Dalla Calabria parte il forum di Entopan sull’innovazione armonica, con oltre cento voci da Europa, America e Africa. Viscomi: «Possiamo costruire un modello di intelligenza artificiale per gli uomini, non contro gli uomini»
Una sala gremita e un confronto che prova a riportare l’uomo al centro della rivoluzione digitale. Si è aperta oggi in Calabria la prima tappa di “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”, il forum promosso da Entopan, in programma fino al 25 settembre tra Simeri Mare e Tiriolo, entrambi nel catanzarese.
Il percorso riunisce oltre cento voci del mondo industriale, finanziario, accademico e istituzionale provenienti da Europa, America e Africa.
Innovazione e impresa, la sfida dell’AI
Al centro della prima giornata il rapporto tra innovazione e impresa. La sfida è quantomai significativa: elaborare delle strategie che consentano di governare l’accelerazione tecnologica senza trasformarla in una nuova forma di disumanizzazione. Il primo dei tre dialoghi prova a ricomporre l’equilibrio tra competitività delle imprese e tutela dei lavoratori. Uno dei più delicati del nostro tempo.
L’obiettivo è restituire senso al lavoro, andando oltre una visione puramente produttiva ed economica. Il dialogo proseguirà nella giornata del 24 settembre all’Harmonic Innovation Hub “Pitagora” di Tiriolo.
A indicare la prospettiva è Antonio Viscomi, vicepresidente di Entopan e professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università Magna Graecia di Catanzaro. «Vogliamo dare a questo mondo che cambia delle parole di speranza», spiega al nostro giornale. Parole che, per Entopan, coincidono con il paradigma dell’“innovazione armonica”. Per cui intende uno sviluppo tecnologico che non assuma il profitto come unico fine, ma torni a interrogarsi sul senso dell’economia, del lavoro e dell’impresa.
«Un’IA per gli uomini, non contro»
«Armonia non significa andare d’accordo o evitare il conflitto – chiarisce Viscomi – significa riscoprire il senso delle cose». E quel senso, nell’era dell’IA, passa dalla centralità della persona. «Non abbiamo un destino segnato da un’intelligenza artificiale predatoria, che controlla, sa tutto e ci dice cosa dobbiamo fare. Possiamo costruire un modello di intelligenza artificiale per gli uomini, non contro gli uomini».
Poi il richiamo alla figura biblica di Neemia, centrale nella Magnifica Humanitas. Neemia trova Gerusalemme in rovina e organizza la sua ricostruzione coinvolgendo tutta la comunità. È questo lo stesso modus agendi che, secondo Viscomi, rappresenta il senso del forum: «Costruire una rete di relazioni e alleanze per dire al mondo che cambiare è possibile».
Tajani e Bernini: la persona al centro
In sala sono arrivati anche i videomessaggi del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, entrambi tra gli interventi istituzionali previsti dal Forum.
Tajani ha definito l’intelligenza artificiale «un’opportunità e una sfida etica e sociale» da affrontare mettendo sempre la persona al centro, sottolineando il sostegno del Governo a imprese, ricerca, competenze e capacità industriali. Bernini ha, invece, insistito sulla necessità di ricomporre una frattura sempre più evidente tra sapere scientifico e sapere umanistico: soltanto dalla loro sintesi, ha osservato, può nascere una visione capace di orientare davvero la tecnologia.
Tutti gli interventi, quindi, si sono mossi all’unisono nella direzione individuata da Papa Leone XIV.
Dalla Calabria a San Francisco e Castel Gandolfo
Il percorso non si fermerà in Calabria. Dopo questa prima tappa, il forum proseguirà a San Francisco e si concluderà a Castel Gandolfo. «Da qui – conclude Viscomi – vogliamo dire che c’è un modo diverso di fare sviluppo tecnologico». Parafrasando i Vangeli, in conclusione, si potrebbe osservare: la tecnologia è stata fatta per l’uomo, non l’uomo per la tecnologia.
































