22 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Lug, 2026

Zelensky ascolta la piazza: rimosso il comandante in capo Syrskyi dopo le proteste

Zelensky e i generali

Dopo giorni di manifestazioni e di tensioni ai vertici delle Forze armate, il presidente ucraino cambia rotta: rimosso Oleksandr Syrskyi, al suo posto arriva Mykhailo Drapatyi, sostenitore della linea dell’ex ministro della Difesa Fedorov


Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha destituito il comandante in capo delle Forze armate, Oleksandr Syrskyi, cedendo alle crescenti pressioni dell’opinione pubblica. E anche ai timori di una frattura sempre più profonda all’interno del Paese dopo quasi cinque anni di guerra con la Russia.

La decisione rappresenta una netta inversione di rotta rispetto a pochi giorni fa, quando Zelensky aveva difeso Syrskyi scegliendo invece di licenziare il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Il generale entrato in aperto conflitto sulla strategia militare.

Al posto di Syrskyi è stato nominato il generale Mykhailo Drapatyi, comandante delle Forze congiunte, figura molto apprezzata sia dai militari sia dai riformatori dell’esercito. La sua nomina viene interpretata come un segnale di apertura verso le richieste dei manifestanti, dopo che lo stesso Drapatyi aveva pubblicamente sostenuto Fedorov nello scontro con il comandante uscente.

La piazza spinge Zelensky al cambio di rotta

Negli ultimi giorni migliaia di persone erano scese in piazza chiedendo a Zelensky di cambiare linea e rilanciare la visione del giovane ministro della Difesa, che aveva puntato su una trasformazione dell’esercito fondata sull’impiego sempre più massiccio di droni, robot e tecnologie avanzate.

A 35 anni, Fedorov è diventato per molti ucraini, soprattutto tra i più giovani, il simbolo di un modo diverso di combattere la guerra. Capace di ridurre le perdite umane grazie all’innovazione.

Drapatyi, 43 anni, appartiene alla nuova generazione di ufficiali cresciuta durante il conflitto. Dall’invasione russa del 2022 si è costruito la reputazione di comandante operativo, favorevole all’innovazione tattica, all’integrazione dei droni sul campo di battaglia e a una maggiore responsabilità diretta dei comandanti.

Drapatyi è considerato una delle figure più stimate sia tra i soldati sia tra chi spinge per la modernizzazione delle Forze armate.

In un messaggio diffuso dopo la nomina, Fedorov ha definito l’arrivo di Drapatyi «una boccata d’aria fresca e una nuova fonte di speranza», aggiungendo che «la voce del cambiamento non può più essere ignorata».

Lo scontro tra Fedorov e Syrskyi

Il licenziamento di Fedorov, avvenuto appena una settimana fa dopo soli sei mesi alla guida del ministero della Difesa, aveva sorpreso molti osservatori. Arrivava in una fase in cui l’Ucraina sembrava aver riconquistato l’iniziativa sul campo grazie soprattutto all’impiego sempre più efficace di droni a medio e lungo raggio contro obiettivi militari in Russia e in Crimea.

Lo stesso Zelensky aveva spiegato di essersi trovato costretto a scegliere tra Fedorov e Syrskyi, sostenendo che il contrasto tra i due schieramenti fosse ormai diventato insanabile.

Con il passare dei giorni, però, è apparso evidente che lo scontro andava ben oltre un conflitto personale. Per una parte crescente della società ucraina Fedorov rappresentava la possibilità di una guerra combattuta con tecnologie avanzate e minori perdite umane. Syrskyi, invece, era diventato il simbolo della strategia di logoramento e dei costi umani sempre più pesanti del conflitto. Syrskyi sosteneva che con l’inverno che si avvicina, i droni diventano meno utili delle trincee.

Il generale della difesa di Kiev e di Bakhmut

Syrskyi, 60 anni, è stato uno dei protagonisti della difesa di Kiev nelle prime settimane dell’invasione russa e della controffensiva nella regione di Kharkiv nel settembre 2022. Nel febbraio 2024 era stato nominato comandante in capo delle Forze armate.

Formatosi nel sistema militare sovietico, Syrskyi è stato spesso criticato per uno stile di comando considerato rigido e poco incline all’innovazione.

Durante la lunga battaglia di Bakhmut del 2023 si era guadagnato il soprannome di «macellaio» per la presunta disponibilità ad accettare perdite molto elevate in cambio di limitati vantaggi tattici. Un’accusa che ha sempre respinto sostenendo di aver avuto come priorità la tutela della vita dei soldati.

Nel comunicare la sua rimozione, Zelensky ha comunque ringraziato il generale per il lavoro svolto, affermando che «ha ottenuto risultati» e che «ogni soldato merita di essere trattato con dignità».

