crosetto parlando al Parlamento ha indicato «l’attualità del rischio della minaccia atomica». Crosetto sarà al bilaterale francese. Insieme con il titolare dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.






























