27 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

27 Lug, 2026

Iran, il Pentagono cambia il conteggio dei caduti: perché è difficile ricostruire il bilancio

Dopo le critiche per il numero delle vittime, il Dipartimento della Guerra modifica il sistema di pubblicazione delle perdite: i dati vengono separati in due pagine, i feriti salgono a 624 dall’inizio del conflitto e i caduti tornano a 18


Il Pentagono ha modificato il modo in cui rende pubblici i dati sui morti e sui feriti della guerra con l’Iran. Lo fa proprio mentre aumentano le critiche per avere sottostimato il bilancio delle vittime americane.

Il nuovo sistema, annunciato domenica insieme all’aggiornamento del numero dei militari feriti, divide ora le perdite in due pagine web distinte, rendendo più complessa la ricostruzione del costo umano complessivo del conflitto.

La scelta arriva dopo giorni di contestazioni da parte di parlamentari, veterani e familiari dei militari, che avevano accusato il Dipartimento della Guerra di avere fornito dati incompleti sugli attacchi iraniani contro le basi americane.

Due pagine per lo stesso conflitto

Con il nuovo metodo adottato dal Defense Casualty Analysis System, le perdite registrate dal 7 luglio – data in cui il cessate il fuoco ha iniziato a sgretolarsi e i combattimenti sono ripresi con maggiore intensità – non compaiono più nella stessa pagina dedicata alla guerra in Iran.

Sono state invece trasferite in una nuova sezione, denominata genericamente «Overseas operations casualties», separata dal resto delle statistiche. Per conoscere il bilancio complessivo della guerra è quindi necessario sommare i dati pubblicati su due pagine diverse. Una modifica che il New York Times definisce insolita e che ha alimentato nuove polemiche sulla trasparenza dell’amministrazione americana.

Tornano i quattro soldati scomparsi dal conteggio

Con il nuovo sistema il Pentagono ha reinserito nel conteggio anche i quattro militari morti lo scorso fine settimana che nei giorni precedenti erano scomparsi dalle statistiche ufficiali.

I quattro decessi ricompaiono però nella nuova categoria dedicata alle «operazioni oltremare», senza una spiegazione pubblica sulle ragioni della riclassificazione. Contestualmente è stato aggiornato anche il numero dei feriti.

I militari feriti dal 7 luglio salgono ora a 207, cioè 142 in più rispetto ai dati precedentemente diffusi dal Pentagono. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, il totale dei feriti raggiunge così 624, mentre i militari uccisi risultano complessivamente 18.

Le contraddizioni del Pentagono

Solo pochi giorni fa il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, aveva sostenuto che i militari feriti dopo il 7 luglio fossero meno di cento. Nello stesso periodo il Dipartimento della Difesa non aveva reso pubblici gli effetti di diversi attacchi iraniani contro basi americane nella regione.

Di fronte alle accuse di avere nascosto informazioni, Parnell aveva respinto ogni contestazione definendola «una fabbricazione» volta ad alimentare l’allarme nell’opinione pubblica dopo la morte di tre soldati americani. Interpellato domenica sulle nuove cifre e sul nuovo sistema di pubblicazione dei dati, un portavoce del Pentagono ha rinviato ogni commento alla Casa Bianca, che non ha risposto alle domande.

Le polemiche sul bilancio delle vittime

La modifica arriva dopo un’altra controversia emersa la scorsa settimana.

Il New York Times aveva rivelato che il Pentagono aveva ridotto da 18 a 14 il numero ufficiale dei militari uccisi nella guerra con l’Iran. Secondo funzionari militari ascoltati dal quotidiano, i quattro soldati morti in Giordania e Iraq erano stati esclusi dal conteggio perché deceduti dopo il cessate il fuoco raggiunto tra Washington e Teheran.

Giovedì il portavoce ad interim Joel Valdez aveva attribuito quella variazione a «temporanee anomalie nei dati» del sito del Pentagono, assicurando che sarebbero state corrette rapidamente. Domenica, invece, i quattro militari sono tornati nelle statistiche, ma in una categoria separata.

La richiesta dei senatori democratici

Le nuove modalità di pubblicazione hanno spinto un gruppo di senatori democratici a chiedere al segretario alla Difesa Pete Hegseth una rendicontazione completa delle perdite. In una lettera inviata giovedì, i parlamentari sostengono che cittadini, Congresso, militari e loro famiglie «hanno diritto a una rendicontazione completa e accurata del costo umano della guerra».

Secondo i senatori, le informazioni diffuse finora dal Pentagono indicano che il Dipartimento della Difesa «non ha garantito una comunicazione tempestiva e completa delle vittime per tutta la durata del conflitto».

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