Le accuse contro il vertice militare

Le critiche nei suoi confronti sono esplose subito dopo il licenziamento di Fedorov. Veterani, analisti e militari in servizio lo hanno accusato di aver rallentato l’adattamento dell’esercito a un campo di battaglia in rapida evoluzione. Nelle manifestazioni sono comparsi cartelli con slogan come: «Fedorov è innovazione, i vecchi generali sono degenerazione».

Fedorov aveva inoltre denunciato la resistenza dell’apparato militare alle riforme sugli appalti della difesa, pensate per aumentare la concorrenza e ridurre i legami tra lo Stato maggiore e alcuni produttori di armamenti politicamente influenti. Aveva accusato Syrskyi di lavorare dietro le quinte per conservare il proprio potere e di aver «imparato a dividere il Paese invece di sconfiggere la Russia».

La crisi è diventata pubblica quando anche Drapatyi ha preso posizione a favore del ministro, scrivendo che «il silenzio non protegge l’esercito, permette solo agli errori di accumularsi». Poco dopo anche il colonnello Pavlo Yelizarov, vicecomandante dell’Aeronautica, ha rassegnato le dimissioni definendo la rimozione di Fedorov «un duro colpo per la difesa del Paese».

Il tentativo di ricucire la frattura

Di fronte al crescente malcontento, Zelensky ha convocato diversi comandanti di brigata per ascoltare le loro preoccupazioni, mentre il suo ufficio cercava di rassicurare sia l’opinione pubblica interna sia gli alleati occidentali.

«La situazione viene affrontata in modo professionale, costruttivo e nell’interesse dello Stato», ha dichiarato Kyrylo Budanov, ex capo dell’intelligence e oggi responsabile dell’ufficio presidenziale.

«Il nemico osserva attentamente ogni nostro dissenso interno e aspetta che iniziamo a combattere tra di noi. Ai nostri nemici dico chiaramente: non vedrete mai quel giorno».

Negli ultimi giorni Zelensky ha anche cercato di ricucire i rapporti con Fedorov. Dopo un incontro con il presidente, l’ex ministro ha riferito che è iniziato un confronto costruttivo sulle questioni che aveva sollevato, assicurando che «ci saranno sicuramente dei cambiamenti».

Le proteste come freno al potere

In Ucraina, dove lo stato di guerra rende impossibile lo svolgimento di elezioni, le manifestazioni sono diventate uno dei principali strumenti con cui la società civile esercita pressione sul potere politico. Era già accaduto lo scorso anno, quando decine di migliaia di persone erano scese in piazza contro il tentativo di ridimensionare le agenzie anticorruzione, costringendo il governo a fare marcia indietro.

Anche le proteste seguite al licenziamento di Fedorov hanno messo in luce tensioni che covavano da tempo all’interno delle Forze armate. Molti soldati hanno avvertito che lo scontro tra i vertici rischiava di compromettere la coesione dell’esercito e aggravare la già difficile crisi di personale, alimentando sfiducia e diserzioni.

L’ultimo messaggio di Syrskyi

Fino all’ultimo Syrskyi ha mantenuto un profilo molto basso, limitandosi a pubblicare immagini delle visite al fronte. Solo lunedì ha risposto alle polemiche con un lungo intervento sul sito Militarnyi, definendo «mitologica» la narrazione del conflitto con Fedorov.

«L’Ucraina è più grande di Fedorov, Syrskyi e di ciascuno di noi», ha detto. «L’Ucraina resisterà non perché esistono persone insostituibili, ma perché ha un esercito, istituzioni e milioni di cittadini che fanno il proprio dovere. Ridurre questa guerra allo scontro tra due uomini è il più grande favore che possiamo fare al nemico».

L’annuncio su X di Zelensky

«Ho deciso che Mykhailo Drapatyi diventerà il nuovo comandante in capo delle Forze armate dell’Ucraina», scrive Zelensky su X. «Insieme a Mykhailo, Yevhenii Khmara e Pavlo Palisa abbiamo definito come dovrà essere riorganizzato lo Stato maggiore delle Forze armate dell’Ucraina».

«È un dato di fatto che Oleksandr Syrskyi abbia ottenuto risultati per l’Ucraina nella difesa di Kiev, nella controffensiva di Kharkiv e nell’operazione di Kursk. Abbiamo fatto molta strada, la difesa dell’Ucraina continua e ogni soldato deve essere trattato con dignità. Sono grato a Oleksandr Syrskyi e a ciascuno dei nostri militari per le solide posizioni dell’Ucraina al fronte».

«Sono grato a Mykhailo Drapatyi per aver condiviso questa visione. Oggi io, Oleksandr Syrskyi e Andrii Hnatov abbiamo discusso le future modalità del servizio e il corretto passaggio di consegne. Tutti noi vogliamo la stessa cosa: sconfiggere il nemico e creare le condizioni – sulla linea del fronte e attraverso la pressione sulla Russia – che ci consentano di costringere la Russia alla pace».

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