30 Ott, 2026

Anziano morto nel 2010 a Garlasco, la Procura dispone accertamenti su un coltello

Gabriella Conti, vedova di Giovanni Ferri

La procura di Pavia indaga sulla vicenda dell’anziano trovato morto a Garlasco nel 2010: dall’ipotesi di suicidio a quella di omicidio volontario


Dall’ipotesi di suicidio a quella di omicidio volontario. Sono i nuovi sviluppi dell’indagine sulla morte di Giovanni Ferri, 88 anni, il meccanico in pensione trovato senza vita a Garlasco (Pavia), il 22 novembre 2010, in un’intercapedine di via Mulino con la gola tagliata e i polsi recisi. La Procura di Pavia ha disposto le analisi genetiche sul manico del coltello ritrovato tra le mani della vittima e su alcuni fazzoletti intrisi di sangue rinvenuti accanto al corpo dell’uomo. Le analsi saranno effettuate anche con l’ausilio di ricostruzioni in 3D. La morte di Ferri avvenne tre anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Le due vicende, secondo un’ipotesi, sarebbero collegate. Due anni dopo l’88enne, morì anche il suo medico, mentre sono diversi i casi sospetti registrati nel pavese dopo l’uccisione della 26enne il 13 agosto del 2007 nella villetta di Via Pascoli.

L’ipotesi è di omicidio volontario

Il pubblico ministero, nominato dal procuratore Fabio Napoleone per condurre l’indagine, lo ha comunicato all’avvocato Fabrizio Gallo, legale della vedova di Ferri, Gabriella Conti, che nelle scorse settimane aveva presentato un esposto per chiedere la riapertura del caso. La donna non ha mai creduto all’ipotesi del gesto volontario da parte del marito. L’ipotesi di reato nella nuova inchiesta è dunque  di omicidio volontario, mentre 16 anni fa per gli inquirenti dell’epoca si era trattato di un suicidio. La notizia delle analisi genetiche sui reperti – custoditi nell’ufficio corpi di reato della Procura di Pavia – trova conferma negli ambienti giudiziari.

Nel caso in cui dovessero essere effettuati “accertamenti irripetibili”, la famiglia di Giovanni Ferri parteciperà con Giorgio Puleri. La nomina del consulente di parte è già stata depositata in Procura. L’avvocato Gallo ha anche presentato la consulenza criminologica di Gianni Spoletti e quella medico-legale di Leonardo Grimaldi. «Secondo la nostra ricostruzione, si tratta certamente di un omicidio», ha ribadito il legale.

De Rensis: revisione Stasi a metà novembre

«La nostra istanza di revisione sarà presentata a metà novembre, può essere il 10 o il 20 ma il range è quello, e credo che contenga elementi molto interessanti. Noi puntiamo ad affermare l’innocenza di Alberto Stasi al di là di ogni ragionevole dubbio». Lo ha annunciato Antonio De Rensis, avvocato di Stasi, intervistato da Salvo Sottile a Ore 14 Sera su Rai 2. «Alberto – ha sottolineato De Rensis – sta vivendo con grande equilibrio e razionalità questo momento, aiuta e sostiene me e l’altra sua legale Giada Bocellari, paradossalmente ci dà anche forza, e noi continuiamo a dare il massimo per affermare la sua innocenza».

In merito alla polemica sulle presunte pressioni alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni proprio su una eventuale richiesta di revisione, De Rensis ha dichiarato di essere «come cittadino molto turbato perché sentire affermare che un magistrato con una carriere che è un esempio, una donna integerrima, inavvicinabile, imperturbabile, possa aver subito pressioni non è solo incredibile ma meriterebbe un approfondimento. Le notizie devono avere un fondamento. C’è una furia anti Stasi che non riesce a trovare confini: anche loro si diano confini oltre i quali non andare. Non per Stasi ma per il nostro equilibrio giudiziario». Sui presunti errori del Ris nell’inchiesta «lasciamo lavorare la Procura – ha concluso De Rensis – noi non attacchiamo il Ris o l’Arma ma i singoli».

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