2 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

2 Lug, 2026

Attentato a Monaco, la sospetta è una donna ucraina: ripresa dalle telecamere

Secondo Le Figaro, la donna avrebbe lasciato il pacco bomba nell’androne dell’abitazione dell’oligarca Vadim Ermolaev. Sarebbe stata localizzata in un Paese europeo diverso da Monaco e dalla Francia


Svolta nelle indagini sull’esplosione avvenuta tre giorni fa nel Principato di Monaco davanti all’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev. La persona ricercata dagli investigatori non sarebbe un uomo, come ipotizzato inizialmente, ma una donna. Lo riferiscono fonti investigative concordanti citate da Le Figaro.

Secondo il quotidiano francese, la sospetta avrebbe circa trent’anni ed è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza mentre lascia il pacco bomba nell’androne dell’edificio dove vive l’imprenditore ucraino.

La fuga verso la Francia

Le immagini mostrerebbero la donna mentre si allontana in direzione del confine francese. Indossava un gilet nero, pantaloni bianchi, scarpe da ginnastica e un cappello scuro. Da allora è irreperibile.

Secondo le stesse fonti, la sospetta sarebbe una cittadina ucraina residente in Germania. Un testimone che avrebbe avuto un contatto diretto con lei avrebbe fornito elementi decisivi agli investigatori.

La caccia in tutta Europa

Le autorità del Principato, con il supporto della gendarmeria francese, avrebbero nel frattempo localizzato la donna in un Paese europeo che non è né Monaco né la Francia. Per questo è stata attivata una cooperazione internazionale di polizia su richiesta della magistratura monegasca. Gli investigatori aggiungono che la ricercata sarebbe in grado di camuffarsi facilmente, modificando il proprio aspetto fino a sembrare un uomo.

Chi è Vadim Ermolaev

Ermolaev è uno degli uomini d’affari più ricchi dell’Ucraina. Ha costruito la sua fortuna nel settore immobiliare, nella produzione e importazione di alcolici, cosmetici e detergenti. Per anni è stato soprannominato «il re di Dnipro» e il suo patrimonio è stimato vicino al miliardo di euro.

Fonti vicine all’inchiesta lo descrivono come un «rifugiato Vip» nel Principato dall’inizio del conflitto. Al momento dell’esplosione si trovava nel condominio con la compagna e il figlio. Nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina ottenendo quella cipriota. Le autorità di Kiev lo accusano di aver continuato a controllare, attraverso prestanome, le aziende del gruppo Alef in Crimea anche dopo l’occupazione russa del 2014. Per questo nel 2023 è stato colpito da sanzioni ucraine. Nonostante ciò, alcune società a lui riconducibili hanno ottenuto concessioni pubbliche, compresa quella per l’estrazione del marmo destinato al futuro Santuario degli Eroi, il grande cimitero militare in costruzione alle porte di Kiev.

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