Via libera definitivo al Coltivaitalia: stanziate risorse per l’agricoltura, il Sud e i giovani. Esultano le associazioni di categoria
Dazi, guerre, caro bollette. Per l’agricoltura un conto pesante. Ma il settore è in primo piano nell’agenda del Governo che continua a dedicare risorse alle principali filiere. Ieri ha centrato il traguardo il Coltivaitalia, un provvedimento che stanzia 1,1 miliardi per l’agroalimentare e punta a sostenere i settori in difficoltà, ma anche a valorizzare ulteriormente le eccellenze del made in Italy.
Le misure
Si tratta di misure trasversali che spaziano dall’olio al grano duro, dalle proteine vegetali agli allevamenti fino all’enoturismo e all’oleo turismo. Attenzione poi a giovani e donne. L’80% delle risorse è destinato al Mezzogiorno. Nuove opportunità per i giovani che potranno contare su un budget di 150 milioni tra mutui a tasso zero (65% delle risorse) e contributi a fondo perduto (35%). Una difficoltà per gli under 41 è reperire finanziamenti, ma anche terreni. Per questo vengono messi a disposizione oltre 8mila ettari che saranno dati in comodato gratuito per 10 anni e che poi potranno essere acquistati a un prezzo stracciato. I Comuni potranno da parte loro aggiungere altri ettari.
L’innovazione
Si gioca anche la carta dell’innovazione con l’assunzione di 50 unità al Crea, perché il futuro per l’agricoltura è nel segno dell’agromeccanica, degli strumenti precisione e anche dell’intelligenza artificiale. Scatteranno inoltre più controlli a tutela dell’autenticità delle produzioni nazionali e sarà creata una banca dati nazionale per garantire l’autenticità del cibo. Via anche alla semplificazione amministrativa.
«Il Coltivaitalia – ha affermato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida – è il principale
intervento strategico in agricoltura dai tempi, erano gli anni ’70, della legge Quadrifoglio predisposta dall’allora ministro Giovanni
Marcora. Non so se chiuda un cerchio, di certo è in continuità con quanto fatto dal nostro governo in tutta la legislatura. Una misura coerente con l’obiettivo di rimettere al centro del dibattito e dell’azione dell’esecutivo agricoltura e pesca».
Le reazioni
E un coro di commenti positivi ha accolto il nuovo provvedimento. Secondo la Coldiretti si tratta «di un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, sostenere le produzioni nazionali, restituire reddito alle imprese e salvaguardare la salute dei cittadini». Coldiretti sottolinea come si intervenga su questioni strategiche, in particolare semplificazione burocratica, contratti di filiera, controlli sull’origine dei prodotti, ricambio generazionale e rilancio di comparti fondamentali, dalla cerealicoltura all’olivicoltura fino alla zootecnia. Particolarmente importante è la battaglia contro l’Italian sounding fatto in Italia, che sottrae ogni anno 20 miliardi di euro al reddito degli agricoltori. Gli interventi – il commento di Confcooperative Agroalimentare – sostengono aspetti cruciali per il futuro dell’agricoltura italiana con grande attenzione all’innovazione. Ora è fondamentale accelerare l’iter dei decreti attuativi.
Misure definite dalla Cia «indispensabili in una fase in cui la tenuta delle aziende è messa a dura prova dagli effetti della crisi climatica ed energetica, a partire dall’aumento abnorme dei costi di produzione. Adesso la priorità è dare piena operatività al provvedimento». Particolarmente apprezzati dalla Confagricoltura gli interventi dedicati al ricambio generazionale e al sostegno dell’imprenditoria femminile. Perché «giovani e donne rappresentano due leve fondamentali per il futuro del settore agricolo».
































