Dopo l’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi arrivano i primi segnali dal governo. Il Tesoro sottolinea il percorso di rilancio della banca, mentre Orsini e Tajani vedono positivamente il consolidamento del settore
Il governo non ostacola la partita su Monte dei Paschi e, pur senza esprimere un sostegno esplicito all’operazione, riconosce il valore raggiunto dalla banca senese dopo anni di risanamento. È il segnale arrivato dal ministero dell’Economia dopo l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps, una mossa che continua a ridisegnare gli equilibri del sistema bancario italiano.
«Il Mef prende atto delle iniziative su Mps di cui è stato informato, che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre-fallimentare», si legge nella nota diffusa dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Una presa di posizione che viene letta dagli osservatori come un primo segnale di apertura verso l’operazione.
Il segnale del Tesoro
La dichiarazione del Mef arriva mentre il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi è impegnato nell’esame preliminare delle opzioni sul tavolo: la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm e l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo insieme a Unipol e Bper.
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Il Tesoro, che negli anni ha guidato il complesso percorso di salvataggio e rilancio dell’istituto senese, evita di entrare nel merito della competizione tra i diversi soggetti ma sottolinea un elemento politico e industriale preciso: il mercato oggi attribuisce a Mps un valore che fino a pochi anni fa sembrava impensabile.
Orsini promuove il consolidamento
A favore delle aggregazioni nel settore bancario si è espresso anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.
«La vedo positivamente. Conferma che l’evoluzione in atto del risiko bancario guarda ad operazioni che rafforzano la solidità delle banche e ne accrescono la capacità di finanziare imprese, innovazione e sviluppo», ha detto a margine di un evento a Modena.
Secondo Orsini, l’Italia ha bisogno di istituti solidi. Con radicamento nazionale e dimensioni sufficienti per competere a livello europeo e accompagnare le imprese sui mercati internazionali.
Tajani: «Bene un mercato vivace»
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la sfida bancaria in corso, evitando di schierarsi per uno dei contendenti.
«Sono sempre favorevole al libero mercato, quindi non tocca a me fare il tifo per una banca o per un’altra», ha affermato. «Credo che dopo i momenti di difficoltà che ci sono stati in passato il nostro sistema sia più forte. Questo deve essere uno strumento fondamentale per sostenere l’economia reale».
Messina difende l’operazione
Nel frattempo il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, continua a promuovere il progetto. «Questa operazione è una opportunità unica per rafforzare la nostra posizione in Europa e in Italia», ha spiegato agli analisti, ribadendo l’obiettivo di creare una piattaforma nel wealth management da circa 2.000 miliardi di euro.
Messina ha inoltre escluso qualsiasi interesse per il controllo di Generali: «Non abbiamo nessuna intenzione di mettere becco nella gestione di Generali».
La partita resta aperta
Mentre Piazza Affari continua a premiare Mps e Mediobanca, il mercato attende ora le prossime mosse dei protagonisti della partita. Sullo sfondo resta il ruolo degli azionisti privati, da Delfin a Caltagirone, e la valutazione che verrà fatta dalle autorità di vigilanza. Per il momento, però, il segnale che arriva dal governo è chiaro: il consolidamento del settore bancario viene osservato con favore e il rilancio di Mps viene considerato un risultato ormai acquisito.






























