Feste a Milano con escort e droga: coinvolti circa 70 calciatori di Serie A. Ai domiciliari Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti al vertice del presunto sistema, insieme ad altre due persone
Almeno settanta calciatori, anche di squadre come Inter, Milan e Juventus, avrebbero partecipato alle serate organizzate da un’agenzia milanese ora al centro di un’inchiesta per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
I nomi dei giocatori risultano omissati negli atti e nessuno di loro è indagato. Tra i presenti, secondo quanto emerge, anche atleti di Sassuolo e Verona. Non è stato però accertato quanti abbiano usufruito dei servizi di escort o del cosiddetto “gas esilarante” durante le serate.
Il sistema delle serate all inclusive
Al centro dell’indagine della Procura di Milano c’è un presunto sistema organizzato dalla società Ma.De Milano, che offriva pacchetti completi: locali esclusivi della movida, escort e sostanze come il protossido d’azoto, la “droga della risata”.
Secondo gli investigatori, questi eventi quasi quotidiani, sono stati organizzati anche durante il lockdown per clienti selezionati, soprattutto calciatori professionisti.
La denuncia e gli arresti
L’inchiesta nasce dalla denuncia di una ragazza, raccolta nell’agosto 2024. Ha raccontato di aver vissuto tra il 2019 e il 2023 in un appartamento a Cinisello Balsamo, nello stesso stabile dove aveva sede l’agenzia. Qui, secondo la sua testimonianza, venivano organizzate feste anche in una presunta discoteca abusiva. Le escort trattenevano solo una parte dei compensi: circa il 50% veniva incassato dagli organizzatori.
Per la vicenda sono finiti ai domiciliari Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti al vertice del presunto sistema, insieme ad altre due persone.
Le intercettazioni: «Sono incinta»
Tra gli atti dell’inchiesta emerge anche un’intercettazione del dicembre scorso. Un’altra giovane racconta di essere rimasta incinta e cerca di risalire, con l’aiuto di uno degli indagati, all’identità del calciatore con cui avrebbe avuto il rapporto.
Il nome, come altri presenti negli atti, è stato oscurato.
Un giro strutturato tra locali, viaggi e contatti
Dalle indagini emerge un’organizzazione articolata: persone incaricate di contattare i clienti, selezionare le ragazze, gestire gli spostamenti tra locali, ristoranti e hotel, oltre a bodyguard e dj. Secondo la gip, il sistema poteva contare su un centinaio di giovani, italiane e straniere, alcune impiegate come “ragazze immagine”, altre disponibili come escort.
Le attività si sarebbero estese anche all’estero, in particolare a Mykonos, e coinvolto locali di alto livello della movida.


















