17 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Set, 2026

Strade Sicure, la Polizia non ringrazia

Strade sicure

Salvini vuole portare a 10 mila i militari nelle città, Crosetto chiede nuove regole. L’Anfp avverte il governo: nessuna sovrapposizione tra Forze armate e Forze di polizia


Può anche essere giusto perché necessario rivedere l’organizzazione della Difesa così come propone il governo in funzione della minaccia ormai quotidiana («ma questo riordino non passerà mai perché è una concentrazione di potere mai vista» avvisano fonti del Pd), però attenzione a farsi prendere la mano accecati dal tema sicurezza e difesa.

L’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) mette la firma su una sorta di avviso ai naviganti, ovvero al governo, il cui significato è il seguente: che non venga in mente a nessuno di attribuire compiti di polizia giudiziaria (quelli di Polizia di Stato e Carabinieri) ai militari in servizio nella missione «Strade sicure».

«Non saranno tollerate – avverte Enzo Letizia, segretario della Anfp – modifiche normative che direttamente o indirettamente incidano sull’assetto dell’amministrazione della Pubblica sicurezza sovrapponendo funzioni militari e funzioni di polizia».

Perché sarebbe un pericoloso scivolamento verso la militarizzazione dell’ordine pubblico. Qualcosa di insopportabile in uno stato di diritto, e che nessuno tiri in ballo il buonismo. Il rischio denunciato è che «un intervento alla volta, si costruiscano presupposti normativi, addestrativi e operativi sui quali successivamente innestare nuovi poteri».

Un conto è voler rendere più efficiente Strade Sicure «nell’attuale funzione di concorso, ben altro è attribuire progressivamente alle Forze armate funzioni proprie delle Forze di polizia».

Salvini vuole diecimila militari in strada

Succede che Salvini ha deciso di rispolverare, in vista di Pontida, la proposta di portare dagli attuali 6800 a diecimila i militari italiani impegnati in ordine pubblico nell’ambito di Strade sicure.

Il ministro Crosetto da tempo dibatte sulla natura di quella missione e suggerisce di dare diversi poteri ai militari oppure di ritirarli perché «l’idea di aumentare le mimetiche per ragioni soltanto estetiche non ha alcun senso». Quindi l’aumento dei soldati in strada sarà possibile – ha ripetuto Crosetto anche due giorni fa – «solo con una legge di riordino».

Sulla stessa linea il sottosegretario alla Difesa Perego (Forza Italia) per cui «per passare dai presidi statici a un impiego più dinamico al fianco delle forze dell’ordine è necessario un passaggio normativo» oltre a preparazione e strumenti adeguati.

Il segnale politico è chiaro: la Lega non può tirare dritto su questo punto da sola visto che FdI e Fi sono in sintonia sulla modifica della norma attuale. «Inutile avere migliaia di militari in strada supportati da mezzi blindati e armi di precisione se devono fare solo presenza» è il messaggio esplicito di fonti della Difesa.

LEGGI Tutti gli articoli di Claudia Fusani

I funzionari di polizia: «Dove si vuole arrivare?»

Queste dichiarazioni sono passate abbastanza inascoltate in questi giorni rispetto a un pubblico di non addetti ai lavori.

L’Anfp però ha unito i puntini e il disegno che ne potrebbe venire fuori non piace proprio alle forze di polizia. L’Anfp ha scritto un comunicato che mette in guardia circa nuove e diverse attribuzioni ai militari visto che il governo ha approvato (in agosto) il disegno di legge di riordino della Difesa che è stato incardinato in Commissione Difesa al Senato una settimana fa.

«Il dibattito politico di questi giorni su Strade Sicure – si legge – fa emergere ipotesi che vanno oltre l’incremento del numero dei militari impiegati nelle città e prospettano nuovi poteri e strumenti normativi per renderne più incisiva l’operatività. È necessario allora capire con chiarezza dove si voglia arrivare».

Strade Sicure ha già una precisa cornice normativa, ovvero è una «operazione di concorso delle Forze armate al dispositivo di sicurezza pubblica, sotto l’Autorità di pubblica sicurezza e non in sostituzione delle Forze di polizia». I militari sono posti a disposizione dei Prefetti e, per i servizi di perlustrazione e pattuglia, devono operare «in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia».

«Concorso non significa sostituzione»

I militari di Strade sicure hanno già la qualifica di «agente di pubblica sicurezza» ma hanno un limite insuperabile: sono escluse le funzioni di polizia giudiziaria.

«Nessuna sovrapposizione – avvertono i Funzionari polizia – tra funzioni militari e funzioni di polizia. Concorso non significa sostituzione».

Se servono più pattuglie, maggiore presenza operativa e maggiore capacità investigativa – è l’invito – si assumano più poliziotti, carabinieri e finanzieri, professionalmente formati per svolgere queste funzioni.

Letizia aggiunge: «La sicurezza pubblica è materia troppo delicata per proposte dal sapore elettorale. Il modello civile costruito dalla legge n. 121 del 1981 non può essere modificato un pezzo alla volta».

Gli occhi sul ddl Difesa

La denuncia è chiara, la mobilitazione è forte. Il governo è avvisato e sarebbero già in programma interlocuzioni anche con le opposizioni.

Il timore è che l’aumento e le regole di ingaggio dei militari in Strade sicure non sia solo una proposta dal sapore elettorale ma «un vero e proprio disegno che intende approfittare delle attuali condizioni e dei rapporti di forza all’interno della maggioranza e della rilevanza che oggi hanno i militari per la sicurezza».

Gli occhi ora sono puntati sul ddl Difesa, specie sull’articolo 6 che modifica l’art. 184 del Codice dell’ordinamento militare e parla espressamente di aree nelle quali si svolgono «attività operative, emergenziali o addestrative […] in territorio nazionale e all’estero, con l’impiego di assetti operativi delle Forze armate».

Ma anche sulla legge di bilancio. La missione «Strade sicure» è finanziata e autorizzata fino a tutto il 2027 tramite l’ultima manovra di bilancio.

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