Oltre mille cittadini assistiti, centinaia di famiglie sfollate e nuove scosse ancora possibili. I comitati contestano Musumeci e chiedono un cambio di passo immediato, mentre governo e Regione discutono risorse e nuovi poteri per il commissariato
Le parole non bastano più e la fiducia verso le istituzioni è ai minimi storici. Oggi i comitati civici dei Campi Flegrei torneranno a protestare e si dicono pronti a «bloccare tutto» per ottenere risposte concrete alla grave crisi che ha colpito il territorio della Solfatara.
La fotografia dell’emergenza
Una crisi che sintetizza bene il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, che ha parlato di una situazione gravissima, «con oltre mille cittadini fuori dalle proprie case, centinaia di famiglie costrette a ricominciare da zero da un giorno all’altro, 66 gli edifici interessati da ordinanze, diffide o altri provvedimenti di sgombero, 333 i nuclei familiari già destinatari di ordinanze, 1.095 le persone complessivamente assistite, 74 quelle ospitate presso strutture alberghiere e 508 le richieste di Contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), relative complessivamente a 1.384 persone».
La paura di nuove scosse
E la paura di nuove scosse non fa che aumentare la tensione. «Gli esperti dell’Ingv – ha ricordato il primo cittadino – continuano a spiegare che il fenomeno bradisismico è in corso e che ulteriori eventi sismici sono possibili».
Da due anni si attendono risposte concrete al tessuto economico e produttivo, ai trasporti pubblici, alle infrastrutture. «Saranno convocate delle cabine di regia in cui, come popolazione flegrea, saremo presenti per continuare a lottare su questi temi».
Ma, avvertono i comitati, «serve un cambio di passo immediato. Le parole di Musumeci, che continua a porre la responsabilità individuale di chi “vive nei Campi Flegrei”, o dei senatori Rastrelli e Cosenza che invece di agire da rappresentanti del partito di governo pensano a puntare il dito contro chi oggi manifesta per la propria vita, sono assolutamente inaccettabili».
Le parole di Musumeci
E il ministro, ieri, durante l’informativa al Senato, poi ribadita alla Camera, è stato netto. «Parlare di sicurezza su un vulcano attivo è da sprovveduti. Possiamo solo lavorare per ridurre l’esposizione al rischio, ma nessuno è in condizione di conoscere quale possa essere la reazione del vulcano oggi, tra 50 o 100 anni».
Musumeci ha richiamato anche la natura del fenomeno bradisismico, definendolo «subdolo e insidioso», «capace di presentarsi con insolita frequenza nello spazio di due o tre anni e poi sparire per decenni, quasi per farsi dimenticare». Il sisma del 31 luglio, ha spiegato, «potrebbe non presentarsi più per i prossimi cento anni, ma potrebbe replicarsi nello spazio di breve tempo e non sappiamo con quale potenza».
Gli interventi e le risorse
Il ministro ha poi affrontato il tema della permanenza della popolazione nell’area flegrea. La volontà di continuare a vivere su un territorio abitato da secoli non può tradursi in una «sottovalutazione del rischio».
«Ai 100 milioni per gli edifici residenziali inagibili – ha poi assicurato – si aggiunge un programma da 55,6 milioni per le strutture pubbliche, mentre la dotazione finanziaria ha superato gli 800 milioni di euro».
La Regione: no allo stato di emergenza
Al momento, la Regione non ha chiesto lo stato di emergenza. Esiste però, dal 2024, un Commissariato ad hoc al quale, di recente, il governo ha ampliato i poteri.
Al termine del vertice di ieri, in Prefettura, il governatore Roberto Fico, rispondendo alla domanda sulla mancata richiesta dello stato di emergenza, ha detto: «Credo che il lavoro coordinato di tutti possa portare a degli avanzamenti davvero importanti, come il vertice che si è appena concluso in Prefettura e che ha visto impegnati tutti i gradi istituzionali coinvolti».
Poi si è soffermato sul tema interventi. «Per i costoni pensiamo a una procedura unica, sia a mare che a terra, con la Regione e il Commissariato Campi Flegrei lavoriamo su un progetto già definitivo da portare avanti. Con il ministro Musumeci – ha concluso – ragioniamo su una procedura unica per estendere i poteri del Commissariato».
Dal vertice in Prefettura anche la proposta di accelerare i tempi per un emendamento al decreto-legge sui Campi Flegrei del 4 agosto, in una posizione unitaria che raccolga e raccordi le esigenze dei territori interessati.































