Audio, telefonate e dna: gli indizi contro Andrea Sempio nella nuova indagine sul caso Garlasco
«Le indagini non sono ancora concluse», ha precisato ieri la Procura di Pavia, riguardo gli elementi raccolti contro Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Quelli fin qui resi noti sono comunque numerosi e riguardano sia il versante della prova scientifica che di quella tradizionale.
Il movente: i video intimi e l’approccio respinto
Il movente è stato uno degli elementi più attesi e quello che più a lungo è “mancato” nel delitto della 26enne. Oggi, secondo chi indaga, Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi nella villetta di Garlasco “con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
Un movente che nella giornata di ieri esce rafforzato dagli audio inediti che i pm avrebbero fatto ascoltare al fratello della vittima, Marco Poggi. In questi audio, risalenti ad aprile 2025, Sempio sarebbe stato intercettato con una cimice mentre si trovava in auto da solo: “Ho visto il video di Alberto e Chiara”, dice il giovane, ricordando di aver “tentato un approccio” con la ragazza, che “lei ha rifiutato”.
Nelle intercettazioni nelle quali Sempio parla da solo, dichiara di aver chiamato Chiara Poggi prima del delitto. In questa conversazione tra sé e sé dice di aver tentato un approccio, ma che lei gli avrebbe risposto “non ci voglio parlare con te”. Sempre in questo scambio, una sorta di confessione involontaria, l’indagato avrebbe anche ammesso di aver visto il video di Chiara e Alberto.
Le tre telefonate di Sempio a casa Poggi
Le tre telefonate fatte da Andrea Sempio a casa Poggi, nei giorni durante i quali il suo amico Marco Poggi era già in vacanza, lontano dall’abitazione, tra il 7 e l’8 agosto 2007, vanno in questa direzione. La durata, rispettivamente: 2, 8 e 21 secondi. L’ultima, non troppo breve, è quella per la Procura più sospetta.
Il dna: la perizia Albani
Per quanto riguarda il dna, dalle analisi condotte dalla genetista Denise Albani, nominata dalla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli emerge che il profilo genetico trovato sulle unghie della ragazza è compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio, ma anche che non è stato possibile “addivenire a un esito di identificazione di un singolo soggetto2. Non a caso, il dna sarà il punto di maggior scontro fra le parti. Secondo la genetista Denise Albani, che parta di aplotipo “misti parziali”, per la quantità e le condizioni del materiale biologico su cui si è lavorato non è stato possibile giungere a un risultato che fosse “certamente affidabile”.
L’impronta 33 sul muro della cantina
Un altro elemento preso in considerazione dalla Procura di Pavia è la c.d. “impronta 33”, quella ritrovata sul muro della scala di casa Poggi che conduce al seminterrato e ai piedi della quale Chiara è stata ritrovata senza vita. Per il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, l’impronta è stata lasciata dal palmo destro di Sempio “per la corrispondenza di 15 minuzie dattiloscopiche”. Lasciata lì mentre l’indagato, dopo aver lanciato il corpo della ragazza lungo le scale, osserva la scena. Tuttavia sull’impronta non ci sarebbero tracce di sangue, ma solo di sudore. La sua presenza, tuttavia, dimostrerebbe che Sempio frequentava casa Poggi, ma non lo colloca lì il giorno del delitto perché si tratta di una traccia che potrebbe essere stata lasciata anche un mese prima.
Lo scontrino: un falso alibi
Riguardo l’alibi, secondo i magistrati pavesi, esisterebbero alcune incongruenze sullo scontrino del parcheggio di Vigevano del 13 agosto 2007 – la prova, secondo la difesa, che Sempio si trovava in un luogo diverso all’ora dell’omicidio – consegnato agli inquirenti un anno dopo. “Non è suo”, avrebbe sostenuto un testimone che si è presentato spontaneamente negli uffici della caserma dei carabinieri di via Moscova, a Milano. Quello scontrino, per la Procura, non è un alibi valido. Anzi, sarebbe del tutto falso.
L’orario della morte: la consulenza Cattaneo
L’orario della morte, quello che toglierebbe Alberto Stasi dalla scena del delitto, è stato invece riscritto – secondo i pm – da Cristina Cattaneo ed è collocabile a mezzora dopo la colazione di Chiara.
Fra gli elementi con cui i pm hanno puntato a chiedere il processo per Andrea Sempio c’è anche l’inchiesta per corruzione in atti giudiziari, con varie perquisizioni a casa dei famigliari di Andrea Sempio. Inchiesta a carico dell’allora procuratore pavese Mario Venditti: l’ipotesi è che abbia preso dei soldi per archiviare due volte la posizione del giovane nel 2017. Ritrovati, in casa Sempio, bigliettini con appunti riguardanti presunti dazioni di denaro a Venditti per archiviare. Sospetti anche su alcuni movimenti bancari della famiglia.





















