23 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Ago, 2026

Meloni fischiata a Taranto, domani la prova ad Amatrice: l’estate difficile della premier

I fischi ricevuti a Taranto durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo continuano a far discutere e si intrecciano ora con un’altra scelta di agenda della presidente del Consiglio: l’assenza di Giorgia Meloni dalle celebrazioni per l’anniversario del terremoto del Centro Italia, in programma ad Amatrice a dieci anni esatti dal sisma del 24 agosto 2016.

La contestazione allo stadio Iacovone

Venerdì sera, allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto, la cerimonia di apertura della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo si è trasformata in un momento di imbarazzo istituzionale. Quando il presidente del comitato organizzatore, Massimo Ferrarese, ha pronunciato il nome della presidente del Consiglio davanti ai circa ventimila spettatori presenti sugli spalti, dalla tribuna si è levato un lungo boato di fischi e contestazioni, tanto che lo speaker è stato costretto ad alzare il tono della voce per proseguire con le presentazioni istituzionali. Le immagini, trasmesse in diretta dalla Rai, hanno immediatamente fatto il giro dei social e dei media nazionali.

Accoglienza opposta, invece, per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, salutato da un lungo applauso al momento del suo ingresso in tribuna. Al termine della cerimonia Meloni è tornata sull’episodio, collegandolo alla vicenda dell’ex Ilva, definita “una questione complessa che si trascina da decenni“, e assicurando di comprendere “perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso“. La premier ha anche annunciato che il confronto con le associazioni di categoria sul futuro dell’acciaieria, chiesto in occasione dell’evento sportivo, è stato rinviato a settembre.

Le reazioni politiche

L’episodio ha immediatamente acceso il dibattito politico. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha commentato i fischi parlando di un “Paese allo stremo“, collegando la contestazione al malessere sociale legato alla vicenda dell’ex Ilva e alle difficoltà economiche del territorio. Di segno opposto la reazione di alcuni amministratori locali di centrodestra: la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone ha definito la contestazione “un gesto di ingratitudine“, ricordando gli investimenti del governo per la realizzazione dei Giochi, mentre alcune associazioni imprenditoriali legate all’indotto dell’ex Ilva hanno parlato di un “profondo rammarico” per un episodio che, a loro dire, ha rischiato di offuscare una serata pensata come vetrina internazionale per la città pugliese.

Amatrice, la tappa che salta

I fischi di Taranto arrivano peraltro alla vigilia di un altro appuntamento particolarmente sensibile per il governo: il decennale del terremoto che il 24 agosto 2016 devastò il Centro Italia, causando quasi trecento vittime tra Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e le altre località del cratere sismico. Dopo un’iniziale incertezza Palazzo Chigi ha confermato la partecipazione della premier alle celebrazioni che segneranno la commemorazione del sisma ad Amatrice, Paese simbolo del terremoto del 2016.

Negli anni scorsi Meloni aveva più volte affidato a lettere e dichiarazioni pubbliche il ricordo del sisma, sottolineando l’impegno del governo sul fronte della ricostruzione, con miliardi di euro stanziati per la riedificazione di case, edifici pubblici e attività produttive. Rivelando però anche grandi limiti: a dieci anni dal terremoto (di cui quasi cinque trascorsi con Meloni a capo del governo), circa due opere su tre previste dal piano per la ricostruzione non hanno visto nemmeno aperto il primo cantiere lasciando una zona già provata dalla catastrofe esposta dallo spopolamento e alla depressione sociale.

Un’estate complicata per Palazzo Chigi

I fischi di Taranto si inseriscono in un contesto più ampio di difficoltà per l’esecutivo. I sondaggi degli ultimi mesi mostrano un progressivo calo dei consensi per Fratelli d’Italia, sceso sotto la soglia del 27 per cento, mentre la coalizione di centrodestra nel suo complesso fatica a mantenere il vantaggio storico sul cosiddetto campo largo delle opposizioni. A questo si aggiunge la crescita di Futuro Nazionale, il partito guidato dall’ex generale Roberto Vannacci, che sta progressivamente erodendo il consenso della Lega all’interno della stessa maggioranza.

Anche il prossimo appuntamento pubblico della premier, la kermesse organizzata a Bari il 4 settembre per celebrare il record di permanenza a Palazzo Chigi, viene ora osservato con maggiore attenzione dagli stessi ambienti di governo, che temono il ripetersi di scene simili a quelle andate in scena a Taranto. Un’eventualità che, secondo alcuni osservatori, testimonierebbe come il clima di contestazione registrato in Puglia non sia un episodio isolato, ma il sintomo di un malessere sociale più diffuso che la premier dovrà affrontare nella fase più delicata della legislatura, quella che porterà alle prossime elezioni politiche.

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