26 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

26 Mag, 2026

Il Pentagono ostaggio di Musk: Reuters rivela la guerra segreta su Starlink

Secondo Reuters, SpaceX avrebbe aumentato drasticamente i prezzi di Starlink durante la guerra con l’Iran. Il Pentagono avrebbe accettato per non fermare droni e comunicazioni militari: «Al momento non esistono alternative alla rete di Musk»


È questione di connessione, sempre. Dipende chi controlla i raggi, la rete. Secondo una ricostruzione esclusiva di Reuters, mentre gli Stati Uniti intensificavano gli attacchi contro l’Iran, il Pentagono faceva i conti con Elon Musk.

L’uomo che vuole andare su Marte, che ha inventato la Tesla, possiede i razzi e una quindicina di figli con nomi simili a C1 P8, ha il potere di Internet. I satelliti in cielo sono suoi e li dirige dove vuole. Li fa anche pagare quanto vuole.

SpaceX avrebbe dunque chiesto aumenti pesantissimi per l’utilizzo di Starlink sui droni militari americani. E già che c’era anche per i servizi destinati ai civili iraniani colpiti dai blackout di internet.

Non un aumento di potere per giocare alla guerra, Musk avrebbe quintuplicato il costo di alcune connessioni Starlink utilizzate sui droni kamikaze LUCAS, passando da circa 5 mila a 25 mila dollari per terminale. Il Pentagono, sostiene Reuters, alla fine non ha avuto scelta.

Il nodo dei droni LUCAS

Al centro dello scontro ci sono i droni LUCAS (Low-Cost Uncrewed Combat Attack System), munizioni a perdere sviluppate per le Forze Armate statunitensi dall’appaltatore della difesa SpektreWorks. La versione americana dei velivoli iraniani Shahed 136 ma più piccoli e più leggeri. Progettati per essere prodotti in grandi numeri a basso costo, circa 35 mila dollari l’uno. Si lanciano e si autodistruggono.

SpaceX sosteneva che i droni utilizzassero un livello di connessione simile a quello aeronautico. Il Pentagono ha contestato il prezzo ritenendo sproporzionata la tariffa dei velivoli tradizionali applicata a droni. Kamikaze poi, connessi solo per pochi minuti o ore.

Il potere di Starlink

Il sistema Starlink è centrale nelle guerre moderne. La rete satellitare di SpaceX viene usata per comunicazioni sul campo, puntamento di precisione e coordinamento dei droni anche in aree isolate. Secondo Reuters, i terminali Starshield, versione militare di Starlink, sono già impiegati su oltre una dozzina di sistemi senza pilota statunitensi.

Un funzionario del Pentagono ha ammesso che al momento non esistono vere alternative comparabili alla rete di Musk.

Lo scontro sull’internet per gli iraniani

Le tensioni non riguarderebbero solo i droni. Musk avrebbe contrattato anche i costi di un piano per offrire connessioni dirette ai cellulari ai civili iraniani durante i blackout imposti dal regime.

SpaceX avrebbe chiesto fino a 500 milioni di dollari per attivare il servizio e altri 100 milioni al mese per mantenerlo operativo.

I precedenti in Ucraina

Reuters ricorda anche i timori già emersi durante la guerra in Ucraina, quando Musk ordinò lo spegnimento di Starlink in alcune aree durante una controffensiva contro le forze russe. È il punto che oggi preoccupa maggiormente il Pentagono: la dipendenza della sicurezza nazionale americana da una rete privata. Controllata da un solo uomo. Uno che a volte sta dalla parte della Casa Bianca, viaggia in Cina con Trump. A volte ricorda a tutti perché i cieli, li comanda lui.

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