17 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

17 Ago, 2026

Netanyahu mette Mamdani tra i “nemici” di Israele: «Non lasciate che vincano»

Il manifesto di Netanyahu

Il sindaco di New York compare nel manifesto elettorale del Likud accanto a Erdoğan, al leader iraniano Mojtaba e al capo di Hezbollah Naim Qassem. Sullo sfondo, le primarie del partito e il voto israeliano del 27 ottobre


Benjamin Netanyahu porta la campagna elettorale israeliana anche oltre i confini del Paese e inserisce Zohran Mamdani, sindaco di New York, tra i volti indicati come avversari di Israele.

In un manifesto elettorale diffuso sui social dal premier e dal Likud, Mamdani compare insieme al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, al leader iraniano Mojtaba e al capo di Hezbollah Naim Qassem. Lo slogan scelto è diretto: «Vogliono che Netanyahu perda. Non lasciate che vincano».

Mamdani nel mirino

La presenza del sindaco di New York nel manifesto è il dato politicamente più sorprendente. Mamdani viene infatti accostato a figure che, nella narrativa elettorale del Likud, rappresentano minacce esterne o avversari dichiarati dello Stato ebraico.

Netanyahu ha rilanciato personalmente l’immagine su X, trasformandola in uno dei messaggi della campagna in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre. Il rapporto con Mamdani è da tempo teso. Il sindaco di New York ha assunto posizioni fortemente critiche nei confronti del governo israeliano e della condotta della guerra, diventando uno dei riferimenti più visibili dell’ala progressista americana sul dossier mediorientale.

Il voto per le primarie del Likud

Intanto sono aperti i seggi per le primarie del Likud. Circa 140mila iscritti sono chiamati a scegliere i candidati che comporranno la lista del partito per le prossime elezioni. Il voto si concluderà in serata e i risultati sono attesi durante la notte.

Per Netanyahu il passaggio è delicato. I sondaggi citati dalla stampa israeliana assegnano al Likud tra 22 e 24 seggi, in netto calo rispetto agli attuali 32.

La campagna contro i “nemici esterni”

Il manifesto prova così a riportare al centro della campagna uno dei terreni tradizionalmente più favorevoli a Netanyahu: la sicurezza e la rappresentazione di Israele come Paese circondato da avversari.

Accanto a Erdoğan, al vertice iraniano e al leader di Hezbollah, la scelta di inserire anche Mamdani allarga però il messaggio fino alla politica americana. La linea è chiara: trasformare il voto di ottobre in uno scontro non soltanto tra partiti israeliani, ma tra Netanyahu e tutti coloro che, secondo il Likud, lavorerebbero per la sua sconfitta.

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