Blitz dei carabinieri a Palermo nell’inchiesta antimafia sulla banda dei kalashnikov. Gruppo criminale nel mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. Tra i presunti mandanti anche un detenuto che avrebbe impartito ordini dal carcere
I carabinieri del comando provinciale di Palermo fermato in un blitz di oggi 22 persone, sette delle quali già detenute per altri reati. Sono ritenute la miccia dell’escalation criminale che negli ultimi mesi ha seminato il terrore nel capoluogo siciliano.
L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, ricostruisce una lunga serie di attentati e intimidazioni. Il periodo è compreso tra il novembre 2025 e i primi giorni di luglio nel mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Estorsioni e armi da guerra
A nove degli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra, tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe imposto il racket a commercianti e imprenditori ricorrendo a intimidazioni sempre più violente, anche con l’uso di kalashnikov.
Gli ordini dal carcere
Tra i presunti mandanti figura Salvatore Verga, 36 anni, trafficante di droga detenuto nel carcere di Trani. Gli investigatori sostengono che l’uomo continuasse a impartire ordini ai suoi uomini utilizzando uno smartphone introdotto illegalmente in cella. La prova sarebbe emersa dall’analisi del telefono cellulare sequestrato a uno dei componenti del gruppo.
La seconda fase dell’inchiesta
L’operazione rappresenta il secondo capitolo dell’indagine. Già a giugno erano stati fermati otto giovani accusati di aver agito per conto del racket delle estorsioni, contribuendo a creare un clima di paura in diversi quartieri della città. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di responsabilità e verificare eventuali ulteriori collegamenti con le organizzazioni mafiose attive nel territorio palermitano.































