FI prova ad attenuare la stretta della Lega, FdI vuole irrigidirla ancora. Le opposizioni rilanciano ius scholae e ius soli: sulla cittadinanza la maggioranza parla tre lingue diverse
Il tema della cittadinanza su cui Antonio Tajani insiste da tempo è tornato alla prova del Parlamento. Ma non attraverso lo «Ius Italiae» di Forza Italia: gli azzurri sono intervenuti con due emendamenti sulla proposta della Lega, a prima firma Igor Iezzi, che introduce nuove cause ostative all’acquisto della cittadinanza legate a condanne penali e motivi di sicurezza.
La proposta di Forza Italia resta quella depositata: cittadinanza per chi è nato in Italia o vi è arrivato entro i cinque anni, dopo dieci anni di residenza legale e dieci di scuola, con il superamento dei cicli dell’obbligo.
Nel passaggio parlamentare in Commissione il partito di Tajani ha scelto soprattutto di mettere paletti alla stretta leghista.
I paletti di Forza Italia
Il primo emendamento azzurro limita le preclusioni, per i delitti contro la persona e il patrimonio, a quelli non colposi puniti con una pena massima di almeno tre anni.
Resterebbero fuori quelli colposi e quelli meno gravi. Il secondo cancella l’obbligo di dimostrare una conoscenza dell’italiano di livello B1 per lo straniero nato in Italia e residente senza interruzioni fino alla maggiore età: per FI l’assolvimento dell’obbligo scolastico rende superflua la certificazione. Nessuna correzione, invece, alla parte della proposta leghista che amplia i casi di revoca.
FdI vuole una stretta ancora più dura
La distanza tra Forza Italia e gli alleati si è così allargata. Mentre gli azzurri cercano di attenuare la stretta della Lega, Fratelli d’Italia ha presentato sei emendamenti per irrigidirla: tra i reati che impedirebbero l’acquisto della cittadinanza anche resistenza a pubblico ufficiale, vilipendio delle istituzioni e delle Forze armate, associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di droga. FdI chiede inoltre di ampliare i casi di revoca. In commissione Affari costituzionali sono circa settanta gli emendamenti depositati.
Le opposizioni rilanciano lo ius scholae
Le opposizioni hanno approfittato del confronto per riaprire il capitolo dello ius scholae. Il Movimento 5 Stelle lo ha riproposto con un emendamento e ha attaccato Tajani: per i pentastellati Forza Italia avrebbe usato il tema come «boutade per un paio di estati», salvo poi farlo «evaporare» quando arriva il momento delle decisioni parlamentari.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato un emendamento sullo ius scholae: cittadinanza per il minore straniero nato in Italia, o arrivato prima dei dodici anni, che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni e frequentato la scuola per almeno cinque anni.
Avs ha presentato inoltre una proposta sullo ius soli. Per il capogruppo in commissione Filiberto Zaratti si tratta di «una semplice norma di civiltà».
Tre linee nella maggioranza
Il risultato è un centrodestra che sulla cittadinanza continua a parlare tre lingue diverse. La Lega vuole stringere le maglie, FdI chiede di stringerle ancora, Forza Italia prova a correggere la linea degli alleati senza fare dello Ius Italiae di Tajani un terreno di scontro. La discussione riparte così dalle divisioni della maggioranza e da settanta emendamenti.































