Nuova indagine sul caso Garlasco, il fascicolo con la richiesta a giudizio di Andrea Sempio è stato assegnato al gup Riganti
E’ Luigi Riganti il giudice dell’udienza preliminare che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio depositata il 4 novembre 2026 dalla Procura di Pavia per Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Il fascicolo sull’indagine gli è stato consegnato il 5 novembre. Riganti – 64 anni, nato a Pavia – ha lavorato come giudice a Enna, Vercelli e San Benedetto del Tronto, prima di arrivare nel 2010 a Pavia. Qui è stato coordinatore della sezione penale e giudice del dibattimento sino a pochi anni fa, quando è passato alla sezione Gip. Lo scorso febbraio, Riganti ha condannato a 12 anni Massimo Adriatici, l’ex assessore leghista di Voghera riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario di Younes El Boussettaoui.
Revisione Stasi, nuovo procuratore
Intanto il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha votato, all’unanimità, il nuovo procuratore di Verona, Guido Rispoli, attualmente procuratore generale a Brescia. Il suo trasferimento nella procura scaligera all’inizio del 2027. In attesa di un nuovo procuratore generale di Brescia, il reggente sarà l’avvocato generale Domenico Chiaro. Potrebbe essere lui, quindi, a occuparsi della possibile richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per la morte di Chiara, sua fidanzata dell’epoca. I suoi legali, gli avvocati Angela Bocellari e Antonio De Rensis, sono al lavoro sull’istanza di revisione del processo che potrebbe essere depositata presso la Corte d’Appello di Brescia entro la metà di novembre.
Tempi e scenari
Un primo verdetto sull’eventuale revisione del processo a Stasi per l’omicidio potrebbe arrivare già nei primi mesi del 2027. Se infatti, come ipotizzato, i legali dell’ex fidanzato della vittima depositeranno l’istanza di revisione a metà novembre, la Corte d’appello di Brescia potrebbe essere chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità già nel giro di tre o quattro mesi. Una tempistica che trova un precedente nella revisione del processo per la strage di Erba: in quel caso l’istanza venne depositata a dicembre 2023 e la prima udienza davanti alla Corte d’appello bresciana fu fissata il primo marzo 2024.
La procedura
Si parte innanzitutto con il deposito dell’istanza alla Corte d’appello competente, in questo caso quella di Brescia. La Procura generale interverrà in una fase successiva del procedimento. Tre i possibili scenari nella prima fase. Il primo è il rigetto dell’istanza sulla base degli atti, senza arrivare alla celebrazione di un’udienza, come già accaduto in occasione di una precedente richiesta di revisione presentata dallo stesso Stasi in passato. Il secondo è la fissazione di un’udienza pubblica, nella quale discutere l’ammissibilità della domanda, secondo un modello già seguito dalla Corte d’appello di Brescia per la revisione del processo sulla strage di Erba. Il terzo è invece un’udienza in camera di consiglio, sempre finalizzata a valutare se la richiesta possa superare il primo vaglio dei giudici.
Il passaggio decisivo
È proprio l’ammissibilità il passaggio decisivo. Se la Corte riterrà che esistano elementi sufficienti per procedere, si aprirà una vera e propria fase di merito, con caratteristiche analoghe a quelle di un nuovo processo: le parti potranno presentare liste di testimoni, chiedere l’acquisizione di prove e discutere gli elementi che, secondo la difesa, potrebbero mettere in discussione la condanna definitiva di Stasi. Se invece la richiesta verrà dichiarata inammissibile, il percorso si fermerà e la condanna non sarà rimessa in discussione attraverso la revisione. La particolarità del caso Garlasco è rappresentata dalla natura degli elementi che la difesa intende portare davanti ai giudici bresciani.
