3 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Giu, 2026

Garlasco, svolta nell’informativa: “Nessun elemento contro l’ex pm Venditti”

Mario Venditti

Caso Garlasco, la svolta nell’informativa dei Carabinieri e Guardia di Finanza di Pavia: “Nessun elemento contro l’ex pm Venditti”


Possibile svolta su uno dei filoni del caso Garlasco: non ci sarebbero elementi determinanti a sostegno dell’ipotesi di corruzione nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti riguardo l’indagine sulla richiesta di archiviazione della posizione di Andrea Sempio nel procedimento del 2017 per l’omicidio di Chiara Poggi.

Carabinieri e Guardia di Finanza di Pavia hanno depositato infatti alla procura di Brescia la doppia informativa in merito alla presunta corruzione da parte della famiglia di Andrea Sempio dell’ex procuratore aggiunto Venditti e quella in merito al “sistema Pavia”, in cui anche in questo caso risulta indagato l’ex magistrato accusato di corruzione per la gestione di auto affidate alla Procura Pavese e per l’affidamento di servizi di intercettazione.
 E su Venditti, secondo le carte depositate, non sarebbe emerso alcun elemento in merito alla corruzione per archiviare la posizione di Andrea Sempio. Si aggraverebbero invece le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti all’epoca nella vicenda

“Venditti gip archivia per 20-30 euro”

L’ex magistrato Venditti era stato coinvolto nell’inchiesta dopo il ritrovamento, durante una perquisizione nell’abitazione della famiglia Sempio, di alcuni appunti manoscritti – i cosiddetti “pizzini” – in cui compariva la frase “Venditti gip archivia per 20-30 euro”, elemento ritenuto dagli investigatori una possibile traccia di un accordo corruttivo.

L’ipotesi era che Venditti potesse aver preso una mazzetta da Giuseppe Sempio, il padre di Andrea. “‘Gip Venditti archivia per 20-30 euro’ dovrebbe essere una previsione di spesa che avevamo fatto noi in casa, su quanto avremmo dovuto pagare agli avvocati alla fine della faccenda” aveva fatto mettere a verbale Giuseppe Sempio lo scorso 26 settembre sentito su ordine dei pm bresciani.
 Secondo quanto riportato nell’informativa depositata, tuttavia, non sarebbero emersi riscontri sufficienti a sostenere l’ipotesi accusatoria nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Venditti che ha sempre spiegato di aver archiviato la posizione di Sempio perché convinto della responsabilità di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.

LEGGI: Il padre di Sempio sull’alibi: «La mattina dell’omicidio era con me»

Possibile richiesta di archiviazione

Davanti a questo scenario la valutazione degli inquirenti potrebbe ora orientarsi verso una richiesta di archiviazione della posizione di Venditti da parte dei pubblici ministeri Donato Greco e Alessio Bernardi. Una decisione che avrebbe anche riflessi procedurali sull’intero fascicolo: verrebbe infatti meno il presupposto dell’articolo 11 che aveva radicato la competenza a Brescia per la presenza di magistrati del distretto milanese tra gli indagati. In tale scenario, l’inchiesta potrebbe tornare alla Procura di Pavia per competenza territoriale, non essendo più ravvisata la presenza di magistrati pavesi direttamente coinvolti nel procedimento. Contemporaneamente l’informativa depositata oggi a Brescia aggraverebbe le posizioni di alcuni carabinieri coinvolti nello stesso filone d’inchiesta e sulla cui posizione ora la Procura guidata da Francesco Prete sta valutando l’ipotesi di contestare nuove accuse.

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