Cinque deputate di Azione, Lega, Forza Italia, Pd e Avs firmano un appello bipartisan contro la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale in discussione alla Camera. A loro parere, le preferenze penalizzerebbero la rappresentanza femminile
Il «voto di preferenza tende a penalizzare la rappresentanza femminile», quindi «non votiamo l’introduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale». A lanciare l’appello alle colleghe di tutti i partiti sono le deputate Elena Bonetti (Azione), Silvana Comaroli (Lega), Isabella De Monte (Forza Italia), Chiara Gribaudo (Pd) e Luana Zanella (Avs).
Le ragioni del no alle preferenze
Secondo le firmatarie dell’appello, le preferenze «penalizzano la rappresentanza femminile» e «premiano soprattutto la forza delle reti personali, la disponibilità di risorse economiche, la notorietà costruita nel tempo: condizioni che, ancora oggi, vedono troppo spesso le donne partire da una posizione di svantaggio, o dipendere da reti di potere costruite da altri».
L’altolà all’appello
A respingere l’appello delle cinque deputate è Micaela Biancofiore, senatrice del gruppo Civici d’Italia, che si dice indignata dal documento e ricorda come la stessa premier Giorgia Meloni sia «arrivata alla guida del paese non grazie a scorciatoie, quote rosa o altro ma per le sue capacità politiche». Il dibattito sulla legge elettorale è atteso per il 14 luglio alla Camera e nella maggioranza non c’è accordo: Fratelli d’Italia e Noi Moderati sono favorevoli, Forza Italia e Lega contrari.































