21 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Lug, 2026

Fakir morto durante il fermo a Bologna, l’ultimo video: «Aiuto, basta»

Il momento dell'arresto

Abderrahim Fakir è morto durante un fermo di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna. Un video riprende gli ultimi istanti dell’intervento, mentre la Procura ha acquisito le bodycam degli agenti per ricostruire l’accaduto


Le immagini registrate dalle bodycam dei poliziotti sono state consegnate alla magistratura. Sono uno degli elementi centrali dell’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, morto, ieri, domenica durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro di Bologna. Gli inquirenti dovranno ricostruire ogni fase del fermo. Accanto ai filmati degli agenti c’è il video girato da un residente.

Le immagini mostrano Fakir a terra, a faccia in giù, mentre due poliziotti cercano di immobilizzarlo e una terza persona gli tiene ferme le gambe.

Le immagini mostrano Fakir a terra, a faccia in giù, mentre due poliziotti cercano di immobilizzarlo e una terza persona gli tiene ferme le gambe. Si sente l’uomo gridare più volte: «Aiuto, basta». Poi la voce si interrompe e il corpo sembra non reagire più. Soltanto successivamente intervengono i sanitari.

Le bodycam consegnate alla Procura

La Questura di Bologna ha annunciato che le riprese delle bodycam indossate dagli agenti sarebbero state messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria. I filmati permetteranno di osservare l’intervento da una prospettiva ravvicinata e di confrontare la sequenza registrata dai poliziotti con il video amatoriale realizzato da una finestra del condominio.

L’autopsia dovrà invece stabilire le cause della morte. Al momento non è stato accertato se il decesso sia stato provocato dalle modalità del contenimento, da un malore o da altri fattori. Anche l’Ausl di Bologna ha disposto verifiche interne sul comportamento e sui tempi d’intervento del personale sanitario presente sul posto.

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Che cosa è successo al Pilastro

L’intervento è avvenuto nella tarda mattinata di domenica 19 luglio nell’area dei garage di via Italo Svevo, al Pilastro. Alcuni residenti avevano segnalato una persona in stato di forte agitazione. Sul posto sono arrivati una volante della polizia e un’ambulanza del 118.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Questura, Fakir avrebbe danneggiato un’automobile e alcuni cittadini avrebbero aiutato gli agenti durante le operazioni di contenimento. I poliziotti avrebbero utilizzato lo spray urticante e poi immobilizzato l’uomo, portandogli le braccia dietro la schiena e bloccandogli anche le caviglie.

Nel video girato da un residente si vedono due agenti tenere l’uomo a terra. Una terza persona, indicata nelle prime ricostruzioni come un cittadino intervenuto per aiutare, gli blocca le gambe. Attorno ci sono anche alcuni operatori sanitari. Fakir continua a dimenarsi e a chiedere aiuto, poi smette di muoversi. Uno degli agenti prova a verificare le sue condizioni, senza ottenere risposta.

Le versioni ancora da verificare

La Questura sostiene che gli agenti siano intervenuti su richiesta dei residenti e che il contenimento sia avvenuto alla presenza dei sanitari. «Dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza dei sanitari, l’uomo è deceduto», si legge nella ricostruzione della polizia.

La famiglia contesta invece con forza le modalità dell’intervento. La sorella di Fakir ha accusato gli agenti di averlo aggredito e ha chiesto giustizia. Alcuni testimoni hanno raccontato che l’uomo era agitato ma continuava a chiedere aiuto.

Chi era Abderrahim Fakir

Abderrahim Fakir era di origine marocchina, viveva nel Bolognese ed era titolare di un’impresa attiva nel facchinaggio e nella logistica. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ore successive alla morte, si trovava al Pilastro per fare visita ad alcuni familiari.

Le prime notizie hanno indicato in modo non uniforme la sua età, riportandola come 42 o 43 anni. Un dettaglio che non cambia il centro dell’indagine: stabilire che cosa sia accaduto nei minuti compresi tra l’arrivo della volante, l’immobilizzazione e il decesso.

Le proteste e la richiesta di chiarezza

Dopo la morte, numerosi residenti e familiari si sono radunati nel quartiere chiedendo giustizia e intonando cori contro la polizia. Il fratello della vittima è intervenuto per riportare la calma. Un nuovo presidio è stato organizzato al Pilastro, mentre il sindaco Matteo Lepore ha annunciato una manifestazione in piazza Nettuno.

Lepore e il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale hanno chiesto che venga fatta «piena luce» sulla vicenda, con accertamenti rapidi e trasparenti. Ilaria Cucchi ha annunciato un’interrogazione parlamentare, richiamando i precedenti di Federico Aldrovandi e Riccardo Magherini, ma al momento non è stata accertata alcuna analogia sul piano medico o giudiziario.

Le domande ancora aperte

L’inchiesta dovrà chiarire quanto sia durato il contenimento, quali manovre siano state utilizzate, in quale momento Fakir abbia perso conoscenza e quando siano iniziate le operazioni di soccorso.

Dovrà inoltre verificare il ruolo dello spray urticante, le condizioni fisiche dell’uomo, la posizione in cui è stato immobilizzato e il comportamento dei sanitari presenti. Saranno decisivi l’autopsia, le bodycam, il video del residente, le comunicazioni alla centrale operativa e le testimonianze di chi ha assistito all’intervento. Le cause della morte e le eventuali responsabilità restano da accertare.

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