15 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Set, 2026

Caso Malagò, la palla passa al Coni. Buonfiglio: “Faremo gli opportuni approfondimenti giuridici” / Video

ROMA (ITALPRESS) – Una norma, due interpretazioni diverse e una questione che richiederà “opportuni approfondimenti giuridici” da parte del Coni. La vicenda del mancato tesseramento del presidente Figc, Giovanni Malagò, è approdata sul tavolo della Giunta Nazionale, riunitasi oggi, nel corso della quale il numero 1 dello sport italiano, Luciano Buonfiglio, ha letto una relazione che ripercorre una vicenda nata dal ricorso di Renato Miele, escluso dalla corsa elettorale della Federcalcio per la mancanza dell’accredito di una componente.

“Devo fare il pubblico ufficiale – ha spiegato Buonfiglio in conferenza stampa -. Per questo motivo il Coni, che è ente pubblico e che deve fare vigilanza sulle federazioni, è tenuto a effettuare opportuni approfondimenti giuridici, sul cui esito conto di dare informazione non appena possibile”. Tutto ruota attorno alla formulazione dell’articolo 29 dello statuto Figc che prevede come requisito per la candidabilità ed eleggibilità l’essere “in regola con il tesseramento”.

Secondo Chinè la norma va letta come vincolante solo per chi è già tesserato. Un’interpretazione che Taucer non condivide. Per il procuratore generale dello sport, qualora la Figc avesse inteso consentire di prescindere dal possesso di questo requisito, avrebbe dovuto prevederlo espressamente, come avviene, ad esempio, per i componenti degli organi di giustizia e per i revisori dei conti.

Taucer – pur ritenendo “irragionevole” la richiesta della Procura Figc – non ha ravvisato la sussistenza di profili disciplinari nei confronti di Malagò (che, non essendo tesserato, non poteva essere destinatario di una sanzione). Quindi ha avocato a sé il procedimento trasmettendo gli atti al Coni. Buonfiglio ha sottolineato che “il procuratore generale ha ribadito che il possesso di un tesseramento valido deve costituire uno dei requisiti di candidabilità o di eleggibilità dei componenti degli organi federali, sia elettivi sia di nomina. Ha inoltre evidenziato che la Figc, pur avendo formalmente recepito i principi fondamentali del Coni, non li ha concretamente applicati al caso in esame, con particolare riferimento alla corretta interpretazione del requisito del tesseramento. Tali principi fondamentali appaiono, pertanto, essere stati violati”.

La palla passa quindi al Coni, che farà le opportune verifiche con tempistiche ancora da definire: “Ci affideremo a dei giuristi riconosciuti del diritto sportivo, è chiaro che la persona e la Federazione meritano rispetto – ha spiegato Buonfiglio -. Non è la fretta ma la certezza del diritto che mi spingerà in questi giorni che mi auguro non siano tanti”.

Nel corso della Giunta, Malagò – presente in qualità di membro Cio – ha replicato formulando le sue osservazioni per poi, all’uscita, ammettere di aver “apprezzato” la relazione di Buonfiglio, pur affermando di aver “aggiunto delle cose che magari mancavano”.

“Quando subisci qualcosa e ti senti a posto personalmente, è chiaro che sei arrabbiato. Ma Malagò non è arrabbiato con me, né io lo sono con lui, perché abbiamo fatto un po’ di storia insieme”, ha affermato Buonfiglio aggiungendo che la vicenda che interessa la Figc è “un’altra goccia che si aggiunge a qualcun’altra. Non fa bene né al calcio né al mondo sportivo”.

Tra dieci giorni l’Italia scenderà in campo contro il Belgio in Nations League. Fuori dal campo c’è un’altra partita da giocare, tutta in mano agli addetti ai lavori del diritto sportivo.

IL VIDEO

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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