14 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Set, 2026

Ucraina, Trump annuncia la tregua sull’energia: «Russia e Kiev non si colpiranno»

Il presidente Usa annuncia lo stop reciproco agli attacchi contro gli obiettivi energetici dopo aver chiesto a Zelensky di non colpire le raffinerie russe. Intanto l’Ue proroga di sette giorni le sanzioni contro Mosca


Donald Trump annuncia una tregua nella guerra dell’energia tra Russia e Ucraina. Secondo il presidente americano, Kiev e Mosca avrebbero accettato di non colpire più le rispettive infrastrutture energetiche, dopo giorni di pressioni della Casa Bianca su Volodymyr Zelensky perché fermasse gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe.

«L’Ucraina ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!», ha scritto Trump su Truth Social. Il presidente americano ha poi collegato direttamente la guerra all’impennata dei prezzi dei carburanti: «L’aumento del prezzo del diesel a livello mondiale è causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall’Iran».

Al momento l’intesa è stata annunciata da Trump e non risultano, nelle informazioni disponibili, conferme separate di Mosca e Kiev sui termini dell’accordo.

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Trump aveva chiesto a Zelensky di fermare i raid

L’annuncio arriva dopo che nel fine settimana Trump aveva attaccato direttamente Zelensky per i raid ucraini contro le infrastrutture russe del diesel, accusandolo di «danneggiare il mondo».

«Zelensky deve fare una cosa: smettere di colpire il diesel in Russia», aveva detto ai giornalisti in Irlanda. «Ne abbiamo parlato con lui. Ci sono molti altri obiettivi. Non colpite il diesel. Sta danneggiando il mondo».

Gli attacchi ucraini hanno danneggiato la capacità di raffinazione della Russia, mentre Mosca ha continuato a sua volta a colpire le infrastrutture energetiche ucraine. A luglio la Russia aveva imposto un divieto alle esportazioni di diesel in risposta ai danni provocati alle raffinerie dai raid di Kiev.

Il diesel sopra i sei dollari al gallone

Dietro le pressioni di Trump c’è anche l’impennata dei prezzi dei carburanti. Negli Stati Uniti il prezzo medio del diesel ha superato la scorsa settimana i 6 dollari al gallone, battendo il precedente record di 5,82 dollari raggiunto nel giugno del 2022, pochi mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

La Russia è normalmente uno dei maggiori esportatori mondiali di diesel, seconda soltanto agli Stati Uniti. Per Trump, dunque, fermare la guerra contro le infrastrutture energetiche significa anche provare a ridurre la pressione sui prezzi internazionali.

La scorsa settimana il presidente americano aveva ammesso che il calo dei prezzi potrebbe non arrivare prima delle elezioni di midterm di novembre. «Penso che ci vorrà un po’ più di tempo delle midterm», aveva detto ai giornalisti durante il viaggio verso Dallas, prevedendo però che «subito dopo le elezioni, i prezzi del petrolio crolleranno».

L’Ue prende tempo sulle sanzioni a Mosca

Intanto l’Unione europea rinvia la decisione sul rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia. Il Coreper ha stabilito una proroga di appena sette giorni, fino alla mezzanotte del 22 settembre, per dare agli Stati membri più tempo per esaminare le proposte sul tavolo. Senza un accordo, rischierebbero di uscire dalla lista nera quasi tremila persone.

«Le consultazioni proseguiranno», ha fatto sapere la presidenza irlandese dell’Ue, sottolineando che il rinnovo delle sanzioni resta «fondamentale» per indebolire la macchina bellica russa e mantenere la pressione sulle persone e sulle entità che la sostengono o ne traggono vantaggio.

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