La Corte d’Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva dall’accusa di omicidio. Dopo quasi due anni di detenzione e una richiesta di ergastolo, l’uomo è stato immediatamente scarcerato
Louis Dassilva è stato assolto e immediatamente liberato. È arrivata nel cuore della notte, poco dopo le 2, la sentenza della Corte d’Assise di Rimini sull’omicidio di Pierina Paganelli, l’anziana uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino. Dopo oltre 16 ore di camera di consiglio, i giudici hanno assolto l’unico imputato del processo. Dassilva è uscito nella notte dal carcere di Rimini, dove era detenuto dal luglio 2024. Ad attenderlo c’era la moglie Valeria Bartolucci, che gli è corsa incontro per abbracciarlo. Davanti al carcere erano presenti anche numerosi sostenitori che avevano seguito l’udienza.
«È stata fatta giustizia, ha vinto solo la giustizia. È la rinascita della giustizia», sono state le sue prime parole.
Accompagnato dai suoi avvocati, Riario Fabbri e Andrea Guidi, è stato poi trasferito in un’abitazione diversa da quella di via del Ciclamino per evitare l’assedio dei giornalisti. Louis Dassilva è stato assolto e immediatamente liberato. (In foto Pierina Paganelli)

La richiesta di ergastolo
Dassilva rischiava la condanna all’ergastolo, chiesta dal pubblico ministero Daniele Paci, ed era in carcere da quasi due anni.
Era arrivato in aula poco prima della lettura del dispositivo. La decisione della Corte è stata accolta da un boato dei tanti amici e conoscenti presenti, tra cui diversi connazionali senegalesi, oltre alla moglie Valeria Bartolucci. L’imputato ha lasciato il tribunale scortato dalla Polizia penitenziaria.
L’omicidio di Pierina Paganelli
La vicenda era iniziata il 4 ottobre 2023, quando il corpo di Pierina Paganelli venne trovato dalla nuora Manuela Bianchi nel garage del complesso di via del Ciclamino. In un primo momento gli investigatori pensarono a un femminicidio. L’ex marito della donna, però, si trovava da mesi in Germania e quella pista fu rapidamente abbandonata.
La scena del crimine apparve fin dall’inizio particolarmente complessa: il corpo era adagiato sopra un giocattolo, con i capelli bagnati e tirati all’indietro, la gonna sollevata e la biancheria tagliata. Pierina, testimone di Geova molto attiva, non sembrava una vittima scelta a caso.
L’indagine e la relazione segreta
Le indagini coordinate dal pm Paci si concentrarono rapidamente sui vicini di casa della vittima.
Nello stesso stabile vivevano Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci, il figlio di Pierina Giuliano Saponi e la nuora Manuela Bianchi, oltre alla figlia adolescente della coppia. Frequentava inoltre l’abitazione Loris Bianchi, fratello di Manuela.

Un passaggio importante dell’inchiesta arrivò quando una telecamera installata in un garage registrò le urla della vittima durante l’aggressione, consentendo agli investigatori di fissare l’orario della morte alle 22.13. Secondo la Procura, Dassilva non disponeva di un alibi per quell’ora.
Successivamente emerse la relazione extraconiugale tra Dassilva e Manuela Bianchi. Una intercettazione ambientale registrata nella sala d’attesa della Questura il 4 ottobre 2023 divenne uno degli elementi più discussi dell’inchiesta. In quella conversazione, definita dal gip Vinicio Cantarini una «presunta confessione», Dassilva avrebbe risposto a una domanda di Manuela con la frase: «Non cambia niente tra di noi». Da quel momento emersero dettagli della relazione, fotografie, messaggi in codice e incontri nei garage del complesso residenziale.
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Le prove e il ruolo di Manuela Bianchi
Il processo, aperto il 15 settembre 2025 con Dassilva detenuto, si è sviluppato attraverso migliaia di pagine di atti e numerose perizie tecniche.
Tra gli elementi esaminati anche il Dna analizzato dal professor Emiliano Giardina, che non ha individuato tracce riconducibili all’imputato, e le immagini della cosiddetta Cam3, la telecamera della farmacia di via del Ciclamino. Per la Procura quelle immagini riprendevano l’assassino dopo il delitto. Per il consulente nominato dal Tribunale, invece, la persona inquadrata sarebbe stata un altro condomino.
Nel corso del processo un ruolo centrale è stato attribuito alle dichiarazioni di Manuela Bianchi. Interrogata per diversi giorni e indagata per favoreggiamento, la donna ha raccontato di avere incontrato Dassilva in garage prima della scoperta del corpo di Pierina. Secondo il suo racconto, sarebbe stato lui a suggerirle come comportarsi e cosa riferire agli investigatori.
Un processo seguito da tutta Italia
Gran parte del dibattimento si è concentrata proprio sulla credibilità della nuora della vittima e sui riscontri alle sue dichiarazioni. Nonostante le richieste e il peso assunto dalle rispettive versioni, un confronto diretto tra Dassilva e Manuela Bianchi non è mai stato celebrato.
Nel corso delle udienze l’imputato ha sempre respinto ogni accusa, ribadendo la propria innocenza. Ha inoltre rinnegato la relazione con Manuela, ammettendo però altre relazioni sentimentali oltre a quella con la compagna che vive in Senegal e dalla quale ha avuto due figli. Per tutta la durata del processo, Valeria Bartolucci è rimasta al suo fianco. Nella notte, dopo la sentenza di assoluzione, è stata tra le prime persone ad abbracciarlo.





























