l presidente ucraino incontra Trump per rilanciare i negoziati e ottenere nuove armi. Intanto cambia il clima politico a Washington: dopo la morte di Lindsey Graham e la svolta di Laura Loomer, una parte dell’universo Maga prende le distanze dalla narrativa filorussa
Volodymyr Zelensky arriva oggi martedì 28, alla Casa Bianca con un obiettivo preciso: riaprire i negoziati sulla guerra in Ucraina e ottenere dagli Stati Uniti nuove armi, soprattutto sistemi di difesa aerea. Ma l’incontro con Donald Trump è anche qualcosa di più.
La dimostrazione, che dopo mesi di scontri, diffidenze e umiliazioni pubbliche, il rapporto tra i due leader è entrato in una fase nuova. «Ora vedo una chimica migliore tra loro», osserva Volodymyr Dubovyk, direttore del Centro per gli studi internazionali dell’Università di Odessa. «Forse Zelensky ha capito un po’ meglio Trump. E forse Trump ha capito un po’ meglio Zelensky».
Il presidente ucraino arriva a Washington in un momento delicato anche sul fronte interno, dopo aver rimosso sia il ministro della Difesa sia il comandante in capo dell’esercito. Trump, a sua volta, ha bisogno di un risultato internazionale mentre la tregua nella guerra tra Stati Uniti e Iran è attaccata al filo di un drone e la sua amministrazione attraversa una fase difficile sul piano interno.
La visita alla Casa Bianca
Zelensky dovrebbe chiedere a Trump di rilanciare i colloqui di pace con la Russia e di aumentare il sostegno militare americano. Al centro dell’incontro ci sarà soprattutto la difesa dei cieli ucraini, sottoposti a una delle campagne russe più intense dall’inizio della guerra.
Solo nel mese di luglio, secondo i dati raccolti sulla base delle comunicazioni dell’Aeronautica ucraina, Mosca ha lanciato 117 missili balistici contro le città ucraine, quasi un record mensile.
Kiev chiede da tempo nuovi intercettori Patriot, l’unico sistema in possesso dell’Ucraina capace di abbattere i missili balistici russi. Trump ha recentemente autorizzato l’Ucraina a produrli, ma per portare la produzione a pieno regime serviranno anni.
Tra i temi del colloquio potrebbe esserci anche una tregua sugli attacchi aerei a lungo raggio condotti da entrambe le parti. Una prospettiva che arriva proprio mentre l’Ucraina intensifica le incursioni con i droni contro il territorio russo e le infrastrutture della Crimea occupata.
Mosca sotto l’attacco dei droni prima dell’incontro
Zelensky arriva a Washington all’indomani di uno dei più vasti attacchi ucraini contro la regione di Mosca. Secondo il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, oltre 390 droni si sono diretti verso l’area metropolitana e la maggior parte è stata intercettata prima di raggiungere la città. Ottantuno velivoli sarebbero stati abbattuti mentre si avvicinavano a Mosca.
Le autorità russe hanno riferito danni a un edificio e ad alcune abitazioni, senza segnalare vittime. Secondo i media ucraini, è stato colpito anche un centro logistico di Wildberries, il gigante russo del commercio online già preso di mira nei giorni precedenti.
L’offensiva rafforza l’immagine che Kiev vuole portare alla Casa Bianca: quella di un Paese ancora in difficoltà nella guerra aerea, ma capace di colpire in profondità il territorio russo grazie ai propri droni. È anche questa capacità, secondo gli analisti, ad aver migliorato la posizione di Zelensky agli occhi di Trump, tradizionalmente sensibile alle dimostrazioni di forza.
Dal disastro nello Studio Ovale all’intesa
Il rapporto tra Trump e Zelensky è stato a lungo difficile. Il loro primo incontro alla Casa Bianca dopo il ritorno di Trump alla presidenza si era trasformato in un disastro diplomatico, con il presidente ucraino invitato a lasciare l’edificio. e JD Vance che incalzava con i suoi: «Non hai detto mai grazie, non hai detto mai grazie».
Da allora, l’amministrazione americana ha spesso assunto posizioni più vicine a Mosca nei negoziati, sostenendo che Zelensky non avesse «le carte» per vincere. Washington ha inoltre tagliato quasi tutti gli aiuti militari diretti all’Ucraina.
