Ottantanove edifici sgomberati, 525 abitazioni evacuate e centinaia di controlli ancora da completare. Il ministro dell’Interno apre a nuovi fondi. Ma è scontro politico sugli aiuti e sulla gestione dell’emergenza
A quattro giorni dalla scossa di magnitudo 4.7 che ha colpito i Campi Flegrei, il governo prova a rassicurare un territorio che continua a convivere con paura e disagi.
Nel vertice convocato oggi in Prefettura a Napoli con i sindaci dell’area flegrea, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato che i 100 milioni di euro stanziati rappresentano «una dotazione importante». Assicurando che, qualora fosse necessario, «non ci tireremo indietro» nel reperire ulteriori risorse.
Al termine del vertice erano presenti il prefetto Michele di Bari, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, i primi cittadini di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida e il vescovo di Pozzuoli, Carlo Villano.
Quattro giorni dopo il terremoto
Il ministro ha ribadito che lo Stato ha già messo in campo procedure accelerate per le verifiche di agibilità e ha ringraziato i vigili del fuoco per i controlli svolti «in tempi quasi da record». Un messaggio rivolto soprattutto ai cittadini, che – ha sottolineato – chiedono prima di tutto «di poter restare nelle proprie case, ma in sicurezza».
E sull’ipotesi della messa in sicurezza dell’intera area interessata si è presa in considerazione la possibilità di trovare una formula stabile.
«È un ragionamento che abbiamo fatto anche con il presidente Fico – ha detto il ministro – cioè di arrivare a una caratterizzazione di tutta l’area dal punto di vista di un intervento che possa avere una qualche stabilità maggiore nella proiezione futura. Anche questo – ha aggiunto Piantedosi – è molto complicato. C’è bisogno che siano d’accordo i privati allorquando questo deve riguardare immobili che nell’immediatezza non presentano caratteristiche di intervento. Però abbiamo discusso anche di questo. Il premier Meloni segue in prima persona la situazione», ha concluso.
Oltre 800 sfollati e centinaia di controlli da fare
Sul territorio, intanto, l’emergenza è tutt’altro che chiusa. L’ultimo bollettino dei vigili del fuoco fotografa una situazione ancora pesante: 89 edifici sgomberati, per un totale di 525 abitazioni evacuate. Sono 382 le verifiche eseguite sugli edifici a rischio, mentre ne restano 767 in attesa di sopralluogo. Oltre 800 persone risultano attualmente sfollate. Pozzuoli, inoltre, resta stretta nella morsa della crisi idrica. Un quadro che racconta una normalità ancora lontana.
Lo scontro politico sugli aiuti
Sul fronte politico, intanto, esplode la polemica. A scatenarla sono state le parole del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, che in Senato ha aperto a un confronto con Regione e Comuni sull’eventuale accesso ai benefici anche per alcune tipologie di immobili con difformità edilizie, distinguendo tra fabbricati totalmente abusivi e irregolarità minori.
Un’apertura che il Pd ha duramente contestato. Il deputato Marco Sarracino ha definito Musumeci «inadeguato», accusando il governo di non aver dato risposte concrete agli sfollati, alle imprese e ai cittadini ancora senza servizi essenziali. Per i dem il decreto dovrà essere corretto durante l’iter parlamentare con nuove risorse per famiglie, attività economiche e messa in sicurezza del patrimonio edilizio.
Dal centrodestra sono invece partite dure critiche alla Regione Campania. Il vicesegretario regionale di Forza Italia Gianfranco Librandi ha bollato come «insufficiente» la risposta di Palazzo Santa Lucia, sostenendo che «non basta un Iban» per affrontare una crisi di queste dimensioni. Secondo l’esponente azzurro, il milione di euro stanziato dalla Regione è del tutto inadeguato rispetto all’emergenza e non può sostituire un piano straordinario di sostegno a famiglie, imprese e Comuni.
«I cittadini non chiedono gesti simbolici, ma interventi concreti, tempi certi e risorse all’altezza della situazione».

































