21 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

19 Lug, 2026

Eboli, giornalista ucciso e carbonizzato. Giallo sul movente

Il corpo di Luigi Esposito è stato trovato carbonizzato all’alba. Giornalista sportivo, si presentava come dipendente dell’agenzia regionale per l’ambiente (Arpac), ma l’azienda smentisce. La pista dell’inchiesta sulla filiera bufalina e della criminalità organizzata




Si presentava come dirigente dell’Arpac, ma l’agenzia ha smentito già ieri che sia mai stato un dipendente. Eppure si sarebbe presentato in alcune aziende bufaline di Caserta e Battipaglia qualificandosi come un tecnico dell’agenzia regionale che si occupa di controlli su acqua e aria. Pare che lo facesse perché stava seguendo un’inchiesta sulla filiera bufalina, settore economico di primaria importanza in Campania. Per chi stesse lavorando o chi gli avesse commissionato l’inchiesta non è dato saperlo. Luca Esposito, il cui vero nome era Luigi, ufficialmente si occupava di sport per diverse testate locali e dirigeva un sito d’informazione dedicato esclusivamente al calcio.

È un giallo nel giallo quello del “falso” profilo di ispettore ambientale che aggiunge ulteriore mistero alla tragica fine del giornalista salernitano, il cui corpo è stato ritrovato carbonizzato prima dell’alba di ieri a Eboli. I giornalisti sotto scorta o sottoposti a misure di protezione, in Italia, sono circa 200. Tutti si occupano, o si sono occupati, di criminalità organizzata, hanno indagato su gruppi eversivi o sul malaffare collegato alla politica e ai reati ambientali. Sono stati minacciati, perseguitati e, talvolta, anche sono “solo” stati bersaglio di messaggi intimidatori sui social. Per ciascuno di loro lo Stato ha disposto misure di protezione a tutela dell’incolumità personale.

Il profilo

Tra loro non c’era Luca Esposito, all’anagrafe Luigi Esposito, classe 1972, nato a Nocera Inferiore. Fino a ieri il suo nome era noto soprattutto negli ambienti del calcio minore e tra i tifosi della Salernitana. Dirigeva il sito Tutto Salernitana, collaborava con una serie di testate locali e scriveva per inserti sportivi. Pubblicista dal 2012, non aveva mai denunciato, almeno per quanto si sappia, pressioni o vicende che potessero far presagire la tragica fine che lo attendeva. Il corpo senza vita di Esposito è stato trovato in località Cioffi, nel comune di Eboli, in provincia di Salerno.

A ritrovarlo sono stati i vigili del fuoco, allertati poco prima dell’alba da una chiamata anonima che segnalava un incendio di sterpaglie lungo la Statale, di quelli che da giorni stanno divampando in diverse zone del Paese. All’arrivo dei pompieri, però, la sorpresa è stata enorme: oltre alla vegetazione secca, resa altamente infiammabile dal caldo torrido di questi giorni, è stato rinvenuto un cadavere. Il corpo è stato identificato grazie all’automobile della vittima, parcheggiata a poca distanza dal luogo in cui è stata trovata.

L’omicidio

Resta da stabilire se quello fosse il luogo dell’omicidio o se il corpo vi fosse stato trasportato successivamente. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, Esposito sarebbe stato ucciso con sette colpi di arma da fuoco prima di essere dato alle fiamme. Un’esecuzione in piena regola, un omicidio efferato che richiama le modalità tipiche della criminalità organizzata.
Tuttavia, con la camorra Esposito non avrebbe mai avuto alcun conto in sospeso. Chi lo conosceva lo descrive come un appassionato di sport che non si era mai occupato di cronaca nera. La zona in cui sono avvenuti i fatti è storicamente interessata dalla presenza del clan Maiale, che però negli ultimi anni si è distinto per una ridotta attività violenta. Né l’altra famiglia criminale attiva nell’area si è resa protagonista di recenti fatti di sangue.

Va detto, inoltre, che Esposito non abitava a Eboli. Originario di Nocera Inferiore, pare avesse l’ultima residenza nel comune di Fisciano, sempre in provincia di Salerno. Secondo la prima ricostruzione della Procura di Salerno, diretta da Raffaele Cantone, che si sta basando sulle indagini dei carabinieri e sugli esiti dei sopralluoghi del SIS, il reparto investigazioni scientifiche dell’Arma, non è escluso che Esposito avesse un appuntamento con qualcuno in quella zona isolata. Resta però da accertare a che ora vi sia arrivato e, soprattutto, se fosse ancora vivo.

Gli investigatori ipotizzano che chi ha chiamato i vigili del fuoco per segnalare l’incendio di sterpaglie volesse far ritrovare rapidamente il cadavere, evitando così che una successiva denuncia di scomparsa potesse indirizzare le indagini verso scenari che qualcuno vorrebbe tenere nascosti. Va inoltre sottolineato che, da quanto si è appreso, Esposito viveva da solo, motivo per cui nessuno aveva denunciato la sua scomparsa né nella serata di sabato né nel corso della notte.

Il luogo

Ulteriore motivo di approfondimento è la zona in cui il corpo è stato dato alle fiamme. Località Bivio Cioffi divenne “famosa” qualche anno fa per un Cristo abusivo fatto ergere da un boss locale. Una vicenda che fu denunciata da alcuni giornalisti della zona, lasciati poi soli dal resto dei colleghi. E anche intorno a Esposito ieri si è creato un vuoto. Pochi hanno confermato di conoscerlo, pochissimi hanno accettato di parlarne, definendolo un opinionista di calcio particolarmente sanguigno. Fino a ieri, nessuna delle testate per le quali collaborava ha confermato che seguisse settori diversi dallo sport per cui non si spiega, al momento, perché si presentava come ispettore dell’Arpac.

Esposito non aveva legami sentimentali né figli, solo due sorelle con le quali non c’erano rapporti quotidiani. La sua morte, per ora avvolta nel mistero, colpisce profondamente una categoria, quella dei giornalisti, afflitta da problemi di credibilità e tutela ma anche di sfruttamento e abusivismo diffuso. Anche per questo soprattutto a livello locale ieri il silenzio ha assunto un peso specifico.

Non tacciono invece i rappresentati di categoria. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, come i vertici nazionali e del Sugc chiedono che «si faccia chiarezza sulla morte di Luigi Esposito, fatto di una gravità inaudita».

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