Zelensky ha lavorato a lungo per ricucire il rapporto. Ha moderato i toni, moltiplicato gli incontri e cercato di adattare la propria strategia politica al linguaggio di Trump.
Poi c’è stato l’incontro in Vaticano. La svolta. Uno di fronte all’altro seduti su due sedie, 15 minuti di colloquio poco prima dell’inizio dei funerali di papa Francesco.

Nel frattempo, l’Ucraina ha resistito meglio del previsto, soprattutto grazie allo sviluppo dei droni. Kiev ha cominciato a proiettare proprio quel tipo di forza militare che Trump tende a rispettare.
Anche gli Stati Uniti hanno iniziato a guardare con maggiore interesse all’esperienza ucraina, chiedendo assistenza sui droni e sui sistemi di intercettazione, in particolare nel conflitto con l’Iran.
Trump cerca un successo, Zelensky nuove armi
Secondo gli analisti, i due presidenti potrebbero ora avere bisogno l’uno dell’altro. Trump cerca una vittoria diplomatica mentre il cessate il fuoco con l’Iran appare ancora incerto. Zelensky, invece, ha bisogno di riaprire il canale americano e di ottenere armi indispensabili per proteggere il Paese.
Insomma Trump punta a risolvere almeno la guerra in Ucraina visto che sull’Iran non riesce.
Il funerale di Lindsey Graham
Durante il viaggio negli Stati Uniti Zelensky parteciperà anche al funerale del senatore repubblicano Lindsey Graham, morto improvvisamente l’11 luglio poche ore dopo essere rientrato da una visita in Ucraina.
Graham era probabilmente il più importante alleato di Kiev all’interno del mondo trumpiano, dominato spesso da figure che hanno ripreso le posizioni e gli argomenti del Cremlino.
La sua morte potrebbe avere conseguenze inattese. Secondo alcuni osservatori, potrebbe spingere Trump ad assumere un atteggiamento più favorevole verso l’Ucraina, anche per raccogliere l’eredità politica del senatore.
La svolta nel mondo Maga
Il cambiamento non riguarda soltanto Trump. Una parte del movimento Maga sembra aver cominciato a rivedere le proprie posizioni sulla guerra.
Il caso più evidente è quello di Laura Loomer, attivista di destra molto vicina al presidente. Per anni Loomer ha criticato gli aiuti all’Ucraina e ripetuto argomenti favorevoli alla Russia. Ora sostiene di aver cambiato idea.
Secondo Loomer, una parte della destra americana, da lei definita «woke right», avrebbe assorbito la propaganda russa e finito per danneggiare la sicurezza nazionale americana. Tra le figure da lei criticate c’è anche Tucker Carlson.
La scorsa settimana Loomer ha compiuto una visita a sorpresa in Ucraina, raggiungendo Kiev dopo un viaggio di circa 35 ore. Ha intervistato Zelensky nel giardino vicino alla residenza presidenziale e ha detto di sentire «un obbligo morale» di correggere le proprie precedenti posizioni. Durante il viaggio ha chiamato Trump due volte. Il presidente le avrebbe detto: «Salutami Zelensky».
Dopo la pubblicazione di un’anteprima dell’intervista, Trump l’ha rilanciata sul proprio social con un commento entusiasta: «Molto bene!!!».
«Putin è il problema»
Loomer sostiene che Trump continui ad apprezzare sia Zelensky sia Vladimir Putin, ma che abbia ormai compreso dove si trovi il vero ostacolo alla pace. «Trump si rende conto che Putin è il problema», ha detto. «Credo davvero che l’Ucraina, con il tempo, possa diventare uno dei nostri più grandi alleati». È un’affermazione impensabile fino a pochi mesi fa all’interno dell’universo Maga.
Zelensky arriva dunque alla Casa Bianca in condizioni diverse rispetto al passato. Non più soltanto come il leader dipendente dagli aiuti americani, ma come il presidente di un Paese che ha dimostrato di saper colpire la Russia, sviluppare nuove tecnologie militari e offrire agli stessi Stati Uniti competenze preziose.
Il programma della Casa Bianca
- 9:30 (Washington) – incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale.
- 11:00 – incontro tra Trump e Benjamin Netanyahu.
- 14:00 – Trump, Zelensky e Netanyahu partecipano al funerale del senatore Lindsey Graham alla National Cathedral.
