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Stasi e Sempio: prove a confronto
Le eventuali prove e gli accertamenti investigativi che potrebbero sostenere la richiesta di revisione per Stasi sono infatti in larga parte gli stessi al centro dell’inchiesta su Andrea Sempio, per il quale i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta di due procedimenti distinti, ma che si incrociano sul piano degli elementi probatori: quelli che a Pavia saranno valutati per la posizione di Sempio potrebbero assumere un peso anche nella valutazione della condanna di Stasi. Una volta superato il vaglio di ammissibilità, il procedimento di revisione entrerà nel vivo. La Corte d’appello celebrerà il giudizio di merito e, al termine, potrà confermare la condanna oppure assolvere Stasi. Anche la sentenza emessa in sede di revisione potrà essere impugnata dalle parti attraverso i successivi gradi di giudizio, davanti alla Corte d’appello e, in ultima istanza, in Cassazione.
De Rensis: «Garofano denunciato a ore»
«Il dottor Garofano verrà certamente denunciato a ore per frasi che ha proferito in una trasmissione televisiva. È pubblico che verrà denunciato, ma non per cosa. Mi riserbo di dirlo dopo che l’autorità giudiziaria competente l’abbia letta». Lo ha detto l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ospite a “Verità Nascoste”, condotto da Milo Infante su Retequattro, annunciando che presenterà una denuncia nei confronti di Luciano Garofano.
Garofano: «Montatura mediatica»
«È una vergognosa montatura mediatica. Ho querelato e querelerò tutte le persone che continueranno a offendermi e a diffamarmi». Sono le parole dell’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, che ha rotto il lungo silenzio sul caso Garlasco in un’intervista esclusiva concessa ad Antonino Monteleone nel corso della puntata di Filorosso andata in onda il 3 novembre 2026 Rai 3 e RaiPlay. Dopo un lungo periodo lontano dal dibattito pubblico, Garofano è tornato a parlare delle analisi svolte dal Ris, delle contestazioni emerse negli ultimi mesi e delle polemiche che hanno riportato al centro dell’attenzione una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi decenni. Nel lungo faccia a faccia con Monteleone, l’ex generale ha risposto punto per punto alle accuse che, a suo giudizio, avrebbero messo in dubbio senza fondamento il lavoro svolto dagli investigatori nel 2007.
Gli elementi favorevoli a Stasi
Garofano ha contestato in particolare la narrazione secondo cui sarebbero stati nascosti elementi favorevoli ad Alberto Stasi, soffermandosi sul tema delle cosiddette “corse negative” relative alle analisi genetiche effettuate all’epoca dell’inchiesta. Secondo l’ex comandante del Ris, l’intera polemica sarebbe nata da una lettura parziale della documentazione tecnica. «Si vuole far passare che noi siamo stati omissivi e noi abbiamo nascosto qualcosa. Si vuole far passare che noi volevamo in qualche modo incastrare Stasi. Questo è assolutamente falso», ha affermato.
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Garofano ha ricordato come quei risultati fossero già presenti nella documentazione agli atti e ha sostenuto che non vi fosse nulla da occultare. «Le corse e i dati grezzi sono stati forniti. Esistevano, facevano parte della documentazione che avevamo nel nostro fascicolo. Non c’era niente assolutamente da nascondere», ha dichiarato. L’ex comandante ha definito «una vergognosa montatura mediatica» la ricostruzione secondo cui gli investigatori avrebbero omesso elementi che avrebbero potuto favorire la difesa di Stasi. «Sulla base di un parere di parte si è voluto far passare la possibilità che noi abbiamo nascosto o comunque non tenuto conto di risultati importanti che avrebbero scagionato Stasi. Ma questo non è assolutamente vero», ha detto.
Le analisi genetiche
Ampio spazio è stato dedicato alla questione delle analisi genetiche effettuate sui reperti esaminati dal Ris. Garofano ha ribadito che le cosiddette “corse negative” non erano in grado di smentire i risultati ottenuti nelle analisi considerate positive. E che ogni dato tecnico deve essere letto nel contesto complessivo delle verifiche svolte. «Quelle corse negative non avevano nessun significato e soprattutto non sconfessavano le analisi positive del 19 settembre», ha spiegato.































