Diciotto feriti nei raid su Kiev, colpita una raffineria in Russia. Il Congresso approva il primo pacchetto di sanzioni dell’era Trump: possibili dazi fino al 100% per chi acquista energia russa
Un drone russo ha colpito una nave civile nel Mar Nero diretta verso un porto ucraino, uccidendo il capitano e ferendo tre membri dell’equipaggio. Nelle stesse ore Mosca ha lanciato un massiccio attacco contro Kiev e altre città ucraine, mentre negli Stati Uniti il Congresso ha dato il via libera al primo grande pacchetto di sanzioni contro la Russia da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca.
Washington che prova a stringere il cappio sulle entrate energetiche di Mosca, arrivando a prevedere dazi fino al 100% contro i grandi acquirenti di petrolio e gas russo.
Drone russo contro una nave civile
Secondo il ministero dello Sviluppo comunitario e territoriale ucraino, un drone russo ha attaccato una nave mercantile battente bandiera tanzaniana mentre navigava verso uno dei porti ucraini.
Il capitano è morto e altri tre membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Kiev accusa Mosca di colpire sistematicamente porti, infrastrutture portuali e navi mercantili civili, mettendo così a rischio la navigazione internazionale nel Mar Nero.
L’attacco alla nave si inserisce in un’offensiva molto più vasta condotta dalla Russia nella notte contro diverse regioni ucraine.
Kiev sotto missili e droni
Nella capitale almeno 18 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini. Gli attacchi hanno colpito edifici residenziali, scuole, strutture amministrative, uffici, distributori di benzina, magazzini, automobili e infrastrutture ferroviarie. Le autorità avevano diramato un «allarme rosso» invitando la popolazione a raggiungere i rifugi per il rischio di attacchi missilistici.
L’offensiva ha interessato anche altre aree del Paese. Secondo Reuters, i raid hanno provocato oltre venti feriti complessivamente e danni in otto regioni, comprese infrastrutture energetiche nelle zone di Sumy e Odessa.
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La risposta ucraina, colpita una raffineria russa
Nelle stesse ore droni ucraini hanno attaccato obiettivi in territorio russo.
Nella regione di Yaroslavl, nella Russia centrale, è stata danneggiata una raffineria di petrolio. Il governatore Mikhail Yevrayev ha riferito che le difese russe hanno abbattuto 65 droni e che non ci sono state vittime. L’impianto è stato però colpito e ha preso fuoco, mentre frammenti dei droni hanno infranto le finestre di alcuni condomini e danneggiato automobili.
Il Congresso Usa stringe su Mosca
La Camera americana ha approvato con 262 voti favorevoli e 159 contrari il «Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026», il grande pacchetto di sanzioni intitolato al senatore repubblicano Lindsey Graham, morto a luglio.
Il Senato aveva già approvato il provvedimento e ora il testo arriva sulla scrivania di Trump, che ha annunciato di volerlo firmare.
È la più significativa iniziativa legislativa contro Mosca approvata dal Congresso da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Il provvedimento prende di mira funzionari russi, banche, i settori dell’energia e della difesa e la cosiddetta «flotta ombra» di petroliere utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali.
Dazi fino al 100% per chi compra energia russa
Ma il punto più pesante è un altro. La legge consegna a Trump il potere di imporre dazi fino al 100% ai principali Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas dalla Russia. Nel mirino ci sono soprattutto Cina e India, tra i maggiori clienti energetici di Mosca.
L’obiettivo è colpire alla fonte le entrate con cui il Cremlino finanzia la guerra in Ucraina. I dazi, però, non scatteranno automaticamente: il provvedimento attribuisce al presidente la facoltà di imporli.
Ed è proprio questo potere ad aver diviso i democratici. Una parte del partito, pur sostenendo nuove sanzioni contro Mosca, ha contestato l’idea di consegnare a Trump un’ulteriore e molto ampia discrezionalità commerciale.
Gregory Meeks, il democratico di più alto rango nella commissione Affari esteri della Camera, ha definito il provvedimento «profondamente carente», sostenendo che il testo conceda alla Casa Bianca troppa libertà nell’imporre nuovi dazi.
La stretta americana arriva così mentre la guerra torna a colpire contemporaneamente città, infrastrutture energetiche e rotte commerciali. Nel Mar Nero muore il capitano di una nave civile, Kiev conta i feriti dell’ennesimo attacco e una raffineria brucia in Russia. A Washington, intanto, Trump si prepara ad avere una nuova arma: colpire Mosca e chi continua a comprare la sua energia.































